Venerdì 24 Novembre 2017
   
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A volte ritornano: una scuola accogliente

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La scuola Rosa Luxemburg e il centro Auxilium insieme per il sociale

 

 

“I Mandala servono per creare l’ordine interno, per ascoltare la voce interiore, per concentrarsi sul proprio sé e per esprimere la propria totalità.”

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Si sono presentati così, con questo messaggio apposto su dei coloratissimi Mandala pronti ad accogliere i partecipanti all’evento, i ragazzi artefici del programma “A volte ritornano: una scuola accogliente”, un progetto mirato all’inclusione sociale e alla crescita personale, scegliendo come simbolo proprio i Mandala, che nella cultura buddhista sono appunto sinonimo di “crescita interiore”.

 

Si è svolto sabato 24 ottobre, presso la Sala Comunale “Colafemmina” di Palazzo De Mari ad Acquaviva, la performance conclusiva del “Percorso Alternanza Scuola-Lavoro” nell’ambito del progetto “A volte ritornano: una scuola accogliente”, realizzato dagli studenti della classe 5C Servizi Socio Sanitari dell’Istituto Rosa Luxemburg e i membri del Centro Diurno Auxilium. 

Un progetto che mette al centro solidarietà e aiuto reciproco, richiesto personalmente da alcuni genitori di ex alunni, alla ricerca di una struttura formativa per i propri figli che ormai, terminato il percorso scolastico, si ritrovavano soli a dover capire le esigenze della vita reale.

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Tra i promotori di questo progetto, fondamentale è stato il lavoro delle professoresse Capodiferro e Di Gaetano e dell’educatrice Cinzia Losito, insieme alla collaborazione del coordinatore del Centro Auxilium Michele De Rosa, esperto in psichiatria che ha tenuto a sottolineare quanto la struttura pubblica del centro si sia dimostrata fondamentale nel percorso di “reinserimento del paziente nel tessuto sociale”.

La professoressa Di Gaetano, ha evidenziato come la scuola, ed in particolare un Istituto sociale come il Rosa Luxemburg, sia ben attenta alle esigenze di territorio e tenti quindi di raccoglierle per parteciparvi attivamente.

Entusiasta del progetto anche la professoressa Capodiferro, che ha visto i frutti positivi del lavoro svolto direttamente nei partecipanti, affermando come facendo parte di questa impresa formativa, “si è raggiunto un benessere personale, trovandolo nelle diverse accezioni, con i ragazzi che invece di stare a casa hanno scambiato culture, esperienze e creato inclusione.”

 

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Presente alla mattinata anche il sindaco Carlucci, che dopo aver elogiato la scuola (“più grande risorsa di Acquaviva”), ed il centro Auxilium (“importante realtà che crea anche lavoro e opportunità sociali”), ha sottolineato l’importanza di questo progetto mirato all’inclusione, in quanto nella società odierna “abbiamo bisogno di abbracciare e tenere insieme le relazioni sociali, per evitarne la rottura e quindi il rischio di caos, isolamento, depressione, emarginazione”. Soddisfatto del progetto anche l’assessore ai servizi sociali Vavalle, che ha descritto il programma come un “esempio concreto del perseguire la crescita volontaria”. 

 

L’evento “A volte ritornano: una scuola accogliente”, è stato un avvenimento culturale, che ha visto i ragazzi promotori del progetto esibirsi in varie arti, unendo musica e spettacolo.

Dopo l’apertura dedicata al ballo, è stato letto un brano tratto da “I caratteri”, un’opera del 1688 di La Bruyère, testo che descrive i vari comportamenti dell’uomo, un ritratto umano e sociale delle diverse condizioni dell’uomo valevole ancora nei gironi nostri.

 

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Successivamente è stato allestito uno spettacolo di burattini, ispirato al racconto di Hans Christian Andersen, “Il brutto Anatroccolo”, attraverso il quale i ragazzi hanno messo in scena il problema dell’emarginazione sociale ed il raggiungimento finale dell’inclusione.

Non è mancata di certo la musica, attraverso balli con accompagnamento alla chitarra, che hanno fatto scatenare i ragazzi sulle note di canzoni ludiche come “Bailando”, ma anche con canzoni che miravano a lanciare un messaggio, come nel caso di “Essere Umani” di Marco Mengoni.

 

A conclusione dell’evento, è stato presentato un video del backstage del progetto, che ha mostrato l’impegno ma anche il divertimento che ha coinvolto i ragazzi nella preparazione del lavoro, e infine sono stati consegnati tra il pubblico pezzi singoli di puzzle, un simbolo con un messaggio morale abbastanza chiaro: “da solo non serve a niente, è insieme che si può creare qualcosa”.

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