Venerdì 24 Novembre 2017
   
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Inaugurato il Centro socio educativo "Granelli di Senape"

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È stato inaugurato domenica sera nel Palazzo Vescovile il nuovo Centro socio educativo “Granelli di Senape”, nato cinque anni fa dall’esperienza della parrocchia S. Eustachio e all’associazione Theotokos di Acquaviva delle Fonti e gestito dalla cooperativa Sociale “Mosaici”.

Presente per l’occasione anche il vescovo Mons. Giovanni Ricchiuti chiamato a presiedere la solenne celebrazione eucaristica. Una cattedrale gremita di gente, ai primi banchi il sindaco Carlucci e le autorità civili, le maestranze e quanti a diverso titolo hanno contribuito a sostenere il progetto. È stata una messa molto partecipata caratterizzata da non pochi momenti di commozione.

Mons Ricchiuti.2

Nell’omelia Mons. Ricchiuti, dopo aver salutato e ringraziato i presenti, si è soffermato su questo progetto di collaborazione tra comunità ecclesiale e civile.

“Il nome del centro socio educativo- ha ricordato- si ispira ad un’immagine del Vangelo: il granello di senape, il più piccolo di tutti i semi, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli vengono a fare il nido fra i suoi rami (Mc 13, 31).

 I nostri ragazzi devono poter avere la speranza per progettare la loro futura esistenza. Il Centro è stato realizzato grazie alla passione del vostro parroco don Mimmo, siamo molto felici che sia qui. Tra qualche mese entreremo nell’anno della Misericordia papa Francesco ci ha raccomandato di riscoprire le sette opere di misericordia corporali e spirituali. La nostra vita è un servizio, il cristiano è chiamato a mettere in pratica la logica del Vangelo”, e citando infine Don Tonino Bello ha poi detto: “Non serve vivere se non si vive per servire”. 

Al termine della santa messa sono seguiti alcuni interventi volti a spiegare la natura del progetto educativo e a ringraziare quanti hanno reso possibile la realizzazione di questo intervento.

Il Centro socio educativo “Granelli di Senape” è un ambiente accogliente e familiare, una comunità di integrazione e socializzazione, un luogo di formazione e uno spazio all’avanguardia dotato di ogni confort e privo di ogni tipo di barriera architettonica. Si tratta di una struttura di 500 mq2, realizzata con circa 245 mila euro ottenuti da fondi europei, regionali, diocesani, grazie ai contributi di numerose aziende del territorio e soprattutto donazioni di tanti benefattori. E ’ strutturato in quattro grandi macro aree: Sostegno allo studio, sostegno alla genitorialità, attività laboratoriali e formazione e progetti. Ha al suo interno: cinque sale studio, una sala multimediale, una sala relax, una sala giochi, una cucina e una mensa, tre bagni per diversamente abili, una sala riunioni. Realizza interventi volti alla prevenzione del disagio e alla promozione del benessere dei minori, di persone diversamente abili e delle loro famiglie nell’ottica della crescita del potenziale insito in ogni persona nonostante disagi e/o limitazioni.

Letti i messaggi del presidente della Regione Emiliano e della dott.ssa Rosy Paparella, garante dei diritti del Minore è seguito l’intervento dell’avv. Ubaldo Pagano del Piano di Zona: “Sono felicissimo di essere qui, […] abbiamo dimostrato che una comunità volontaristica può trasformarsi in una attività professionale semplicemente con la buona volontà e la perseveranza di questo primo gruppo di operatori. Ricordo quando nell’ufficio del distretto don Mimmo con i suoi ragazzi mi illustrarono l’idea che avevano in mente e mi parlarono delle difficoltà incontrate. Ci siamo messi insieme a studiare le carte […] con una rete sinergica e collaborazione proattiva sono riusciti anche a darsi una attività lavorativa. È bello unire l’ambizione a dare risposte di socialità alla capacità di mettere in prima persona se stessi al servizio degli altri. […] Avete dimostrato che non servono avere tante risorse ma la sagacia di chi ogni giorno si sveglia e ha un obiettivo: sa che sta servendo un ideale più grande, un grande applauso a don Mimmo”.

Carlucci _granelli_di_senapeIl sindaco Davide Carlucci ha espresso profonda gratitudine per quanti hanno reso possibile questo progetto. “La Chiesa cattolica, ha detto ci aiuta a realizzare gli obiettivi di giustizia sociale e democrazia, è un grande alleato del Comune nella lotta quotidiana contro le disuguaglianze.

Questo Centro, poi, è già abitato dallo slancio e dalla passione dei suoi operatori, che sono sicuro sapranno trasferire ai ragazzi che frequenteranno Granelli di Senape. C’è un bel gruppo di persone belle e molto motivate e un vulcano che è don Mimmo Giannuzzi che unisce la passione ad una visione ad con forte senso pragmatico ad una capacità manageriale.

Questa tenacia è quello ha consentito di avere questo Centro e io penso che è una cosa per la quale tutta la comunità di Acquaviva deve esprimere profonda gratitudine”.

Guglielmo Borgia.2Guglielmo Borgia, a nome dell’ ass. Theotokos e della coop. Mosaici da lui rappresentata, senza nascondere un po’ di emozione, ha ringraziato tutti coloro che in vario modo hanno collaborato e sostenuto in questi anni il progetto. “Siamo andati oltre la nostra previsione più volte eravamo sconfortati la forza motrice è stata don Mimmo è stato capace anche nella settimana di pit stop di preoccuparsi di ogni piccolo particolare che apprezzerete, lo ringrazio personalmente per avermi fatto stare qui questa sera”.

SDC18817.2A concludere questo momento è stato don Mimmo Giannuzzi che, partendo dalle parole del Vangelo: "Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli" presenti all’ingresso del Centro, ha spiegato nel dettaglio le finalità di questo progetto.

“Il Centro Granelli di Senape non è il luogo del catechismo, dell’indottrinamento, della moralizzazione dei ragazzi. […] Vuole essere la palestra dove i ragazzi esercitano, rinvigoriscono, allenano le loro capacità, i loro talenti, le loro potenzialità. È il luogo in cui la ragione cerca la verità, il cuore l’amore, la fede Dio”. Uno spazio in cui “rimuovere gli ostacoli sociali, culturali, morali, familiari che possono allontanare i ragazzi dalla scoperta del senso della vita. Il Centro non è il luogo migliore in cui educare i ragazzi, perché pensiamo che il luogo naturale sia la propria famiglia, e, affianco ad essa, la società, la comunità parrocchiale, la scuola, le aggregazioni. Il Centro deve essere innanzitutto un osservatorio, un luogo di formazione, di dialogo, di scambio di esperienze, di ascolto. […] I giovani educatori professionisti che prestano il loro servizio nel Centro sono una risorsa importante per questo progetto. A loro va il nostro ringraziamento, sostegno e incoraggiamento. Ma tutto questo non basta se non viene ricambiato con il loro impegno, la competenza, lo studio e il rigore. Sappiamo bene che i titoli servono a ben poco se non sono preceduti e accompagnati da una concreta formazione, una grande passione e uno spirito di servizio. È l’augurio che facciamo a tutti gli educatori, psicologi, assistente sociale, formatori del Centro. Ad essi, in questi anni, si sono affiancati tanti volontari: sono la forza e la bellezza del nostro progetto. Tanti giovani e adulti hanno accolto l’invito a mettere a disposizione un po’ del loro tempo per i ragazzi, accompagnandoli nello studio e nelle attività. È bello per una Comunità parrocchiale potersi proporre come luogo di servizio per gli altri. Tra pochi mesi faremo funzionare anche la mensa che sarà un luogo concreto per il servizio a chi ha bisogno anche del pasto quotidiano”.

Lo staff_del_centro_socio_educativoNelle sue parole è emersa a più riprese l’emozione. “In questo periodo- ha poi proseguito don Giannuzzi- tanti giovani e adulti della Parrocchia hanno lavorato insieme per preparare questo appuntamento.

Ad ognuno va il mio personale ringraziamento. Sono stato molto contento nel vedere tutti impegnati e, fra tutti, il nostro caro don Antonio che della giovinezza non ha solo l’età, ma anche l’entusiasmo e la vivacità.

Sono certo che dal cielo oggi gioiscono con noi anche don Giovanni, Gianfranco, suor Antonia, Aurelia e tanti altri che sentiamo vicini a noi nella preghiera e nell’affetto. Tra pochi minuti ci recheremo davanti al palazzo Vescovile per aprirne le porte. Taglierà il nastro Gianluca, un ragazzo del Centro, uno dei primi. Con lui è come se per primo entrasse nel nuovo Centro ogni ragazzo e, con lui, ognuno di noi.

Grazie a tutti per la vostra presenza e per il sostegno che già da oggi – sono certo – darete a questa opera. […] Desidero con voi ringraziare Dio, senza il quale ci sentiremmo smarriti e indifesi, come pecore senza pastore.

Usciti dalla cattedrale, i presenti si sono avvicinati al palazzo di Monsignore: i bambini del Centro “Granelli di Senape” hanno fatto volare in cielo palloncini colorati. E’ seguito poi il taglio del nastro, la benedizione da parte di S. E. Mons Ricchiuti, la visita degli spazi guidati dai ragazzi e il taglio della torta in sagrestia.

 

 

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