Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Il quadro demografico di Acquaviva delle Fonti

Acquaviva Maps_google

  

 

Lo scorso 20 luglio l’Istat ha aggiornato la sezione demografica della propria bancadati; tale occasione ci consente di disegnare brevemente lo scenario demografico aggiornato del nostro comune.

Al 1° gennaio 2015 Acquaviva delle Fonti conta 20.934 residenti, ovvero, 55 individui in più rispetto all’anno precedente. In tutto il 2014 i nati sono stati 166 a fronte di 192 decessi; per altro verso, le iscrizioni anagrafiche hanno superato le cancellazioni anagrafiche: rispettivamente 344 e 263.

 

La piramide della popolazione acquavivese evidenzia una struttura tipica delle società occidentali: bassa incidenza delle classe più giovani e maggior peso delle classe adulte e senili. Specificamente, la compagine dei minori (0-14 anni) ammonta a 2.742 individui (ovvero il 13,1% della popolazione complessiva), i giovani (15-24 anni) pesano per l’11,1% (2.318 residenti), la classe adulta in età compresa tra 25 e 64 anni totalizza 11.461 unità (54,7%) e gli anziani (over 65 anni) registrano una consistenza del 21,1% (4.413 individui).

 

Il tasso generico di fecondità, ci racconta che nel 2014 ci sono state circa 31 nascite ogni 1.000 donne in età feconda (15 - 50 anni di età). L’indice di carico di figli per donna feconda, composto dal rapporto tra gli individui di età da 0-5 anni e le donne in età 15-50 anni, fa segnare un valore pari al 21,2 per cento.

 

Dalla definizione di indice di vecchiaia inteso come relazione tra la popolazione di individui in età over 65 anni e la popolazione di soggetti tra 0 e 14 anni, moltiplicato per 100, si consta che Acquaviva fa segnare un valore pari a 160,9 anziani ogni 100 under

15-enni.

Per altro verso, il rapporto tra anziani di età superiore a 80 anni ed anziani di età over 65 anni, incidenza dei “grandi vecchi”, appare un utile indicatore allorquando si vuole misurare il grado di “invecchiamento avanzato‟ in una popolazione. Nel caso concreto, quasi un residente su 3 over 65-enni, ha una età superiore a 80 anni.

 

L’indicatore strutturale che probabilmente più di tutti ha una valenza tanto di natura sociale quanto di natura economica è l’indice di carico sociale o detto indice di dipendenza. Esso esprime il peso delle fasce demografiche “fragili”, economicamente improduttive, sul totale complessivo della popolazione produttiva; si considerano, cioè, le persone che in via presuntiva non sono autonome per ragioni demografiche (anziani e giovanissimi) e coloro che – di contro – dovrebbero essere vocati a sostenerli e, dunque, in età da lavoro. Per Acquaviva tale rapporto è pari a 52,7%, ovvero, per un “improduttivo” vi sono circa 2 residenti “produttivi”.

 

Circa l’indice del potenziale di lavoro, inteso come il rapporto tra la popolazione potenzialmente attiva (15-65 anni) e la popolazione residente totale si rileva un valore del 65,5%. Invece, con indice di ricambio ottenuto relazionando gli individui di età 60-65 anni e quelli di 15-20 anni si esprimono le leve in uscita dal mondo del lavoro e quelle teoricamente destinate ad entrarvi: il dato per Acquaviva è pari a 111,8 per 100 individui.

 

Altresì, Acquaviva fa registrare 7.973 famiglie con un numero medio di componenti per nucleo familiare pari a 2,62 soggetti.

 

Con una incidenza di circa il 2,7% sulla popolazione totale acquavivese la presenza straniera è rappresentata da 583 cittadini provenienti da tutte le principali aree del mondo e con una chiara tendenza alla crescita nei prossimi anni; è interessante rilevare una crescente incidenza di minorenni stranieri, segno di una integrazione in aumento e di una maggiore stabilizzazione del progetto migratorio dei propri genitori.

 

Per concludere, queste brevi note evidenziano tre elementi principali: I) seppur lievemente, la popolazione acquavivese riprede a crescere dopo gli ultimi tre anni che l’avevano visto in preoccupante flessione demografica (21.016 abitanti nel 2012, 20.905 residenti nel 2013 e 20.879 nel 2014); II) il ‘profilo’ strutturale della popolazione è chiaramente sbilanciato verso le classi anziane: a fronte di una contenuta natalità, infatti, l’incidenza senile è in costante e sensibile ascesa; III) aumentano le iscrizioni anagrafiche alimentate in massima parte dal numero di stranieri che decidono di stanziarsi più stabilmente nel nostro territorio.

 

 

 

 

 

 

 

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