Sabato 17 Novembre 2018
   
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Il 10 febbraio la società civile non dimentica

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Fra Menti Blog ringrazia AcquavivaNet per la condivisione del presente messaggio. – Ricordare, per dire NO: al nichilismo, all’ignoranza, al revisionismo, al possibile desiderio di violenza. Perché questi, assieme, sono i mali semi-nascosti che ruotano attorno alle giovani generazioni.

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L'anno scorso, a distanza da dieci anni dall’entrata in vigore della Legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Comune di Acquaviva delle Fonti, grazie all’impegno di una associazione, aveva celebrato per la prima volta il Giorno del Ricordo. Un giorno memorabile, ma accompagnato da episodi di intolleranza in città. – Blog GenLocal, post del 12 febbraio 2014: “Ad Acquaviva, nel giro di poche ore dall’affissione, tutti i manifesti “10 febbraio, io ricordo” sono stati strappati e fatti sparire.” https://genlocal.wordpress.com/2014/02/12/il-10-febbraio-ragionamenti-di-la-dai-soliti-manifesti-strappati/

In merito a quanto menziona la legge della Repubblica Italiana, il Giorno del Ricordo è la “Memoria delle vittime delle Foibe, dell’Esodo giuliano-dalmata, delle vicende del Confine orientale”. Ad Acquaviva, fu l’Associazione “Liberi Di” ad organizzare con le istituzioni la prima commemorazione acquavivese.

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Così il giornalista Francesco Lopuzzo sul tema della civiltà della memoria: “Quella della memoria è una civiltà molto fortunata: può conoscere fatti terribili da racconti dei diretti testimoni, senza però il peso di aver vissuto eventi spaventosi. È un po’ la generazione di chi è nato negli anni di pace e ancor più di chi è nato dopo la caduta del muro di Berlino, al termine della guerra fredda. Ma questa generazione ha una responsabilità importantissima nella costruzione dell’avvenire: consapevole dell’esperienza e degli errori delle generazioni precedenti, deve impegnarsi affinché concretamente si realizzi il “mai più” che chi ha visto e vissuto continua a ribadire anche a distanza di diversi decenni. Costruire e far crescere questa civiltà è di fondamentale importanza se si vuole davvero creare un futuro che non getti nuovamente l’umanità nelle tenebre dei regimi totalitari, tanto di destra, quanto di sinistra.”

http://www.acquavivanet.it/attualita/5271-francesco-lopuzzo-liberi-di-10-febbraio-una-questione-di-civilta.html

Oggi, grazie alla “Liberi Di”, a Francesco Lopuzzo, a Pino Chiechi, avrà luogo la seconda edizione. https://framentiblog.wordpress.com/2015/02/07/10-ricordo-15/

SPICCA FRA I DIRETTI TESTIMONI ACQUAVIVESI l’artista di origine dalmata Pino Patruno, in arte Pino di Zara: cui AcquavivaNet aveva ottenuto preziosa intervista. http://www.acquavivanet.it/attualita/5326-pino-patruno-dio-fuori-le-mura-il-ricordo-di-zara.html

350.000 esuli: italiani istriani, fiumani, dalmati. 11.000 vittime: fra esecuzioni, stupri. E altre vittime fra cose rimaste non più trapelate, ma che restano tragiche vicende del confine orientale italiano. Fatti verificati fra il mese di settembre e quello di novembre del 1943 o dopo il 25 aprile 1945. Con corpi, animati e inanimati, gettati nelle cavità carsiche.

“Giacché ai giovani non si raccontano favole”, rievochiamo, ora, un particolare cenno fatto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (oggi sostituito da Sergio Mattarella): “Va ricordato l’imperdonabile orrore contro l’umanità, l’odissea dell’esodo, del dolore e della fatica che costò a fiumani, istriani e dalmati. Per ricostruirsi una vita nell’Italia tornata libera e indipendente, ma umiliata e mutilata nella sua regione orientale. E va ricordata la “congiura del silenzio”, “la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell’oblio”. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell’aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali.”

CONTRO OGNI INCIVILTA’, PER LA CIVILTA’ DELLA MEMORIA.

https://genlocal.wordpress.com/2014/02/10/il-giorno-10-il-magazzino-18/

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