Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Refezione scolastica: Lettera aperta al sindaco

mensa scolastica

 Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dei genitori del I e II Circolo Didattico al sindaco  relativa al servizio di refezione scolastica 2014/2016:

 

 

Egr. Sig.

SINDACO DEL COMUNE DI

ACQUAVIVA DELLE FONTI (BA)

 

 

Oggetto: Refezione scolastica biennio 2014  – 2016.

                  

I genitori del I e del II Circolo Didattico esercenti la patria potestà sui propri figli minori iscritti presso gli istituti scolastici nel Comune di Acquaviva delle Fonti, con riferimento a tutte le procedure politico-amministrative adottate da codesta Amministrazione relativamente alla refezione scolastica, espongono quanto segue.

Preliminarmente, occorre precisare che l’unico obiettivo della presente missiva è quello di collaborare con codesta Amministrazione al fine di rendere più equo e trasparente tutto il sistema della refezione scolastica, per il bene dei  ns. figli e per il bene dei bambini che in futuro frequenteranno tali Istituti scolastici, per il bene delle famiglie meno abbienti, per il bene dell’intero “sistema scuola”, e per il bene dell’intera collettività acquavivese.

Più volte numerosi genitori hanno esposto oralmente alla S.V. ed a diversi Assessori le proprie perplessità circa l’organizzazione della refezione scolastica, in particolar modo sollevando dubbi circa:

1. l’eccessività del costo del singolo pasto;

2. la ripartizione degli stessi costi in fasce di reddito;

3. la non previsione di agevolazioni in caso di famiglie con più figli;

4. l’ammontare complessivo che il Comune di Acquaviva delle Fonti andrebbe ad incassare di gran lunga superiore a quella effettivamente occorrente per l’espletamento del servizio;

5. la qualità delle vivande somministrate ai minori;

6. la formazione dell’azienda che oggi offre tale servizio.

A tutt’oggi, però, tutte le istanze sono rimaste senza risposta ed è per questo che i  genitori del I e II circolo didattico hanno deciso di reiterare alla S.V. tutte le loro richieste per iscritto.

Con riferimento al punto 1, i genitori  chiedono di conoscere l’analisi specifica dei costi del pasto, atteso che in molti Comuni, limitrofi e non, i costi per la refezione scolastica sono di gran lunga inferiori.

Con riferimento ai punti 2 e 3, poi, i genitori evidenziano che non v’è dubbio che la refezione scolastica sia qualificabile come servizio pubblico. Essa infatti è assunta dall’Amministrazione con la finalità di favorire ed agevolare la frequenza delle scuole dell’infanzia ed elementari presenti nel proprio territorio. Ricorre quindi sia l’elemento soggettivo, ossia la riferibilità dell’attività di refezione scolastica ad un Ente Pubblico, sia l’elemento oggettivo e cioè la finalizzazione dell’attività medesima a scopi di generale interesse, consistenti nell’agevolazione della frequenza scolastica.

Pertanto, i genitori ritengono che sia illegittimo modulare le tariffe di tale servizio in relazione agli scaglioni di reddito così come risultanti dall’ISEE. Quest’ultimo, infatti, è uno strumento atto ad individuare la situazione economica di un soggetto con riferimento non solo al proprio patrimonio, ma anche a quello dell’intero nucleo familiare ed è disciplinato dal d.lgs. 109/1998. Questa normativa individua il proprio ambito di applicazione all’art. 1, comma 1, in riferimento a “coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche……… le disposizioni del presente decreto si applicano alle prestazioni o servizi sociali assistenziali” con esclusione delle prestazioni pensionistiche. Il comma 2, poi, afferma che “ gli enti erogatori………… individuano…… le condizioni economiche richieste per l’accesso alle prestazioni agevolate, con possibilità di prevedere criteri differenziati in base alle condizioni economiche e alla composizione della famiglia……”. Ne risulta che la differenziazione nell’accesso ai servizi in base alle condizioni economiche risultanti dall’ISEE é legittimo in tanto in quanto sia prevista per l’accesso a prestazioni o servizi sociali assistenziali.

Ai sensi dell’art. 128, comma 2, d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112, per “servizi sociali” devono intendersi le attività poste in essere da soggetti pubblici al fine di rimuovere e superare situazioni specifiche di bisogno o di difficoltà delle persone, con esclusione di quelle garantite dal sistema previdenziale e sanitario e di quelle assicurate dall’amministrazione della giustizia.

La refezione scolastica non rientra nell’ambito dei servizi sociali. Essa infatti non è finalizzata al superamento di specifiche situazioni di bisogno o di difficoltà delle persone, ma è rivolta alla generalità dei minori frequentanti le scuole dell’infanzia ed elementari nel territorio comunale. Risulterebbe, quindi, violato l’art. 1 del d.lgs. 109/1998, il quale limita l’utilizzo dei criteri unificati di valutazione della situazione economica ai richiedenti prestazioni o servizi sociali assistenziali che non siano destinati alla generalità dei soggetti.

Codesta Amministrazione, pertanto, per salvaguardare le fasce di utenza più deboli del servizio in discussione, avrebbe dovuto individuare modalità di tariffazione specifica a loro favore e derogatorie ai criteri generali.

Con riferimento al punto 4, poi, atteso che le somme previste in entrata risulterebbero superiori rispetto ai costi previsti complessivamente per il servizio mensa, i genitori chiedono di conoscere a chi sarà restituito l’eventuale esubero delle stesse somme, con quali criteri e con quali modalità.

Con riferimento ai punti 5 e 6, infine, si chiede di controllare la qualità degli alimenti somministrati ai bambini fruitori del servizio mensa attraverso un monitoraggio mensile anche con accessi senza preavviso presso il centro di cottura, attraverso gli strumenti previsti dalla normativa vigente e linee guide del MIUR.

Inoltre, i genitori ritengono opportuno che il committente richieda una formazione di base ed un aggiornamento continuo in relazione alla situazione organizzativa e alla tipologia di utenza (ad es. diete speciali) del servizio da prestare, formazione che deve essere documentata con strumenti e modalità adeguate.

Inoltre, i genitori chiedono di aprire i locali adibiti a refettorio, come prescritto dalle normative vigenti, e di comunicare per iscritto i tempi, seppur indicativi, necessari affinché vengano predisposte le strutture.

Infine, i genitori chiedono di prevedere possibili soluzioni alternative nel caso in cui la gara per il nuovo servizio mensa abbia ritardi nel suo espletamento o non ci siano aziende disposte a partecipare, ipotesi quest'ultima da non escludere, atteso che il capitolato del nuovo bando si presenta decisamente più oneroso dell'attuale pur avendo la stessa base d'asta. 

Confidando in una celere risposta, i genitori  sottoscrivono spontaneamente il documento  e  porgono cordiali saluti.

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