Sabato 17 Novembre 2018
   
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"Miulli" e Fondazione Maugeri: cosa ne pensa la Regione

pentassuglia zullo

 

Due incontri in pochi giorni per due vicende che da tempo preoccupano i lavoratori delle principali strutture sanitarie della nostra zona: l’Ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti e la Fondazione “S. Maugeri” – Centro Medico di Cassano delle Murge.

Li ha programmati – come ha rivelato egli stesso nel corso dell’incontro di ieri sera a Cassano sui problemi della sanità locale e pugliese – l’assessore Donato Pentassuglia. Fresco di nomina (arrivata lo scorso 20 giugno, dopo l’elezione al Parlamento Europeo dell’ex assessore Elena Gentile ), l’esponente del Pd ha spiegato che nei giorni scorsi ha incontrato i vertici della Fondazione e che questa mattina avrebbe incontrato quelli dell’Ospedale “Miulli” per discutere delle problematiche che queste due strutture stanno attraversando.

Sollecitato dal capogruppo regionale di Forza Italia, Ignazio Zullo, l’assessore alla sanità ha spiegato che la situazione del “Miulli” è costantemente monitorata dagli uffici e dall’incontro odierno si spera emergano positive novità rispetto al passato.

Zullo ha invitato caldamente Pentassuglia a considerare l’indebito arricchimento da parte della Regione alle spalle dell’ospedale acquavivese il quale si trova nell’assurda situazione di non poter sforare il tetto assegnatoli dalla Regione stessa – pena il non ottenere i rimborsi per le prestazioni aggiuntive – salvo poi dover necessariamente far fronte a cure e interventi essenziali per chi vi si rivolge: “Se il “Miulli” respinge la gente al pronto soccorso, alla terapia intensiva, alla dialisi – ha spigato il consigliere di Forza Italia – la gente muore, i malati muoiono….allora destinate, come per altri ospedali regionali come il “Di Venere” o il Policlinico, maggiori risorse perché quell’ospedale è oramai un presidio essenziale per centinaia di migliaia di persone di questo territorio”, ha concluso Zullo.

Diversa, invece, la questione della Fondazione “S. Maugeri”, dove nelle scorse settimane i vertici di Pavia hanno comunicato ai lavoratori (decisione poi congelata fino a settembre) di trasformare il contratto di lavoro da pubblico a privato, con tagli allo stipendio del 15%.

Ignazio Zullo ha spiegato che la Regione stanzia annualmente per la Fondazione un budget di 20 milioni di euro ma i due centri pugliesi (Cassano e Ginosa) ne utilizzato solo 17. Occorre, dunque, rimodulare l’offerta da parte dei centri – spingendo, ad esempio, sui servizi ambulatoriali e domiciliari – per utilizzare tutte le risorse.

Nella terra dove Vendola dice che l’obiettivo primario è la stabilizzazione dei contratti di lavoro – ha attaccato Zullo – qui facciamo un passo indietro, contraddicendo le politiche del governatore e passando da stabilizzazioni con contratto pubblico ad un lavoro privatistico e precario”.

Da parte sua Pentassuglia si è detto disposto a valutare tutte le ipotesi con il vertice della Fondazione nonché ad un incontro con le organizzazioni sindacali dei lavoratori per comprendere appieno quali siano gli ostacoli ad un pieno utilizzo delle risorse che la Regione ha messo a disposizione.

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