Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Ospedale Miulli, ulteriore rinvio del concordato per i debiti

miulli giorno

 Riceviamo e pubblichiamo:

 

E’ stato anche rinviato il secondo appuntamento, quello del 19 giugno dopo quello del 14 marzo,   per la conclusione del concordato con i creditori, per superare la situazione debitoria dell’Ospedale Miulli.

Il rinvio va ascritto alle difficoltà oggettive del concordato, date le dimesioni notevoli del debito, ma è anche il segno dell’aggrovigliato intreccio giuridico, abusivamente messo su con l’attestato del Ministero dell’Interno dell’1.10.1987,   che si è inventato un fantomatico Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli e dell’indecoroso tentativo del Governatore mons. Mario Paciello di far trasferire i beni dell’Opera Pia Ospedale Miulli al sedicente Ente Ecclesiastico, con l’avventuroso atto notarile del 28 marzo 2007, complice il Notaio Petrera, che ha omesso di valutare le indicazioni titolari di provenienza.

L’inerzia (complicità?) delle autorità politiche, amministrative e giudiziarie ritarda a rimettere l’Ospedale Miulli nel suo binario di giustizia e verità, sul quale ha correttamente operato nel passato, raggiungendo gli eccezionali riconoscimenti di Ospedale di prima categoria nel 1967 e di Ospedale Generale Regionale nel 1973, grazie al suo sviluppo e all’eccellenza del servizio sanitario, con bilanci sempre floridi.

L’Ospedale ‘Miulli’ deve tornare ad essere correttamente una istituzione pubblica, sotto il goveno del Vescovo, che deve però operare nell’ambito delle leggi italiane e non con l’arbitrio assolutistico, che si vuol far discendere dal diritto canonico in dimensione diocesana, mentre è piuttosto affare personale di una o due persone della Diocesi che la fanno da padroni su una antica e gloriosa fondazione della nostra Città, voluta dall’avv. Miulli, finanziata ora da pubblico denaro, abusivamente gestita con modalità assolutistiche ed autocratiche, senza procedure di trasparenza, rendicontazione e pubblico concorso.

Ma allontanandosi dalle prescritte procedure, la Dirigensa Ecclesiastica è finita vittima delle sue stesse trasgressioni: ha sponsorizzato la costruzione del monoblocco a trattativa privata, nonostante fosse finanziato da un Ente Poubblico dello Stato, qual è l’INAIL, e poi ha dovuto sottostare alle richieste del costruttore, la FIMCO dei Fusillo di Noci, e costituire società partecipate per l’affidamento dei pingui servizi accessori , accettando pesanti vincoli con il napoletano e il casertano, territori indiziati di camorra,   senza ottenere da loro utili economici percepibili, mentre hanno potuto utilizzare strutture e impianti dello stesso Ospedale. Perché tanta generosità con territori lontani? Sono questi i ‘condizionamenti’ di cui parla il neo-Governatore mons. Ricchiuti?

Papa Francesco ha rivolto i suoi tremendi anatemi alla malavita organizzata e definito le sue colpe gravi e degne dell’inferno: ci chiediamo, senza voler fare malevole insinuazioni, come mai la Dirigenza Ecclesiastica dell’Ospedale Miulli, disdegnando il nostro territorio, ha stretto intensi rapporti   con il napoletano e il casertano, incaricati di fornire servizi all’Ospedale , come ad esempio quello di lavanderia, che porta lenzuola e biancheria su e giù nel casertano, quando vi sono lavanderie ottime nel nostro territorio,   sistematicamente escluse, invece, pur lavorando con competenza per altri ospedali, con vantaggi logistici ed economici. Ed evitando i contatti con infiltrazioni malavitose, con cui elementi ecclesiastici a volte intrattengono ambigui rapporti, come purtroppo potrebbe avvenire anche da noi.

Si sperava, e si spera ancora, nel nuovo Governatore, mons. Giovanni Ricchiuti. Ma non sappiamo quanto egli possa essere libero da lacci e ricatti del passato, per salvare la faccia ecclesiastica. Finora nulla sembra cambiato, per cui non resterebbe che sperare in un tribunale o giudice onesto, che svolga il suo dovere/ruolo senza guardare in faccia a nessuno, dal momento che non v’è più il vecchio tribunale speciale di tutela per gli ecclesiastici, che lo stesso Papa Francesco giustamente disdegnerebbe, lasciando che la giustizia umana faccia il suo corso anche per gli ecclesiastici che commettono reati.

La terza convocazione per il concordato preventivo in continuità aziendale sembra sia stata fissata per il 23 ottobre, mentre non si riesce a nominare il tecnico, richiesto dalla Commissione Fallimentare, per la valutazione degli immobili, della esatta titolarità patrimoniale o ancora la valutazione commerciale dell’attività. Si vuol seguire la farsa dell’ex associazione ‘Calcio Bari’?

E’ evidente che tutta l’incongruenza degli atti per costituire il sedicente Ente Ecclesiastico mirava, oltre che alla gestione autocratica e padronale, produttrice della voragine debitoria (vera o virtuale?), anche ai beni patrimoniali, con il tentativo del Governatore mons. Paciello di usurpazione ed annessione.

Ma il Consiglio Comunale, la Giunta e il Sindaco, ed anche il Capitolo della Cattedrale di Acquaviva, per lealtà e dovere d’ufficio verso la nostra Città, adottino i provvedimenti necessari per ottenere che la Giunta Regionale onori l’atto dovuto della 132/1968, in difesa dell’Ospedale Miulli, dichiarandolo ente ospedaliero, con la certezza degli interi finanziamenti dovuti al servizio sanitario.

Già in un documento del 1.10.1998 avevamo avvertito che la ‘privatizzazione ecclesiastica’ costituiva un grave danno per l’Ospedale e la si portava avanti per convenienza e connivenza di parte ecclesiastica e politica, non certo dell’Ospedale. E la Dirigenza Ecclesiastica non ha mai accettato di confrontarsi civilmente sull’argomento. Mentre il dr. Rocco Palmisano, allora direttore anmmministrativo,  nell’intervista al Sole 24 Ore del 4.1.2006, rivelava che l’Ospedale “aveva un buco di esercizio di 5 milioni di euro ogni anno dal 1996”, e ciò evidentemente avveniva a seguito dell’introduzione del ferreo regime padronale ecclesiastico, responsabile della voragine debitoria, con i Governatori monss. Superbo e Paciello e il loro inamovibile Delegato factotum mons. Domenico Laddaga.

Prendersela contro la Regione, che pure è colpevole di omissione e complicità, perché ora non paga è fuorviante: il Consiglio di Stato ha ribadito nella sua sentenza che un ente privato, qual è il sedicente Ente Ecclesiastico, vive in regime di convenzione e non può pretendere oltre il convenuto. Era ed è dunque evidente la convenienza che Ospedale Miulli fosse correttamente e ‘di diritto’ dichiarato Ente Ospedaliero, per avere accesso all’intero finanziamento del servizio. L’ecclesiasticità, oltre che illegale, è stata la causa della gestione avventurosa e disastrosa,   che ha prodotto l’enunciato debito rovinoso.   Ora è tempo di raddrizzare gli storti sentieri, anche se per farlo v’è bisogno di tanta rettitudine e coraggio da parte del nuovo Governatore, mons. Ricchiuti. Ed è tempo che i vecchi Dirigenti si assumano le loro responsabilità e che il neo-Governatore vada a rivisitare i contratti di forniture, beni e servizi, la validità e le finalità delle imprese associate e dei vari consulenti, singoli e associati, lautamente retribuiti.

Per senso di giustizia e per evitare inevitabili reazioni, non si facciano pagare al personale (anche con lo strumento dei licenziamenti a scapito della pianta organica con riflessi sul servizio) e quindi ai malati i disastri combinati dalle spregiudicate avventure e pretese della dirigenza ecclesiastica, che il neo-Governatore ha con indulgenza definito ‘scelte del passato non molto oculate a volte condizionate non so da chi o da che cosa’. Apra gli occhi, Eccellenza-Governatore, e sull’esempio di Papa Francesco per amore della verità e della giustizia esca dal generico. Nella società civile chi ha prodotto i danni deve risarcirli! L’Ospedale Miulli, con il suo personale e i suoi malati, sia messo al riparo da conseguenze negative.

                                     

           *Associazione e Comitato per la difesa dell’Ospedale Miulli 

                *Cittadinanzattiva di Acquaviva d.F.-Assemblea del Sud-Est Barese

 

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