Martedì 20 Novembre 2018
   
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Brevettiamo il futuro! L'inventore del Common Rail in città

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Lo scorso 31 marzo, all'interno della sala “C. Colafemmina” di Palazzo De Mari, si è svolto il dibattito intitolato “Brevettiamo il Futuro”, intorno al tema dell’innovazione tecnologica.

I relatori dell’incontro erano: l’eurodeputato Raffaele Baldassarre; Lucia Scattarelli, presidente della Fondazione Cuccovillo di Bari; Danilo Pastore, vice presidente dell’associazione culturale Ausonia, organizzatrice dell’evento; Fabio Romito, assessore provinciale alle Politiche Europee ed infine Mario Ricco, l’ideatore del Common Rail -componente del motore Diesel ormai presente su tutte le auto in circolazione- e vice presidente del distretto pugliese della Meccatronica. Mario Radogna, coordinatore della sezione giovanile della Giovane Italia locale era presente a moderare l’incontro.

Nello specifico, nel convegno si è parlato delle novità nella regolamentazione dei brevetti, novità introdotte affinché essi siano validi in tutta Europa. A questo proposito, in genere, risulta poco chiaro agli occhi della maggioranza della gente, la reale utilità della brevettazione. Tuttavia essa è necessaria nell’epoca della competizione spietata tra colossi industriali. Secondo Mario Ricco, al giorno d'oggi, il brevetto è diventato un aspetto essenziale nell’ambito dell’innovazione, necessario affinché l’inventore sia garantito. Certamente la nuova normativa europea rappresenta un passo nella direzione giusta, cioè quella della semplificazione, utile a rendere maggiormente accessibile la deposizione dei brevetti, alle aziende medie o piccole.

 

L’eurodeputato Raffaele Baldassarre, nel suo intervento, ha illustrato la natura del provvedimento europeo che regolamenta l’introduzione dei brevetti. Essa intende principalmente abbattere i costi necessari per realizzare un invenzione, sino a raggiungere i livelli del Giappone o degli Stati Uniti.

Gli inventori dell'UE, dopo oltre 30 anni di discussioni, possono ora finalmente ottenere un brevetto unitario con un nuovo regime che taglia le spese fino all'80%.

L'accordo internazionale, entrato in vigore il 1° gennaio 2014, esclude tuttavia la Spagna e l'Italia, che potranno scegliere di parteciparvi in qualsiasi momento.

Il nuovo sistema è più efficace, rispetto al sistema precedente nel proteggere le invenzioni di persone e imprese. Esso offre automaticamente protezione in tutti i 25 Stati membri che partecipano, migliorando la competitività delle aziende UE. Quando il nuovo sistema sarà a pieno regime, il nuovo brevetto potrebbe costare solo €4.725, rispetto ai €36.000, secondo stime della Commissione europea.

Qualsiasi inventore quindi può rivolgersi all'Ufficio europeo dei brevetti e richiedere un brevetto unitario. Quest’ultimo deve essere redatto in inglese, francese e tedesco. Le domande possono essere accompagnate da una traduzione in una di queste tre lingue.

Il Parlamento infine ha ottenuto che le spese di traduzione siano totalmente rimborsate per le PMI, le organizzazioni no profit, le università e le organizzazioni pubbliche di ricerca con sede nell'UE.

In definitiva l’intera conferenza ci ha consegnato un messaggio: le idee innovative non nascono da improvvise illuminazioni, ma da specifiche competenze e dall’impegno continuo. Tuttavia oggi sono pochi i settori nei quali, colui che ha avuto una idea brillante, può realizzare un prodotto di successo, senza avere alle spalle grossi investimenti. Questo è vero, e dispiace dirlo, soprattutto nel nostro paese dove spesso si è soffocati dalla burocrazia e da tempi biblici.

Commenti  

 
#3 Lep Enist 2014-04-05 10:52
L'integrazione e la solidarietà, due cose, devono partire a chilometro zero. Al pari del senso civico, del senso di appartenenza, e del senso di sviluppo. Esse, le due cose, non hanno colore né etnie, ma non devono essere ipocrite, né favorire le mafie e quell'imprendit oria senza scrupoli al fine di facilitare le future aste al ribasso sul costo medio del mercato del lavoro... O dei prodotti locali. Quando capiremo questo medioevo mondialista, sarà troppo tardi. Le nostre culture secolari, anziché integrare e rafforzarsi nel nuovo, creando validi meccanismi, si dissolveranno in un discutibile processo di omologazione senza chiari valori. Valori nulli. A danno di tanti e a favore di pochi. E IL PROBLEMA DELL'EUROPA SAREBBE LA LE PEN? - "Prima le Persone, Poi le Banche."
 
 
#2 Lep Enist 2014-04-05 10:33
L'EUROPA POTREBBE RIPARTIRE ANCHE DA LE PEN, MA IL CETO "MODERNO", MEDIO-ALTO, FRANCESE NON E' D'ACCORDO... SPICCA PURE IL VIDEO "MA COLERE" DI YANNICK NOAH... E IL PARTITO SOCIALISTA PERDE 155 CITTA'... - "Misteri dell'integrazio ne alla francese: francesi di varia etnia che sono contro politiche di regolamentazion e dell'immigrazio ne, giusto a sottolineare che si sentono più vicini agli immigrati (di altri paesi) che agli interessi francesi (i loro). Quindi prevale la soliditas basata sull'estrazione etnica e/o razziale, piuttosto che l'appartenenza alla Francia. Ma una vera integrazione multirazziale c'è solamente quando uno si sente francese (o americano, o italiano, ecc.) PRIMA dell'appartenen za etnica.
Se sono nero o bianco o giallo non ha importanza, se mi sento francese.
Ed è anche lo snodo cruciale per poi valutare determinate politiche senza cadere nella propaganda retorica e ipocrita. Perché ci sono politiche immigratorie buone e altre buoniste, due cose parecchio diverse. Nelle banlieu non si sentono francesi. E' questo il problema. Negli USA, complice una storia multirazziale più lunga e un modello di educazione primaria fortemente identitario, risentono molto meno di questi aspetti. Sebbene esista un'identità nera e una discriminazione in alcuni ambiti, non esiste una soliditas nera che prevale sistematicament e sull'identità americana.
Un nero americano si sente americano, poi magari si lamenta del razzismo. Ma POI.
I gruppuscoli come Nation of Islam, sono gruppuscoli. Il problema è che Dieudonné in Francia ha molto più seguito." (Da: commento di Marco Prampolini, utente del sito il Fatto Quotidiano.) www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/03/francia-cantona-e-quello-sguardo-fisso-in-camera-contro-marine-le-pen/937665/
 
 
#1 Lep Enist 2014-04-04 19:30
Voterei: Marine Le Pen, Magdi Cristiano Allam, Giorgia Meloni... Forse-forse anche un Salvini. Ma i gusti sono gusti. Ma questa Europa ha bisogno di riflettere. Anch'io ho bisogno di riflettere, per carità... Ma l'Europa, oggi, di più. PRIMA LE PERSONE, POI LE BANCHE.
 

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