Mercoledì 21 Novembre 2018
   
Text Size

Liberi Di: “Il racconto di Pino Patruno, patrimonio delle nostre scuole”

primo piano_liberi_di

 interno articolo_10_f_liberi_di

La città di Acquaviva delle Fonti, quest’anno, ha celebrato il Giorno del Ricordo per la prima volta. Ciò è stato possibile grazie al contributo dell’Associazione culturale “Liberi Di”, realtà locale, al fianco del Comune di Acquaviva. Questa giornata ha prodotto una scoperta molto interessante: una testimonianza nella figura di Pino Patruno, in arte Pino di Zara, artista come, del resto, autore di un’inedito racconto. - “Dio fuori le mura”. - Scritto nel 1991, e tenuto quasi nascosto per diversi anni: oggi, invece, meritevole di essere patrimonio condiviso anche per le nostre scuole.

Fondamentale: è stata la presenza del Sindaco Davide Carlucci, nell’evento pomeridiano a Palazzo De Mari, al fianco del docente del Liceo Publio Virgilio Marone di Gioia del Colle, il prof. Leopoldo Attolico: l’importanza di riscoprire la memoria. E di studiarla nei diversi aspetti che ci offre la Storia. Ponendo anche l’accento sugli angoli non direttamente celati. Come le responsabilità italiane in terra straniera. In un’altra analisi, Carlucci ha sottolineato la cultura della memoria anche nel ricordo delle Vittime del 1799; patrimonio culturale della città. E nel ricordo di tutte le vittime della Storia.

Assente per motivi istituzionali l’Assessore alla Cultura Antonia Sardone, presenti i consiglieri comunali di minoranza e il capogruppo consiliare regionale di Forza Italia Ignazio Zullo; assenti altri esponenti del mondo politico locale.

Il prof. Attolico, presso la sala Colafemmina, ha invitato i cittadini ad osservare un minuto di silenzio, non risparmiando poi di raccontare l’enigmatico capitolo dell’eccidio di Porzus. Tuttavia, sembrava anche emersa una involontaria divergenza interpretativa sulla definizione di occupazione italiana: oggetto di una corretta contesa con il Comitato Dieci Febbraio di Gravina.

interno articolo_evento 

C’era un po’ di AcquavivaNet in uno dei reading previsti durante il corso delle tre conferenze.

http://www.acquavivanet.it/attualita/5300-il-10-febbraio-ragionamenti-di-la-dai-soliti-manifesti-strappati.html

Il risultato è un evento riuscito, ricco di analisi: e tanta voglia di produrre cultura anche di là di una semplice celebrazione. Acquaviva città della Memoria. Della Cultura. - Facciamo il punto con i ragazzi della “Liberi Di”: il presidente Francesco Lopuzzo, studente universitario e giornalista pubblicista, al fianco dei suoi giovani soci. Guardiamo anche ai futuri progetti dell’associazione.

http://www.facebook.com/pages/Associazione-culturale-LIBERI-Di/259005074229723

10 febbraio, prima volta per Acquaviva delle Fonti: come è andata?

“Le celebrazioni si sono suddivise in due momenti. Uno mattutino presso gli istituti superiori "Colamonico" e "Don Milani", e uno serale presso la Sala "Colafemmina" di Palazzo De Mari. Per quel che riguarda gli incontri nelle scuole, abbiamo notato un buon interesse da parte degli studenti, quasi completamente ignari dei fatti storici. Non possiamo non rinnovare i nostri ringraziamenti al personale docente e non docente e ai dirigenti delle due scuole, specialmente a fronte della grande disponibilità e sensibilità mostrataci. Anche per far fronte alle ristrettezze temporali del preavviso, causate da un'organizzazione un po' lasciata all'improvvisazione da parte delle istituzioni comunali. Il momento serale, invece, si è svolto in maniera proficua e positiva, anche con una discreta e variegata partecipazione dei cittadini.”

Pino Patruno ha scritto un racconto: Dio fuori le mura. A suo parere, non sarebbe ora che le nostre scuole, almeno a livello locale, facessero tesoro di questa testimonianza?

“Il racconto di Pino Patruno ha riscosso grandissimo interesse presso gli studenti che hanno avuto la fortuna di ascoltarlo, i quali gli hanno tributato diversi applausi. È stata visibile anche la commozione da parte degli ascoltatori. Per queste ragioni sarebbe auspicabile un'ampia diffusione di questo patrimonio conoscitivo presso le scuole acquavivesi, proprio al fine di sensibilizzare maggiormente le nuove generazioni a queste tematiche.”

Un Montanelli e un Togliatti in una sola conferenza: presidente, ma dove condivideva le analisi del prof. Attolico?

“Il professor Attolico è stato protagonista di un intervento pregevole. Un’analisi lucida e chiara di fatti ed eventi. Se proprio dobbiamo trovare un pelo, anzi due, nell’uovo, ammesso che siano tali, non abbiamo compreso il senso che, nell'economia e per le finalità del discorso, aveva la conclusione politica in cui veniva criticato Giorgio Almirante… Per carità, non sono le critiche in sé ad essere oggetto di qualche perplessità, quanto l’attinenza con il tema della serata. Il secondo dubbio, invece, riguarda la visione dell'ottimo docente, che definiva Istria e Dalmazia come territori non italiani. Bene. Sfogliando le pagine della Storia, non si può dimenticare che già dal XI secolo, queste terre appartenevano alla Repubblica di Venezia. In seguito sono passate sotto il controllo austro-ungarico così come Milano. Ma lo stesso Mazzini sognava un’Italia che comprendesse proprio l’Istria e la Dalmazia. Del resto anche la popolazione che fino al 1944 abitava questi territori era prevalentemente italiana.”

Conserva, ancora oggi, buoni rapporti con il Comitato 10 febbraio?

“Certamente. I rapporti tra la nostra associazione e il Comitato 10 febbraio sono molto cordiali.”

Quali progetti ha in serbo il futuro dell'Associazione? A primavera, ci sarà ancora una conferenza sulla questione Talidomide? O verrà slittata?

“L’Associazione non intende fermarsi e già sono in cantiere diversi progetti. Ma di questi parleremo al momento opportuno. Per quanto riguarda il caso Talidomide, riteniamo che sarà il caso di organizzare una conferenza non appena valuteremo che i tempi saranno maturi a trattare con la giusta accortezza e precisione un tema così delicato.”

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI