Sabato 17 Novembre 2018
   
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“10 febbraio, io ricordo”: osserviamo un minuto di silenzio

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GenLocal ringrazia AcquavivaNet per la condivisione del presente messaggio. – Ricordare, per dire NO: al nichilismo, all’ignoranza, al revisionismo, al possibile desiderio di violenza; che sono assieme i primi quattro mali pseudo-culturali che ruotano attorno alle giovani generazioni italiane di oggi.

http://genlocal.wordpress.com/2014/02/09/10-febbraio-io-ricordo-osserviamo-un-minuto-di-silenzio/

A distanza di dieci anni dall’entrata in vigore della Legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Comune di Acquaviva delle Fonti celebra per la prima volta il Giorno del Ricordo. In merito a quanto menziona la legge dello Stato, il Giorno del Ricordo è “in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale”.

Giorno del_ricordo 

L’Associazione culturale “Liberi Di”, con il patrocinio del Comune di Acquaviva delle Fonti, organizzerà la commemorazione. Ecco Francesco Lopuzzo, presidente “Liberi Di”, in una recente dichiarazione: “In mattinata, presso le scuole “Don Milani” e “Colamonico” avverrà la proiezione di una parte del film “Il cuore nel pozzo” di RAI Cinema. Seguiranno le testimonianze di alcuni esuli istriani e zaratini e un dibattito con ragazzi e docenti.” – Dunque: dalle ore 10:15 alle 11:15, dibattito al Don Milani. Se sarà possibile nei tempi, la proiezione del film. Un film che sarà subito proiettato al Colamonico, prima dell’ora di dibattito.

Lopuzzo: “In serata, alle 18:30 presso la sala “Colafemmina”, invece, accanto alle testimonianze, troveranno spazio anche la proiezione di un documentario e degli ampi contributi storiografici da parte di una delegazione del Comitato Dieci Febbraio che si occupa proprio di studiare e diffondere il più possibile questa terribile pagina di storia. Accanto a ciò sarà presente anche il Prof. Leopoldo Attolico, docente di Storia presso il Liceo Classico “Publio Virgilio Marone” di Gioia del Colle.”

Sulla civiltà della memoria (F.L.): “Quella della memoria è una civiltà molto fortunata: può conoscere fatti terribili da racconti dei diretti testimoni, senza però il peso di aver vissuto eventi spaventosi. È un po’ la generazione di chi è nato negli anni di pace e ancor più di chi è nato dopo la caduta del muro di Berlino, al termine della guerra fredda. Ma questa generazione ha una responsabilità importantissima nella costruzione dell’avvenire: consapevole dell’esperienza e degli errori delle generazioni precedenti, deve impegnarsi affinché concretamente si realizzi il “mai più” che chi ha visto e vissuto continua a ribadire anche a distanza di diversi decenni. Costruire e far crescere questa civiltà è di fondamentale importanza se si vuole davvero creare un futuro che non getti nuovamente l’umanità nelle tenebre dei regimi totalitari, tanto di destra, quanto di sinistra.”

http://www.facebook.com/pages/Associazione-culturale-LIBERI-Di/259005074229723

SPICCA FRA I DIRETTI TESTIMONI ACQUAVIVESI – L’artista dalmata Pino Patruno, in arte Pino di Zara: quest’ultima era la sua città natia.

http://pinodizara.altervista.org/racconti.html

Segnaliamo il racconto autobiografico “Dio fuori le mura”: Pur essendo i miei genitori, in special modo mia madre, contenti di essere di nuovo con genitori e fratelli, il pensiero era sempre in viaggio per il meridione d'Italia, anche perchè si mormorava di spedizioni punitive che i titini ancora infliggevano agli italiani, in special modo agli ex-militari che ancora risiedevano a Zara e questo, spesso, dava loro sussulti di paura.”

UN MINUTO DI SILENZIO NELLE SCUOLE E NEGLI UFFICI – Come proposta sia di GenLocal che di AcquavivaNet.

Riportiamo alcuni brevi estratti della pagina AcquavivaNet dello scorso anno in merito la commemorazione del 10 febbraio.

http://www.acquavivanet.it/attualita/4030-10-febbraio-qsara-dimenticato-dalle-scuoleq.html

350.000 esuli: italiani istriani, fiumani, dalmati. Circa 11.000 vittime: fra esecuzioni, stupri. E altre cose: rimaste non più trapelate, ma che restano tragiche vicende del confine orientale italiano. Che si verificarono fra il mese di settembre e quello di novembre del 1943 o dopo il 25 aprile 1945. Con corpi, animati e inanimati, gettati nelle cavità carsiche: nelle così dette “foibe”. (…) Giacché, ai più giovani, non raccontiamo favole, rievochiamo, ora, un particolare discorso fatto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: proprio due anni fa, in occasione di una cerimonia istituzionale. “Va ricordato l'imperdonabile orrore contro l'umanità, l'odissea dell'esodo, del dolore e della fatica che costò a fiumani, istriani e dalmati. Per ricostruirsi una vita nell'Italia tornata libera e indipendente, ma umiliata e mutilata nella sua regione orientale. E va ricordata la “congiura del silenzio”, “la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell'oblio”. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell'aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell'averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali.”

(Logo “10 febbraio, io ricordo”. I lettori possono condividere.)

http://genlocal.files.wordpress.com/2014/02/10-febbraio-io-ricordo.jpg

 

 

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IL GIORNO 10, IL MAGAZZINO 18.

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