Martedì 13 Novembre 2018
   
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Lopuzzo, Liberi Di: “10 febbraio, una questione di civiltà”

francesco lopuzzo

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Ecco, nel dettaglio, tutte le novità in merito al prossimo evento commemorativo “10 febbraio – Giorno del Ricordo”: organizzato dall’Associazione culturale “Liberi Di” e patrocinato dal Comune di Acquaviva delle Fonti. Grazie al contributo collaborativo del Primo Cittadino, Davide Carlucci, e dell’Assessorato acquavivese alla Cultura, cui assessore è Antonia Sardone. Intervistiamo il presidente dell’associazione, Francesco Lopuzzo: classe 1990, giornalista pubblicista e studente universitario. L’evento, nel rispetto della legge dello Stato 92/2004, sarà per la città di Acquaviva delle Fonti un’opportunità per voltare pagina e arricchirne la prossima sotto il profilo civile, sociale, e culturale.

La commemorazione del 10 febbraio: è la prima volta per la città di Acquaviva?

“Sì. Ricordo al massimo un minuto di silenzio tardivo durante un Consiglio comunale dello scorso anno, ma nulla più. Tra l’altro proposto da un Consigliere – Raffaele Borreggine, se non erro - e nemmeno rispettato da tutti.”

http://www.acquavivanet.it/politica/2938-dallultimo-consiglio-comunale-straordinario-1d-parte.html

Prima di entrare in alcuni dettagli dell'evento, perché la città di Acquaviva dovrebbe ricordare le Foibe?

“Per una serie di ragioni. Prima di tutto, per una questione di civiltà: le foibe sono una pagina nera della nostra Storia. Migliaia di nostri connazionali furono massacrati dalle forze del Maresciallo jugoslavo Tito e gettate in queste cavità naturali del terreno. La seconda ragione è perché non esistono “morti di serie A e morti di serie B”, citando una tipica espressione sull’argomento. Le vittime dei campi di sterminio tedeschi e le vittime della violenza titina hanno la stessa funzione nella Storia: ci insegnano cosa significano l’umanità e la dignità umana. Ci insegnano che qualsiasi ideologia, quando esasperata, mistificata e fatta trascendere a livello di fondamentalismo, genera delle vergogne assolute per le quali mai potrà esserci giustificazione. Infine, perché vi è una legge dello Stato, legge 92/2004, che indice il 10 febbraio come Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe.”

http://www.camera.it/parlam/leggi/04092l.htm

Eppure c’è chi sostiene, in Italia, all’estero, che questo giorno non meriti spazio: magari basta andare su internet, trovarsi con un semplice motore di ricerca, digitare la parola 10 febbraio e cercare anche delle immagini direttamente contrarie al senso voluto dalla cosa digitata...

“Purtroppo è vero. Basti vedere quanto accaduto a Firenze durante l’esibizione di Simone Cristicchi in “Magazzino 18”: durante la quale si ricordavano le vittime infoibate dai partigiani di Tito e i sopravvissuti… costretti a fuggire di casa in un vero e proprio esodo, per salvare sé stessi e i propri cari. Insultare la memoria di chi è morto da innocente è un atto gravissimo. Del resto, anche in Parlamento i rappresentanti di alcuni ambienti politici hanno votato contro l’istituzione del 10 febbraio. È necessario superare i preconcetti secondo cui chi celebra questa data è “fascista” e chi è “comunista” debba opporvisi. È semplicemente una questione di civiltà.”

Resta una moneta a due facce: l'una o l'altra è carente in conoscenza. A suo parere, che differenza passa fra le Foibe e l'eccidio di Porzus? È una domanda di storia...

“Prima che una differenza, io noto una grossa, grossissima similitudine: si tratta di due pagine di Storia, collocabili in un contesto molto simile, se non identico: la fine della Seconda Guerra Mondiale e il primissimo dopoguerra. Due pagine di Storia assenti dalla gran parte dei libri adottati nelle scuole e da un gran numero di testi ancor più specifici. Segno che quella della Resistenza è una parte della Storia italiana ancora in gran parte da scrivere. O riscrivere. Ed è importante: perché solo attraverso lo studio approfondito di questi e altri avvenimenti simili, si può comprendere appieno l’evoluzione della società italiana che, attraverso gli anni di piombo, ha portato ai giorni nostri.” 

Ha condiviso il logo Acquaviva Ricorda 27 gennaio - 10 febbraio: cos'è la civiltà della memoria? E quanto è importante costruirla? Nello specifico, quanto è importante far vincere la civiltà della memoria sulla civiltà dell'odio? Vuoi perché quest’ultima andrebbe bandita…

http://genlocal.files.wordpress.com/2014/01/aa-rr-primo-piano.jpg

“Quella della memoria è una civiltà molto fortunata: può conoscere fatti terribili da racconti dei diretti testimoni, senza però il peso di aver vissuto eventi spaventosi. È un po’ la generazione di chi è nato negli anni di pace e ancor più di chi è nato dopo la caduta del muro di Berlino, al termine della guerra fredda. Ma questa generazione ha una responsabilità importantissima nella costruzione dell’avvenire: consapevole dell’esperienza e degli errori delle generazioni precedenti, deve impegnarsi affinché concretamente si realizzi il “mai più” che chi ha visto e vissuto continua a ribadire anche a distanza di diversi decenni. Costruire e far crescere questa civiltà è di fondamentale importanza se si vuole davvero creare un futuro che non getti nuovamente l’umanità nelle tenebre dei regimi totalitari, tanto di destra, quanto di sinistra.” 

L’evento è ormai alle porte, presidente. Nei dettagli, come si svolgerà la giornata commemorativa?

“Dunque, in mattinata, presso le scuole “Don Milani” e “Colamonico” avverrà la proiezione di una parte del film “Il cuore nel pozzo” di RAI Cinema. Seguiranno le testimonianze di alcuni esuli istriani e zaratini e un dibattito con ragazzi e docenti. In serata, alle 18.30 presso la sala “Colafemmina”, invece, accanto alle testimonianze, troveranno spazio anche la proiezione di un documentario e degli ampi contributi storiografici da parte di una delegazione del Comitato Dieci Febbraio che si occupa proprio di studiare e diffondere il più possibile questa terribile pagina di storia. Accanto a ciò sarà presente anche il Prof. Leopoldo Attolico, docente di Storia presso il Liceo Classico “P. V. Marone” di Gioia del Colle.”

Ecco… notiamo qui un logo a tema ed un manifesto. C’è il patrocinio del Comune di Acquaviva delle Fonti. Libero download e libera possibilità di condivisione dal blog GenLocal. Quindi... Lei può confermare che c’è stata una piena collaborazione sinergica con l’Assessorato alla Cultura?

“L’Assessore Sardone ha mostrato grande disponibilità e accolto la nostra proposta di collaborare con il Comune per le celebrazioni del 10 febbraio.” 

Detto questo, quante scuole ad Acquaviva, quest’anno, ricorderanno il 10 febbraio? E quanti docenti di liceo, a suo parere, ricorderanno di applicare la legge dello Stato?

“Non so di preciso. Posso però dire che durante il mio percorso scolastico - fortunatamente sono passati solo pochi anni da quando ho terminato il liceo - ho incontrato solo due docenti, uno alle scuole medie, uno al liceo, che hanno prestato attenzione a queste tematiche, addirittura prima dell’intervento della Legge 92 del 2004. Posso solo sperare in una maggiore attenzione per il presente e per il futuro.”

(Logo “10 febbraio, io ricordo”. I lettori possono condividere.)

http://genlocal.files.wordpress.com/2014/02/10-febbraio-io-ricordo.jpg

(Manifesto dell’evento “10 febbraio, Giorno del Ricordo”. Libera condivisione.)

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