Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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10 febbraio: “Io ricordo”

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A distanza di dieci anni dall’entrata in vigore della Legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Comune di Acquaviva delle Fonti celebra per la prima volta il Giorno del Ricordo. In merito a quanto menziona la legge dello Stato, il Giorno del Ricordo è “in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale”. L’Associazione culturale “Liberi Di”, con il patrocinio del Comune di Acquaviva delle Fonti, organizzerà la commemorazione in un’impegnata conferenza con ospiti quali: il Comitato 10 febbraio - Bari; alcuni testimoni diretti dell’esodo residenti ad Acquaviva; il prof. Leopoldo Attolico, docente del Liceo Classico “Publio Virgilio Marone” di Gioia del Colle. La commemorazione avrà luogo presso la Sala “Cesare Colafemmina” di Palazzo De Mari, ad Acquaviva delle Fonti, alle ore 18:30.

Negli ultimi giorni, questa la dichiarazione dell’Assessore alla Cultura, Antonia Sardone: “Per quanto riguarda la Giornata del Ricordo, a seguito di un’intervista nella quale mi si dava piena disponibilità da parte dell’Associazione Liberi Di nell’organizzazione della celebrazione del 10 febbraio, le Foibe, ho ritenuto opportuno contattare il presidente dell’associazione per chiedere una collaborazione.” – L’intervista in merito fu a cura di AcquavivaNet.

http://www.acquavivanet.it/politica/4992-antonia-sardone-settore-cultura-in-bilancio-positivo-si-al-10-febbraio.html

Antonia Sardone: “L’Amministrazione accoglie la proposta con la volontà di organizzare un evento che sia fortemente incentrato sulla storia e per questo riteniamo fondamentale ascoltare le testimonianze dei nostri concittadini che hanno vissuto il dramma di quegli eventi. Saranno indicati all’Associazione anche nomi di eventuali studiosi storici che potranno dare il loro contributo all’iniziativa e qualche spunto di riflessione. Anche in questa occasione è prevista la proiezione di alcuni estratti della serie “Il cuore nel Pozzo” di Rai Fiction e Rizzoli Audiovisivi, proposto dall’Associazione Liberi Di.”

Ulteriori dettagli saranno noti nelle prossime ore: gireremo apposite domande al presidente dell’Associazione culturale “Liberi Di”, Francesco Lopuzzo.

La “Liberi Di” ha curato da vicino il manifesto dell’evento. Quanto al logo, esso nasce da una iniziativa congiunta con il blog GenLocal. Tema: “10 febbraio, io ricordo”. – Una rosa rossa è stata posta in stile immagine d’epoca, in bianco e nero, tendente fra il seppia e l’olivastro. Nonostante la sua monocromatura, segno di un tempo a noi lontano, il fiore detiene, a colori, una spilla. Una spilla-coccarda tricolore: introdotta, sin dal 2004, per iniziativa dell’On. Roberto Menia. - In questo link è possibile scaricare il logo “10 febbraio, io ricordo”:

http://genlocal.files.wordpress.com/2014/02/10-febbraio-io-ricordo.jpg

Il 10 e l’Io sono coimplicati: a dimostrazione che ogni cittadino deve aver cura del ricordo. Un ricordo istituzionale. E le istituzioni italiane parlano, a dire il vero, del ricordo di due date: il 27 gennaio e il 10 febbraio, al fine di preservare una sola civiltà della Memoria – cioè la Civiltà - contro la civiltà della violenza, dell’odio, e dell’ignoranza; premesse liberticide alla base di qualsiasi idea di matrice anti-democratica.

Il blog GenLocal, in merito alle date 27 gennaio e 10 febbraio, aveva espresso: “Ricordare, magari per dire un “NO”: al possibile nichilismo dei valori; all’ignoranza certa in ogni sua forma; al solito revisionismo di parte; al possibile desiderio di intollerenza promosso spesso da cattivi parolieri.”

Il 10 febbraio era una data tabù per le istituzioni locali, volutamente posta in ultimo piano d’importanza (poiché la legge non ammette ignoranza): forse lo sarà ancora per il mondo della scuola? - Il “forse” è, chiaramente, d’obbligo. – Ma cela un legittimo sospetto: che quasi in ogni “tempio pubblico dell’istruzione”, a livello locale, pare non si conosca ancora né una determinata pagina di storia, né i contenuti di una determinata legge. Come se le nostre contrade non fossero parte integrante della Repubblica Italiana. Oppure, ha luogo l’intento di scavalcare direttamente il senso della legge: negando o revisionando i fatti. Gratuitamente. A dimostrazione che “autorità pubblica” ed “alcune cattedre” corrono su binari paralleli, ma non sullo stesso tratto. Ma questo discorso, ovviamente, non è riferito a tutte le scuole e a tutte le cattedre. Anche se bisognerà sondare, poi, cattedra per cattedra, chi applica la legge e chi no. O chi rema contro i contenuti della Legge.

Giorno del_ricordo

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