Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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10 febbraio: sarà ricordato dalle scuole? Legge e sondaggio.

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Il 10 febbraio di ogni anno ha luogo, in Italia, il Giorno del Ricordo: quello dei martiri e degli esuli delle foibe; note vittime della Storia ed involontarie protagoniste di circa 60 anni di silenzio. Italiano e non. Sebbene si parli, storicamente, di un programma di pulizia etnica.

La Legge n. 92 del 30 marzo 2004 istituisce una giornata al fine di conservare una memoria. E per legge dello Stato sono previste iniziative per: diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani nelle scuole pubbliche; realizzare studi, convegni, incontri e dibattiti. Tutte queste iniziative sono volte a valorizzare il patrimonio culturale degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate.

La legge pone in rilievo anche il contributo allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica per altresì preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale o all’estero.

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Ma il 10 febbraio sarà osservato presso le scuole?(Sondaggio GenLocal al seguente link)

http://genlocal.wordpress.com/2014/02/01/10-febbraio-sara-ricordato-dalle-scuole-o-dai-licei-legge-e-sondaggio/

Vediamo cosa cita per esteso la Legge: “Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati”. Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004. (Cliccare al seguente link – Sito istituzionale)

http://www.camera.it/parlam/leggi/04092l.htm

Prima dell’anno 2004, vi fu un gran silenzio. Non si può negare. Oggi, dopo un muro crollato a Berlino, non sono forse crollate le dimenticanze, o le negazioni o le revisioni. Ma vogliamo ricordare che commemorare sarebbe un gesto di assoluta civiltà e di autentica emancipazione da tutti gli errori del passato e da tutte le ideologie liberticide e dittatoriali.

Perché le Foibe servono a ricordare la fuga, la persecuzione, di fascisti come di antifascisti, o di semplice gente comune: perché accusati di essere italiani. E perciò non conformi ad un determinato progetto.

Troppi cognomi italiani, in una terra contesa. “Anche” da blocchi sovranazionali: dove è stata riconsegnata all'Italia la sola città di Trieste. E dove c’era, dapprima, un progetto di ulteriore espansione territoriale slovena in seno alla futura formazione della Jugoslavia; oggi scomparsa. Un progetto di espansione che poteva spingersi anche su buona parte dell’attuale Triveneto. E siccome non parliamo di fantapolitica, è spesso curioso come in alcune scuole non si possa nemmeno approfondire partendo dai fatti di Porzus. Ma non aggiungiamo altro: c’è una legge e va rispettata. – Questo è poco, ma sicuro. - Non aggiungiamo altro, perché alla civiltà delle sterili polemiche “contra legem” si preferisce, con molta maturità, la Civiltà della Memoria.

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