Martedì 20 Novembre 2018
   
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Genlocal: "Acquavivesi, l’Informazione vi somiglia?"

 

genlocal

 

Per lo spazio concesso ringraziamo AcquavivaNet: giornale serio, aperto, democratico, e sensibile ai temi del paese reale.

- Fermati un momento, leggi, pensa –

http://genlocal.wordpress.com/2013/09/18/genlocal-guardare-oltre-partendo-dal-basso-manifesto-18-settembre-2013/

Guardare oltre a chi dice dall’alto di guardare oltre. - Ogni individuo non può fare a meno di esprimere idee – che sono solitamente contenuti logici in una normale inclinazione alla ricerca di soluzioni - e immagazzinare tutte quelle provenienti da altre fonti e altre menti. Ogni individuo non può fare a meno di esprimere comunicazione – vero mezzo dell’idea. Ogni individuo non può fare a meno di enunciare quella parte di verità che i grandi mezzi non enunciano.

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Viviamo, però, in un mondo dove la comunicazione, compresa quella politica, risulterebbe un colossale misto “unilaterale” di suoni, immagini, frasi fatte, gossip. La cosa che deve farci riflettere è la possibile assenza di contenuti logici, di idee sincere, e di vere ricerche di soluzioni. Non solo: anche l’unilateralità delle frasi fatte (o delle gestualità più elementari) deve farci riflettere; giacché tale comportamento impone poi (dall’alto) forme nuove di cultura.
Sia chiaro, però, che esiste oggi anche un contraddittorio proposto dall’uomo della strada: ma ci sarebbero due ostacoli molto significativi. Il primo è che chi contraddice dal basso ciò che proviene dall’alto non potrà mai porsi allo stesso livello… Il secondo è il costringere, attraverso la normale quotidianità, il destinatario del messaggio ad assorbire – sempre più – temi senza una chiara logica, senza valori morali, o senza chiare soluzioni.

Tutto questo dire non è, però, un’esaltazione dell’anti-moderno. È un cortese invito, non auto-referente ed imposto dall’alto, a riscoprire il valore delle idee e della comunicazione fra le persone. Senza demonizzare ciò che già esiste, ma sapendo guardare oltre. Seriamente.
Ponderando anche il linguaggio: cercando un’emancipazione dalla volgarità. Meglio ancora: dalla necessità, dal basso, di essere volgari e anonimi.

GenLocal non punta molto sull’apparenza. Non è affatto un contenitore vuoto. Non rifiuta di porsi allo stesso livello dell’uomo della strada. Giacché è stato creato da uomini della strada.

GenLocal significa “generazione localista”: ovvero la politica, per essere utile alla società, deve partire dal basso e dall’attenta analisi delle singole situazioni locali. Il primo fine è il seguente: “nessuno deve imporre ai singoli di chiudersi in sé stessi, ma proprio questi possono interagire con il mondo che li circonda: partendo da casa propria e comprendendo che i problemi partono, si risolvono, a chilometro zero.” Questo, naturalmente, non significa chiudersi al mondo, ma pretendere che il mondo parta da casa propria. Si potrebbe l’idea definirla “pro-local” quanto “glocal”: l’importante è che il mondo locale, a noi più vicino, abbia un suo posto nel mondo. Sembrerebbe una frase superficiale, ma non lo è: perché più alcune aree d’Italia vanno indietro in periodi di crisi e più scopriamo che il familismo amorale e il disinteresse diffuso per ciò che circonda i nostri marciapiedi – casa nostra – creano e pongono in essere l’avanzare di una situazione solo negativa; e non certo delle soluzioni.

Impariamo a considerare: i diritti dei consumatori; le istanze liberali, democratiche, sociali, e il rispetto civico dell’italianità; la necessità di un libero dibattito politico, dal basso, in linea a valori moderati e di pro-localismo. In linea, anche, ai temi di una laicità anti-nichilista. La stessa politica meriterebbe di ripartire dal basso: cercando un normale confronto fra cittadini… Aumentando più informazione dal basso.

- Una nostra utopia, un nostro paroliberismo, una nostra licenza intellettuale -

Chissà quante volte ci siamo chiesti come controllare in regime di trasparenza lo sperpero del denaro pubblico. La politica meriterebbe di ripartire dal basso, concedendosi – magari - qualcosa in più: a nostro parere, ogni città dovrebbe dotarsi di due comitati di natura socio-economico-culturale, dove ciascuno sia almeno espressione della pubblica istruzione locale, dell’imprenditoria locale, degli esercizi locali, delle associazioni. Due comitati: magari… l’uno a destra, l’altro a sinistra. Realtà civiche, in linea con la legge, “collanti” di preesistenti coalizioni: liberalsociali, ma conservatori sociali a un lato e progressisti sociali all’altro. Con vere idee politiche e volte al sociale. Al sociale: niente cravatte, niente merchandising radical-chic, niente abusi su ricorsi storici ai fini di propagande faziose. (AD ALCUNI LETTORI: affinché la Storia sia studiata, sia di tutti e non sia di parte… Perché la Storia è una scienza come la matematica: è sociologia, è antropologia, è economia, è comunicazione, è cultura, è istituzione…)

Ogni comitato: abilitato ad analisi locali. Sui settori primario, secondario, terziario e andamento del mercato locale del lavoro: al fine di promuovere attente soluzioni locali. (Es.: per evitare la delocalizzazione delle imprese e “territorializzarle” attraverso azionariato popolare…)
Una progettualità così plasmata che miri alla creazione di forme di partecipazione di democrazia diretta o semi-diretta. Liste urbane che dovrebbero federarsi a livello nazionale: una federazione di centrodestra e una federazione di centrosinistra. (Ma questa è una provocazione innocente.)

- Torniamo coi piedi per terra. Perché pretendere di pensare oltre? –

La risposta è capire come diminuire il “rating” fra paese reale e politica. Cercare a chilometro zero soluzioni contro la crisi. Diffondere una maggiore sensibilità ai temi locali e sociali. Far dialogare tra loro i cittadini…

Forse è giusto che il cittadino comune, oltre che essere un semplice contribuente che si reca alle urne per andare a votare, si interessi maggiormente della vita politica del proprio paese… Partendo dal basso: andando a sondare i problemi economici locali, riscoprendo poi un valore di comunità e solidarietà, e chiedendo alle istituzioni una più cortese trasparenza contro gli sprechi e una maggiore partecipazione popolare (democratica) alla formulazione di nuovi divieti o riforme.

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Commenti  

 
#2 verde prato. 2014-01-10 20:40
Una cosa è certo: Acquaviva bellissima non si tocca. Siamo già pronti a scendere in piazza con le baionette e difenderci con le unghie e con i denti. Voi la sapete lunga ma non quanto noi. Davide è intelligentisim o e ci basta.La sua politica è quella giusta. Fatto di cipolla vescovi tra cui l'ulltimo e di feste . A noi basta cosi grazie e ciao a tutti.
 
 
#1 Malibù Stacy 2014-01-10 20:22
Messaggio intelligente, ma troppo lungo e troppo profondo... Stile Compagnia delle Arti. O qualcosa di ottocentesco. Ricorda: Napoleone fu sconfitto dal Generale Inverno in Russia... GenLocal sarà battuto dal Generale Ignoranza in questa città. Almeno ci hai provato...
 

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