Mercoledì 21 Novembre 2018
   
Text Size

Solidarietà all’Assessore e monitorazione sociale della povertà

genlocal

Diciamolo: Acquaviva è una città troppo civile per notizie di questa portata. http://www.acquavivanet.it/cronaca/5105-aggressione-in-comune-lassessore-vavalle-finisce-in-ospedale.html

E se siamo persone realmente civili (e lo siamo), abbiamo il dovere di essere tutti dalla parte di chi ha subito violenza. E su questo, non si deve né sindacare, né discutere. (Non parliamo di giornali ma di possibili commenti di alcuni utenti…)

Però, se è vero che abbiamo la solidarietà come nostra cultura, sempre ad Acquaviva (non altrove), è tempo che riparta fra noi cittadini. Fra di noi.

Molti simuleranno di non capire: invece è proprio la chiave di tutto. Siamo talmente abituati come italiani, per via di messaggi politici e mediatici, a fare i buonisti… che guardiamo al mondo senza guardare ai nostri vicini. Di casa.

Inutile che ci prendiamo in giro: c’è crisi attorno noi… e ci sono persone in difficoltà. E magari lo siamo anche noi lettori, utenti, blogger. Forse è tempo che le associazioni locali o le istituzioni locali studino seriamente la dimensione della povertà locale: potendo così promuovere, in futuro, scelte più mirate alla soluzione di determinate questioni.

Certo, a parole siamo tutti bravi: però è tempo di prendere decisioni partecipate coi cittadini interessati. Perché qui, un po’ come in tutta Italia, aumenta tutto e la Tv non ci consola: “Chi protesta è diventato ignorante. Chi è solidale è solo cittadino del mondo.” – Badate che nessuno, fra chi vede certi programmi, è nato ieri… ma questa è l’aria che tira fra i mass media italiani. (Almeno in questo momento.)

Questo non va bene, perché non passa il messaggio principale: “la solidarietà non ha confini, ma parte da casa nostra.” - Chi non sente di avere voce in capitolo in questa società non è ignorante, ma non dove essere protagonista di atti di violenza. – Facciamo attenzione su questo…

Acquaviva è una città troppo civile per queste notizie: siamo gente di cuore e abbiamo le spalle forti. Per condannare la violenza; per perdonare ciò che è possibile perdonare; per aiutare chi sta accanto… ma nel rispetto delle possibilità di ognuno. Anche perché “Non è frase fatta”: poiché qua il numero dei giovani senza lavoro compresi fra i 18 e i 40 anni compiuti fa quasi spavento. Troppe famiglie vivono questo tipo di rammarico. - Ma in silenzio.

Se aggiungiamo, oggi, facili demagogie del tipo: “chi si lamenta è ignorante” oppure “lamentiamoci, facciamo violenza, perché ormai sono saltati tutti i ponti, perché loro hanno sempre capito tutto e noi non siamo più nulla”… Non abbiamo capito niente. Niente. Come italiani.

Perché, forse, o sono i mancati filtri dei grandi media… o è l’austerity asociale… il vero problema di casa nostra. Protratto fino ad Acquaviva. - Per carità, sono proprio le due facce della stessa moneta.

Allora… Ripartiamo da noi. Torniamo alla civiltà. - Sì alla solidarietà, no alla violenza. La solidarietà riparta da casa nostra. Venga monitorata. Analizzata. Al pari della lotta alle piccole evasioni.

Laddove è possibile, sì al perdono. Laddove è possibile, si faccia rispettare la legge e si fermi la clandestinità. Sì alla solidarietà senza guardare in faccia a nessuno. Ma senza retorici mondialismi o rigurgiti etno-centrici.

“Altro che Bianco Natale”: questi sono tempi cui bisognerebbe spegnere la Tv o cambiare canale almeno sotto le feste. - Siamo troppo civili, noi acquavivesi, per questi nuovi usi e costumi. Solidarietà all’Assessore Vavalle. – Fra chi vota e chi non vota. Da destra a sinistra.

Detto questo, invitiamo gli acquavivesi a riflettere.

http://genlocal.wordpress.com/2013/12/20/due-cose-piena-solidarieta-allassessore-e-monitorazione-sociale-della-poverta/

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI