Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Miulli, la risposta ai legali del Governatore e mons. D. Laddaga

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 Riceviamo e pubblichiamo:

 

Rispettosa risposta agli Avv. D. Liantonio e S. Maggio, legali del Governatore mons. M. Paciello e di mons. D. Laddaga

Abbiamo apprezzato la Vs sollecita segnalazione di sciocchezze e infondatezze nel ns documento del 23 novembre u.s., e il conseguente Vostro invito a questo sito internet di ritirarlo, come sollecitamente è avvenuto con encomiabile civismo.

Ringraziamo Voi ed i reverendi Vostri Assistiti, mons. Mario Paciello e mons. Mimmo Laddaga, per averVi sollecitati alla difesa della verità, della giustizia e del rispetto dovuto alle persone, come ci invita quotidianamente Papa Francesco. La nostra battaglia da oltre quindici anni è tutta intesa ed orientata alla difesa di questi stessi valori e ci dispiace, nella Vostra valutazione, di averli offesi. Ne facciamo ammenda e vogliate cortesemente riferirlo ai due reverendi Vostri assistiti.

Vogliamo credere che non v’era in Voi ed in Loro alcuna intenzione di censura o intimidazione, e siamo quindi certi che la Loro premura per la verità, attributo divino, Vi spingerà anche a voler cortesemente chiarire a noi ed alla opinione pubblica cittadina le questioni poco chiare, che Vi sottoponiamo. Lo chiediamo rispettosamente alla Vostra e Loro cortesia, ma, consentiteci, anche in quanto cittadini portatori di diritti per lascito testamentario verso l’Istituzione ‘Ospedale Miulli’, in ossequio al codice civile ed allo stesso diritto canonico, che insiste (cann. 1277 e ss.) nel rispetto delle disposizioni testamentarie e delle tavole di fondazione. Ecco le nostre domande.

  1. L’iscrizione al Repertorio Economico Amministrativo (REA – BA - 560072), ritenuta da Voi notizia infondata,   ma di fatto da Voi stessi confermata, riporta una ristrutturazione del governo dell’Ospedale che sembra concepita per scongiurare il provvedimento di fallimento e di commissariamento. Si afferma, infatti, che l’Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli è una impresa con soli sette dipendenti ed al 30.10.2013, data di aggiornamento posizione, ancora inattiva. Come mai gli aggiornamenti del 30 giugno e del 30 ottobre non registrano le indicazioni del Consiglio di Stato del 9 maggio scorso, che scinde l’Ente Ecclesiastico gestore, dall’Ospedale Miulli? Non si salverebbe così l’Ospedale dal fallimento, ai sensi dell’art. 2221 c.c.? E perché, invece, l’Ente Ecclesiastico continua ad usare il codice fiscale dell’Ospedale Civile di Acquaviva, come afferma lo Statuto tuttora vigente, non essendo, secondo il Consiglio di Stato, identificabile o assimilabile a lui?
  2. Le fondazioni, come quella dell’avv. Miulli, istituite da privati, senza alcun intervento dell’autorità ecclesiastica,, catalogabili come fondazioni civili ai sensi dell’art.12 c.c, .o come istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza ai sensi della l.6972/1890, come possono essere trasformate in Ente Ecclesiastico?
  3. I due Governatori, mons. Palombella (1975) e mons. Isgrò (1976), avevano chiesto al Ministero dell’Interno di soprassedere alla pratica di riconoscimento ecclesiastico per l’Ospedale Miulli, e lo stesso Ministero dell’Interno, con nota del 12.9.1984, ha confermato la natura ‘non-ecclesiastica’ dell’Ospedale Miulli. Come è stato possibile ottenere l’ATTESTATO del 1.10.1987, riservato solo agli enti che fossero già ecclesiastici? Quale decreto del Capo dello Stato è intervenuto tra il 1984 e il 1987, in ragione del quale l’istituzione che lo Statuto Organico, tuttora vigente, definisce OSPEDALE CIVILE DI ACQUAVIVA DELLE FONTI è stato trasformato in ENTE ECCLESIASTICO? E se v’era il Decreto perché si è chiesto l’ATTESTATO?
  4. Come mai nel suddetto ATTESTATO dell’1.10.1987, che dichiara l’Ospedale Miulli essere Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto, vengono occultati il Testamento e il Decreto Reale del 27.12.1986? Il Decreto non aveva ha riconosciuto all’Ospedale Miulli lo statuto giuridico di ‘OSPEDALE CIVILE’ e IPAB incompatibile con l’Ente Ecclesiastico? E l’occultamento non configura un reato, ai sensi dell’art. 85 della legge n. 6972/1890 e non rende l’attestato un atto illecito? E perché l’ATTESTATO si poggia tutto   sulla sentenza del TAR Puglia di Bari del 26.4.1977, favorevole all’ecclesiasticità, quando, invece, la Cassazione civile a s.u.,n. 2922 dell’11.5.1982 ha dichiarato improponibile un pronunciamento del giudice se esiste un Decreto Reale e lo steso Ministero, come già ricordato, ha nel 1984 confermato la non-ecclesiasticità dell’Ospedale Miulli?
  5. Perché il Governatore mons. Mario Paciello, nell’atto ricognitivo del 27 marzo 2007 presso il notaio Petrera di Bari per chiedere il trasferimento della titolarità degli immobili dall’Opera Pia all’Ente Ecclesiastico, al fine di accreditare l’Ente Ecclesiastico e dotarlo di patrimonio, ha affermato di possedere ‘un apposito decreto’, mentre si tratta solo di un Attestato? Non si configura un falso ideologico in un atto ufficiale importante? Il trasferimento delle titolarità non risulta pertanto fraudolento e nullo?
  6. Perché sono stati espulsi dal Consiglio degli Affari Economici i due Rappresentanti della Città, eletti dal Consiglio Comunale? Non si tratta di una prevaricazione, contro il diritto canonico, la legge italiana (art. 9, legge 132/1968), il Testamento e la tradizione storica? Questa esclusione non ha contribuito alla scarsa trasparenza gestionale dell’Ospedale?
  7. Perché il Capitolo della Cattedrale è stato espropriato delle sue prerogative Testamentarie e Statutarie di soggetto incaricato di controllare la gestione economica dell’Ospedale Miulli e di nominarne il suo responsabile, nella persona del Procuratore o Amministratore o di altro? Secondo le disposizioni testamentarie il Capitolo non dev’essere sostituito dal Consiglio Comunale ?
  8. Chi ha deciso e perché l’ubicazione del monoblocco ad oltre quattro chilometri dal centro urbano, provocando enorme disagio all’utenza e danno alla nostra Città?
  9. Il canone 1263 dà “il diritto al Vescovo diocesano… di imporre alle persone giuridiche pubbliche soggette al suo governo un contributo…per le necessità della Diocesi”: potete rassicurare gli infermi, la Città e la Regione Puglia che ciò non è mai avvenuto nel caso dell’Ospedale Miulli? E a che titolo la Diocesi è coinvolta nelle imprese partecipate?
  10. Ed infine, dopo le       due sentenze del 9 maggio del Consiglio di Stato che hanno scisso l’identicità tra l’Ente Ecclesiastico e l’Ospedale Miulli, dichiarandole entità giuridiche distinte, volete dirci chi è l’ENTE ECCLESIASTICO, che non può essere l’Ospedale? E’ la Diocesi, il Vaticano, il Vescovo, altra entità?

L’amore dei reverendi Vostri Assistiti per la verità e la giustizia e il rispetto dei diritti altrui,  certamente solleciterà la Vs sensibilità civile e professionale ad illuminarci e darci giuste risposte. Ringraziamo di cuore già da ora, perché trattasi di questioni non private, che mai per rispetto ci permetteremmo di indagare, ma di questioni pubbliche di enorme importanza per la gestione e la vita dell’Ospedale Miulli, istituzione cittadina, in cui, per evidenti ragioni, anche l’utenza, la nostra Città, il suo futuro e le sorti di tanti Concittadini sono coinvolti.

Se non Vi sarà concesso di darci risposta alcuna proseguiremo, pur coi nostri limiti, nel nostro lavoro, fino al conseguimento della verità, della giustizia e del buon governo al servizio degli infermi.

Restiamo in attesa di un cortese sollecito riscontro con sincero rispetto e stima nei Vostri confronti.

Acquaviva d.F., 02 dicembre 2013

                                                                                    Associazione pro Fondazione Ospedale Miulli

                                                                              Comitato Cittadino in difesa dell’Ospedale Miulli

                                                 Cittadinanzattiva di Acquaviva d.F.- Assemblea del Sud-Est Barese

Commenti  

 
#1 passerotti 2013-12-06 09:45
Come non possono disconoscersi le pronunce dei giudici e le considerazioni degli autorevoli uomini di legge, così non si possono disconoscere le istanze che vengono dal POPOLO SOVRANO. Le domande meritano RISPOSTE CONVINCENTI E LOGICHE, altrimenti lasciamo tutto: politica, istituzioni, società civile e lasciamo governare i TAR e in genere i trib. civili, amministrativi, penali e contabili, così facciamo prima… eliminiamo un doppio passaggio. Così almeno le persone non perdono tempo a rivolgersi agli organi politici, però bisogna consentire a tutti di accedere alla giustizia. Mi meraviglio che la categoria degli avvocati non si batta per questa conquista sociale, non ho mai visto un corteo di avvocati per la gente comune e per le istanze che sorgono dal POPOLO SOVRANO. Auguri per la prossima festa dell'Immacolata
 

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