Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Talidomide, emotrasfusioni infette, tassi usurari: la parola a Leoncini

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L’avv. Luca Leoncini è il presidente dell’Associazione Puglia Consumatori: operante a tutela dei diritti dei cittadini su tutto il territorio nazionale. Lavora assieme al suo collega di Casamassima, l’avv. Andrea Azzone: docente all’Università di Lecce di Diritto Previdenziale. Assieme seguono la questione Talidomide: che riveste non solo un’importanza nazionale, ma europea. - “Tant’è che, assieme all’Associazione nazionale talidomidici italiani, la Puglia Consumatori sta valutando di inoltrare una class action per un significativo risarcimento danni nei confronti della casa farmaceutica che ha prodotto, molti anni fa, il farmaco della vergogna.” (Luca Leoncini) - Una class action programmata da mesi: un ricorso alla Corte Europea e coordinato con altre associazioni europee di talidomidici.

Ma… Ultimamente si è parlato di emutrasfusi in Puglia; di trasfusione di sangue infetto. Lei ha fatto, anche in questo campo, molto parlare di sé. Quali sono, secondo l’aspetto giurisprudenziale, le novità? E perché, anche sotto l’aspetto giurisprudenziale, tali argomenti dovrebbero fare ancora notizia?

“Per quanto riguarda le trasfusioni di sangue infetto, il Tribunale di Bari è sempre più orientato nel riconoscere l’indennizzo ex L. 210/92 e senza la necessità che i soggetti danneggiati debbano fornire loro la prova diabolica che le sacche di sangue somministrate all’epoca erano infette. Basterà quindi che gli emotrasfusi dimostrino semplicemente di aver subito nel passato una trasfusione. Mentre – e qui bisogna fare attenzione - sarà a carico del Ministero della Salute o struttura ospedaliera l’onere di dimostrare di aver vigilato sulla tracciabilità del sangue. Problema non da poco, anche per chi è in possesso di una sentenza favorevole, è quello di ottenere il dovuto risarcimento dalla Pubblica Amministrazione che normativamente ha reso impignorabili i propri beni. Allo stato attuale, riteniamo che lo strumento giuridico più efficace è quello del giudizio di ottemperanza dinanzi al TAR.”

Lei tratta sul campo dei diritti dei consumatori. Ma se dovessimo fare un contratto di mutuo o un contratto di finanziamento, come possiamo tutelarci? Potremmo, in ogni caso, definirci consumatori, oppure seguire altre vie?

“Da qualche mese, come associazione, stiamo ricevendo richieste di aiuto da parte di cittadini e imprese che lamentano un aggravio di spese e interessi sulle rate dei propri mutui e prestiti in generale. Abbiamo, quindi, iniziato ad effettuare, con consulenti contabili, una verifica di tali contratti ed abbiamo riscontrato che quasi tutti risultano aver superato il tasso legale fissato dalla Banca d’Italia. Di recente, e facciamo attenzione, è anche intervenuta la Corte di Cassazione: che, con sentenza n.350 del 2013, ha stabilito che ai fini del calcolo del tasso usuraio devono essere prese in considerazione tutte le spese e le voci di costo relative all’erogazione di una somma di denaro in prestito; compresi gli interessi di mora. Per questo, invitiamo i cittadini a fare i conti. Male che vada, come associazione, effettuiamo un’analisi gratuita della documentazione e procediamo poi giudizialmente, se vi sono i presupposti, a richiedere il rimborso di tutti gli interessi pagati sino ad oggi e corrispondere in tal modo per il futuro solo la sorte capitale. - Quest’ultimo è un termine tecnico.”

La questione Talidomide è un caso molto sentito in Europa. Considerando le battaglie della sua associazione in merito a questo argomento, quali sono le novità?

“Per i soggetti danneggiati da Talidomide, insieme con il collega Prof. Andrea Azzone, di recente abbiamo ottenuto una pronuncia favorevole della Corte d’Appello di Roma in tema di rivalutazione dell’indennità integrativa speciale: che và così a consolidare in maniera decisiva l’orientamento dei giudici di primo grado. Per il risarcimento del danno biologico c’è stata una importante class action in Spagna: dove il Tribunale ha condannato la casa farmaceutica tedesca Chemie Grunenthal, produttrice del Talidomide, ad un ingente risarcimento danni. In Italia, abbiamo già intrapreso una azione di risarcimento anche nei confronti del Ministero della Salute: che riteniamo responsabile per aver autorizzato la commercializzazione del farmaco. Noi non pensiamo che il problema faccia parte del passato “europeo”: basta andare su internet. “Andate su internet”. Sarebbe utile, a tal proposito, organizzare un convegno per approfondire gli aspetti etici della sanità pubblica e la tutela giuridica in favore delle vittime del Talidomide. Anche in sinergia con l’associazione Liberi Di di Francesco Lopuzzo: che sta dimostrando sensibilità ed impegno nel trattare i temi sociali, le azioni sociali, della nostra comunità.”

Bisogna ribadire che il fenomeno della Talidomide ha colpito sia paesi europei che extra-europei. Solo gli U.S.A. non sono stati coivolti, perché, da sempre, il ministero della salute ha saputo imporre dei test. Bloccare, molto prima di concedere qualsiasi cosa al libero mercato.

Ma se in Europa il Talidomide è il passato, in paesi come il Brasile è ancora il presente: somministrato per la cura della lebbra. Accertata la nascita di nuovi bambini talidomidici negli ultimi sei anni.

La multinazionale tedesca Chemie Grünenthal produceva il Talidomide sin dagli anni ’50. Entrò sul mercato italiano, per molti anni, senza adeguati controlli e somministrato come anti-dolorifico per le donne partorienti. Provocò la morte e la deformazione a vita dei nascituri.

Il megafono dell’Associazione Puglia Consumatori è il blog GenLocal: aperto liberamente anche a valvola di sfogo dei cittadini di Acquaviva. In cantiere, una conferenza di portata nazionale, ad Acquaviva delle Fonti, la prossima primavera: l’interlocutore ideale è l’Associazione Liberi Di del giornalista Francesco Lopuzzo. http://genlocal.wordpress.com/

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