Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Il Presepe vivente della Parrocchia S. Francesco: “Fu il primo in città”

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Il Natale si avvicina. AcquavivaNet intervista Don Mario Cavalera, 67 anni, parroco “vocazionista”, originario di Ruffano (LE). È da otto anni presente nella vita comunitaria della Parrocchia di San Francesco d’Assisi; ad Acquaviva delle Fonti. Ogni anno, rinnova il progetto del presepe vivente: ma che legame speciale è presente fra la Parrocchia di Don Mario e questo simbolo del Natale?

Don Mario Cavalera: “Dunque, io sono parroco di San Francesco dal 3 ottobre 2005… data che ricordo bene e con molto piacere. Proprio lo stesso anno, c’è stata la prima rappresentazione del presepe vivente con la Sagra dei sapori acquavivesi. Perché era speciale? Perché era la prima volta per tutta la città di Acquaviva. A distanza di otto anni, direi che abbiamo dato il via ad una nuova tradizione acquavivese.”

Ma era la prima volta anche per la Sagra dei sapori acquavivesi? Da chi è stata voluta la Sagra?

“Sì, è stata la prima volta anche la Sagra. Essa è nata per iniziativa della nostra comunità parrocchiale: ci garantiva momenti di festa e aggregazione. Chiaramente, non solo per i nostri parrocchiani ma per tutta la comunità dei cittadini acquavivesi.”

Ma cosa rappresenta il presepe vivente? Può sembrare la più ovvia delle domande…

“No, non è affatto una domanda banale. Il presepe vivente fa rivivere la nascita di Gesù, presentandola alle menti e ai cuori dei parrocchiani, dei ragazzi dell’Azione Cattolica, dei giovani in generale; prescindendo facciano parte o meno del nostro gruppo. E quando si parla di presepe vivente, io penso alla famiglia. Il presepe vivente è organizzato da tutti i componenti della così detta famiglia parrocchiale: un modo per assieme meditare, adorare, contemplare. Riflettere e pregare sulla nascita del Figlio di Dio. Fatto uomo e venuto tra noi. Poi, donarsi agli altri. – Vero concetto del Natale. Oltre che educare al solo ricevere.”

Ma come dovrebbe definirsi la famiglia cristiana ai tempi di oggi?

“Immagino non sia difficile. La famiglia cristiana deve prendere a modello la famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Ci sono alcune famiglie che professano la fede e i valori come dovrebbe essere una famiglia cristiana… E ci sono tante di queste famiglie. Ma la famiglia cristiana è tale per i suoi precisi impegni: e questi non vengono sempre considerati dalle famiglie. In quanto la famiglia, e parlo di quella che si professa cristiana, si cura, ad esempio, di far crescere i figli in sapienza e in età. Ma, talvolta, trascurano la sapienza di Dio. E ciò non permette di trasmettere la fede: come quando c’era la volontà di trasmetterla ai figli nel giorno del battesimo.”

A tal punto, come dovrebbe ispirare ai giovani d’oggi la figura del presepe vivente?

“I giovani, appartenenti all’Azione Cattolica o quelli in generale, devono saper guardare. Guardare questi esseri umani, posti lì, ai loro occhi: impegnati in un messaggio di responsabilità e di amore verso Dio. Ai giovani, specie i giovanissimi, devono vedere nel Cristo un modello di giovane obbediente, responsabile, legato alla famiglia. Impegnato nello studio, nel lavoro. In quanto il mestiere di Gesù era quello del falegname: lui l’aveva imparato in famiglia. E, dopo la morte del padre Giuseppe, ha portato avanti il mestiere e la sua famiglia. Vorrei che potesse trovare spazio anche questo messaggio nei giovani dei nostri giorni. Anzi, nelle loro famiglie. E dalla famiglia che si impara. Penso di aver detto tutto.”

Dunque… Dove e quando avrà luogo il presepe vivente?

“Presso il campo sportivo parrocchiale. Stiamo già costruendo le capanne!… Ebbene sì: stiamo realizzando la nostra Betlemme. E quest’anno vogliare sposare un progetto per camminare con ordine e lanciare via-via dei nuovi messaggi. Nelle capanne ci saranno i ragazzi dell’Azione Cattolica: portando avanti temi come l’immigrazione. Allestiranno alcuni lavori e il ricavato andrà a beneficio di chi viene qui da noi e non ha nulla. Ma proprio nulla. L’iniziativa non presenta nulla di nuovo se si è veramente cattolici, ma mi fa piacere che questa iniziativa venga direttamente dai ragazzi. Anche se non mancheranno – e non devono mancare, e qui lo firmo e lo sottoscrivo - le nostre catechiste e tutti gli uomini e tutte le donne della nostra parrocchia. Il presepe vivente avrà luogo nei giorni 14 e 15 dicembre, dalle ore 17:00 alle 22:30. Si rinnoverà una tradizione acquavivese.”

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