Martedì 13 Novembre 2018
   
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Miulli: Prof. Veneto, “Sindacati chiedete ora piano industriale”

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Presso la sala “Cesare Colafemmina” di Palazzo “De Mari”, ad Acquaviva delle Fonti, ha avuto luogo l’ultima conferenza dell’Associazione Liberi Di, del presidente Francesco Lopuzzo, dal titolo: “Come si salva il Miulli? - Parte 2 – La parola ai sindacati”. Presenti tutti gli invitati. Sala piena, ma non gremita. Per parere dei sindacalisti, è mancata una partecipazione attiva del Primo Cittadino acquavivese, Davide Carlucci: sebbene abbia comunque presenziato per alcuni minuti, non dall’inizio, e non interrompendo i vari interventi.

AcquavivaNet cercherà di approfondire i diversi aspetti della serata Liberi Di: l’evento è cominciato con l’osservazione di un minuto di silenzio in memoria dell’acquavivese Giuseppe Ripa, recentemente scomparso in un’incidente sul lavoro.

Il presidente Lopuzzo promuove assieme al dott. Nicola Marotta, 29 anni, di Cassano delle Murge, l’idea del Fund raising: una nuova politica per salvare l’Ospedale Miulli.

Probabilmente, non l’unica cura: come si evince dall’intervento del Prof. emerito di Diritto del Lavoro, Gaetano Veneto, dell’Università degli Studi di Bari. 

“Spero che il Miulli possa continuare e riprendere, perché rischia di perdere quel ruolo trainante dell’economia, della società. Assieme ai valori sociali e morali della città di Acquaviva. Io noto che ad Acquaviva c’è questo rischio: quello di perdere valori sociali e morali. Io lo dico con affetto e con nostalgia.” Il prof. Veneto ricorda con orgoglio gli anni vissuti ad Acquaviva.

“I dati dell’Agenzia delle Entrate parlano di un Miulli all’ultimo posto, a livello regionale, nell’impegno sociale che costa zero per i cittadini e che costerebbe zero per il Miulli. Ci sarebbero altri ospedali a livello regionale, dello stesso genere, che un tempo erano in fila dietro di Noi…”

Un gesto simbolico

Il prof. Veneto chiede un momento di massima attenzione. Si alza dalla propria sedia, apre un quotidiano. Commenta un recente articolo del Corriere della Sera: “Se un futuro esiste per la sanità non-profit in Italia, molto dipenderà dalla sorte di quella cattolica. Questo è un problema che coinvolge laici e credenti ed è una battaglia che non può essere assolutamente persa. Parliamo di un patrimonio importante di questo paese che rischia di andare sprecato, e adesso è arrivato il momento prima che altri scandali rimbalzino mediaticamente sui giornali. Il bilancio della sanità religiosa del nostro paese deve essere visto in un’altra ottica, denunciando chi invece ha usato la tonaca come scudo per il proprio personalissimo vantaggio.”

Chiude il giornale

Torna, poi, sul binario principale della conferenza: “Tornando al Miulli, al nostro filo del discorso, dobbiamo chiederci perché è importante parlare di piano industriale e di piano finanziario. L’attuale gestione commissariale del Miulli ha ritenuto opportuno rivolgersi ad esperti della finanza per ricostruire una situazione, per l’appunto, finanziaria e certamente non felice. Facciamo attenzione: non c’è piano finanziario che regga, per mettere in piedi una realtà patrimoniale, senza un chiaro piano industriale. Non si può parlare solo di piano finanziario… Attenzione… e mi rivolgo ai sindacati: chiedete il piano industriale. Così evitiamo che il Miulli diventi come è oggi l’Ilva: che, a mio parere, sta affondando. E mi spiace anche per l’amico Bondi. Badate che il piano industriale vuol dire dove si taglia, dove si sviluppa, e dove si investe. Negli anni ’90, ai tempi del vecchio ospedale, non era detto che non ci fossero problemi, ma erano ben altro: gli stessi sindacati erano impegnati a sdoppiare i risultati, anche in senso economico, di produttività. D’accordo, erano altri tempi. Ma, oggi, ogni iniziativa deve avere il suo valore economico. È importante. È essenziale dirci chiaramente cosa sta succedendo: che cosa è pronto del piano industriale, che progetto c’è.”

Il messaggio finale

All’attenzione dei sindacalisti Miulli: “Bisognerebbe chiedere, per iniziativa dei sindacati, di intraprendere delle strade strategiche per un piano industriale che renda. Magari attraverso il settore dei medici e della ricerca, con finanziamenti esogeni, esterni, si potrebbe promuovere altri progetti… in parte il Miulli potrebbe aprirsi al privato senza sporcarsi le mani e senza che ci rimettano i dipendenti.”

Profilo Facebook Associazione Liberi Di, aperta la campagna tesseramenti: http://www.facebook.com/pages/Associazione-culturale-LIBERI-Di/259005074229723

Forum GenLocal. Miulli, Care Service, serenità dipendenti: http://genlocal.wordpress.com/2013/10/09/come-si-salva-il-miulli-la-care-service-e-la-serenita-dei-dipendenti/

 


Commenti  

 
#5 anticonformista 2013-11-17 00:25
Chi sei tu plebeo che parli tanto. Vuoi la guerra e guerra sia.Acquaviva bellissima
 
 
#3 Saro il Buono 2013-11-14 15:02
Bravo Carlo... Dov'era Graziana Capurso di AcquavivaLive? E perché ad AcquavivaNet si parla dell'intervento del prof. Veneto e si menziona chiaro e tondo il suo messaggio?
 
 
#2 Il plebeo 2013-11-14 14:36
Il prof. Veneto riferisce di un articolo del Corriere della Sera, sulla Sanità non-profit degli Enti Religiosi, nel quale articolo tra l'altro si sottolinea: "il bilancio della Sanità Religiosa del nostro paese deve essere visto in un'altra ottica, denunciando chi ha usato la tonaca come scudo per il proprio personalissimo vantaggio" Ora io chiedo, e penso di interpretare il pensiero dei cittadini di Acquaviva nel farlo, perchè i Sindacati dei lavoratori del "MIULLI", in tanti anni nei quali hanno visto crescere in maniera preoccupante l'esposizione debitoria dell'Ospedale, non hanno stigmatizzato, a tempo debito, il comportamento incapace e negligente della governance del "MIULLI"? I Sindacati sapevano della critica situazione economica del "MIULLI", ma continuando,com e sempre, nel loro trasformismo politico-sindac ale, hanno deliberatamente ed irresponsabilme nte ignorato quanto stava accadendo. Ricordo con nostalgia gli anni '80 quando l'Ospedale "MIULLI" era guidato dalla intelligenza, dal pragmatismo e dalla lungimiranza dell'Avv. Ventura, anni in cui l'Ospedale aveva un piccolo debito e consentiva crescita per l'Ospedale stesso e sviluppo ed occupazione per la comunità di Acquaviva. Ora non più, e la cosa che più mi fa specie è l'indifferenza dei cittadini e soprattutto vedere i dirigenti sindacali non fare autocritica, arrampicarsi sugli specchi, e non denunciare le responsabilità di coloro che sono alla guida dell'ospedale. Io spero tanto che il concordato presentato sia favorevole al "MIULLI", che i posti di lavoro siano conservati, e che soprattutto il nuovo Vescovo rinnovi la governance dell'Ente "MIULLI".
 
 
#1 carlo 2013-11-13 21:06
Non sono certo, ma mi sembra una conferenza autoreferenzial e. le soluzioni non si vedono con chiarezza. E poi un'altra domanda: gli invitati erano tutti presenti? Acquavivanet dice SI , mentre Acquavivalive dice NO. Chi ha ragione ?
 

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