Sabato 25 Novembre 2017
   
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Dal Piano regionale delle Politiche Sociali alle strategie territoriali

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“Dal nuovo Piano Regionale delle Politiche Sociali alle strategie territoriali” è questo il titolo del Convegno realizzato martedì scorso nella Sala Consiliare del Comune di Grumo Appula dall’ Ambito Territoriale 5.

L’incontro articolato in tre momenti (saluti istituzionali, tavola rotonda e dibattito) ha registrato grande risposta e partecipazione di pubblico. Il coordinatore dell’Ambito Sociale di Grumo, Acquaviva, Binetto, Cassano, Sannicandro e Toritto Ubaldo Pagano ha presentato i relatori intervenuti e dato il via ai lavori. Puntuale è stata la relazione di Michele D’Atri, presidente Coordinamento Istituzionale e sindaco di Grumo Appula che con dati alla mano ha passato in rassegna gli interventi e le prestazioni realizzati nell’Ambito 5 in questi anni. Per il padrone di casa “è necessario non disperdere e tesaurizzare le risorse”. “Siamo il front office dei cittadini, ci confrontiamo ogni giorno con le Povertà, -ha detto invece- il sindaco di Acquaviva Davide Carlucci-, siamo costretti a dichiarare spesso la nostra impotenza, credo molto nel lavoro che possiamo fare insieme per dare risposte alle famiglie”.

Il dott. Domenico Semisa, direttore del CSM di Acquaviva delle Fonti – ASL BARI, nel suo interessante intervento ha parlato di alcune esperienze di assistenza domiciliare destinata ai pazienti psichiatrici realizzate nel territorio tra le quali il servizio di “Home maker professionale e non professionale – Area salute mentale”. La salvaguardia della salute psichica non si raggiunge solo attraverso una buona terapia farmacologica e di psicoterapia, ma intervenendo nel contesto di vita della persona, la cosiddetta ‘comunità terapeutica’. E’ necessario “cercare di costruire un linguaggio comune tra soggetti che parlano lingue diverse, fare integrazione, creare sinergie, ottimizzare le risorse non sprecandole con interventi replicativi, trovarne nuove”. “Viviamo in una fase di emergenza che difficilmente garantirà i servizi assistenziali che siamo riusciti ad attivare in passato, non volgiamo fare allarmismi, la Regione si faccia sentire con più decisione”- ha detto Pagano.

Giuseppe Chiapperino, consulente per la programmazione sociale della Regione Puglia nel suo intervento ha descritto le opportunità, i limiti e le differenze del nuovo Piano rispetto alle precedenti programmazioni. Nel 2° Piano sono stati inseriti: target di riferimento, regole, procedure e strumenti comuni, si è consolidato l’Ufficio di Piano. Il nuovo Piano regionale Politiche Sociali 2013-2015 (BURP n. 123 del 17 settembre 2013), ha come obiettivo il consolidamento del sistema di servizi sociali e sociosanitari e l’innovazione attraverso un maggiore grado di omogeneità tra i diversi ambiti territoriali. Questi obiettivi sono finalizzati al miglioramento della qualità della vita, delle condizioni di benessere e dell’efficacia degli sforzi di presa in carico delle persone con fragilità e di inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, in favore di tutte le comunità locali. I nuovi Piani Sociali di Zona costituiranno la necessaria definizione del contesto di programmazione sociale rispetto a cui valutare la coerenza e l’efficacia dei Piani di Intervento per gli Anziani e per la prima Infanzia, richiesti entro il 14 dicembre 2013 in attuazione delle Linee Guida per il PAC Servizi di Cura del 14 giugno 2013. In Puglia i Comuni associati sono chiamati a definire un quadro triennale di programmazione con una dotazione finanziaria alla prima annualità.

“Nel 1° triennio siamo stati uno degli ambiti più virtuosi ad usare le Risorse”, ha detto il presidente del Coordinamento Istituzionale dell’Ambito Sociale di Triggiano, Adelfia, Capurso, Cellamare, Valenzano Piero Caringella parlando della sua esperienza. I Comuni sono spesso impossibilitati a usare i Fondi perché non possono superare i limiti posti dal Patto di Stabilità, e non hanno risorse umane sufficienti. “I Comuni sono stati lasciati solli nelle politiche di contrasto alla povertà. Quali strumenti adottare? Creare una rete sul territorio e migliorare la Comunicazione” queste alcune soluzioni emerse. Fausta Scardigno (Wel.co.me srl spin off dell’Università degli Studi di Bari) infine ha parlato della Valutazione come strategia territoriale di innovazione sociale. “Il 2013 rappresenta un’annualità cruciale per il consolidamento del welfare regionale e per il rilancio di nuove sfide”. E’ necessario dare risposte concrete e soluzioni ai bisogni sempre più rilevanti attraverso la programmazione e realizzazione di servizi in linea con le esigenze degli utenti, razionalizzare la spesa, monitorare i servizi implementati, potenziare gli interventi, analizzare gli effetti e correggere il ‘tiro’.

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