Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Scrivi a GenLocal: “Esci dal gregge”

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Un libero forum cittadino. Abbiamo detto Tutto.

Il primo fine è il seguente: “nessuno deve imporre ai singoli di chiudersi in sé stessi, ma proprio questi possono interagire con il mondo che li circonda: partendo da casa propria e comprendendo che i problemi partono, si risolvono, a chilometro zero.”
Questo, naturalmente, non significa chiudersi al mondo, ma pretendere che il mondo parta da casa propria. Si potrebbe l’idea definirla “pro-local” quanto “glocal”: l’importante è che il mondo locale, a noi più vicino, abbia un suo posto nel mondo. Sembrerebbe una frase superficiale, ma non lo è: perché più alcune aree d’Italia vanno indietro in periodi di crisi, e più scopriamo che il familismo amorale e il disinteresse diffuso per ciò che circonda i nostri marciapiedi creano, assieme, e pongono in essere l’avanzare di una situazione solo negativa;

e non certo delle soluzioni.

ESCI DAL GREGGE, SCRIVI A GENLOCAL:

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L’ETICA DEL BLOG: Questo blog sia un’opportunità per un democratico e sano scambio di vedute.

 

“Ecco cosa ho capito della politica” (Lettera di un nostro utente)

 

Il titolo fa intendere che la presente è una riflessione personale. Tutto vero. E come tutte le riflessioni personali, essa è chiaramente sindacabile: “non ho mai creduto che ogni cosa umana sia perfetta”, ma ho sempre creduto – invece – che ogni cosa possa “tendere” alla perfezione. Senza mai raggiungerla. Ma è il “tendere” al miglioramento – a mio parere – la prima condizione necessaria allo sviluppo del “benessere”. (Un parolone)

Ognuno può pensarla come vuole e magari non condividere. Per me, però, conta solo l’aver espresso un concetto: senza salire su un piedistallo e senza essere un leader.

Io di TV ne ho vista tanta. Ho visto molti telegiornali. Ho letto molti giornali.

Io di storie di ideologie ne ho sentite tante. Ho sentito su idee ben inquadrate, idee grandi, idee folli.

Io penso, ora, che la politica debba partire dal basso: ogni città deve dotarsi di due comitati cittadini di natura socio-economico-culturale, dove ciascun comitato sia almeno l’espressione della pubblica istruzione locale, dell’imprenditoria locale, degli esercizi locali, delle associazioni – o funzioni pubbliche – locali. Due comitati: l’uno a destra, l’altro a sinistra. Non in contrasto ideologico, ma in regime di stima reciproca quanto di sana competizione. Entrambe le realtà dovranno essere moderate e capaci di collaborare (entrambe visioni liberalsociali e perfettamente in linea con il sistema liberaldemocratico conosciuto in Italia, ma conservatori sociali a un lato e progressisti sociali all’altro). Ogni comitato dovrà porre analisi locali sui settori primario, secondario, terziario ed andamento del mercato locale del lavoro: al fine di promuovere soluzioni locali atti a migliorare la condizione socio-economico-culturale della città. (Es.: per combattere la delocalizzazione delle imprese, “territorializzarle” attraverso azionariato popolare)

La progettualità così poi plasmata da ciascun comitato deve puntare alla creazione di una lista civica: che promuova al suo interno forme di partecipazione e proponga una politica di democrazia diretta o semi-diretta. Ogni comitato abbia, dunque, la sua lista.

Queste liste urbane dovrebbero, a mio parere, federarsi a livello nazionale: una federazione di centrodestra e una federazione di centrosinistra. Ciascuna federazione dovrà calarsi nel ruolo di sindacato politico cittadino: il passaggio “italiano” dal “cartello lobby” al “movimento-sindacato”. (Cui sarebbe gran cosa la collaborazione diretta dei “veri” sindacati, senza escludere quelle associazioni volte all’impegno per il sociale)

Qualcuno si chiederà: ma a cosa serve? – Qui, già rispondo e vi rivolgo verso tutti: abbiamo varcato l’anno 2000 e viviamo nelle prime decadi del nostro secolo… ma è una mia sottile impressione o è venuto a mancare il welfare in Italia? E perché sentiamo la politica come una cosa costantemente più distinta dalla vita del paese reale?

La risposta è diminuire il “rating” fra paese reale e politica. Poi, ciascuna federazione – a mio parere – sia libera di fare (o non fare) coalizioni coi vecchi partiti.

Qualcuno dirà: “continuo a non comprendere, perché tutto questo ha il sapore di un’armata Brancaleone.” – Risposta: accetto ogni critica, siamo fra “amici” e già accetto l’idea di una visione differente. Però, questa visione (magari, per carità) deve essere argomentata e deve avere come obiettivi la vicinanza fra paese reale e classe politica, il diritto al lavoro e la difesa delle economie locali. Perché – penso – è troppo facile dire “hai sbagliato” o io “ho ragione” (…“ma non ho alcuna soluzione, però mi sento superiore al dire del mio prossimo e non la voglio nemmeno cercare”…): tanto Atene è a pochi chilometri da noi. Le mie parole sono (comunque) cosa da nulla rispetto a quelle che commentano ogni giorno lo stato della crisi. Ma cercare di uscire da quest’ultima non sarebbe male.

 

ESCI DAL GREGGE. SCRIVI A GENLOCAL.

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