Giovedì 15 Novembre 2018
   
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Davide Carlucci: "Il lancio del Pallone è salvo"

pallone 2012

  

Il lancio del Pallone è salvo. Una nota della Regione, firmata dal dirigente del servizio Protezione Civile Luca Limongelli, chiarisce definitivamente, dopo le sollecitazioni del sindaco di Acquaviva, quel che era già evidente dalla semplice lettura del testo di legge del Dpgr 26 marzo 2013, n.195 “Dichiarazione dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi nell’anno 2013”.

“La fattispecie illustrata dal Comune di Acquaviva - scrive la Regione - e le relative modalità di funzionamento del ‘Pallone’ e del controllo pubblico assicurato, appare sostanzialmente diversa da quelle che si è voluto vietare con le disposizioni in questione e pertanto determina la non applicabilità delle disposizioni di cui all’ultimo periodo dell’articolo 5 del Dpgr n.195/2013”.

Commenta il sindaco, Davide Carlucci: “La comunità di Acquaviva delle Fonti è grata alla Regione, e in particolare all’assessore alla Protezione Civile Guglielmo Minervini, che si è prodigato sotto Ferragosto per chiarire l’interpretazione della norma. La risposta scritta del dirigente spazza via tutte le capziose illazioni che fin dalla campagna elettorale hanno voluto rappresentare la Regione come ‘nemica’ delle nostre tradizioni culturali. L’obiettivo del decreto firmato dal presidente Nichi Vendola non era certo quello di impedire il lancio del Pallone ma solo quello di vietare il lancio delle piccole e numerose ‘lanterne volanti’ che si usano nei festeggiamenti privati. Quest’anno dunque potremo goderci, come sempre, il Lancio del nostro Pallone, una tradizione dall’alto valore simbolico che fin dalla fine del Settecento rappresenta il clou delle celebrazioni della festa della Madonna”.

Il testo della legge recita, all’articolo 5: “I Sindaci devono assolutamente vietare, su tutto il territorio comunale, l’utilizzo di mongolfiere di carta, meglio note come lanterne volanti, dotate di fiamme libere, perché le stesse non sono controllabili nelle fasi di ricaduta, per cui potrebbero innescare diffusi incendi con un elevato rischio per la pubblica e privata incolumità e per il patrimonio boschivo”.

In una lettera, inviata l’8 agosto alla Regione di concerto con il Comitato Feste Patronali, il Comune ha specificato che “Il Pallone, delle dimensioni di 20 metri di altezza e 42 di diametro, non reca, dopo le fasi di lancio, fiamme libere, se non quelle derivanti dalla combustione dei residui di paglia che, comunque, si protrae per qualche decina di secondo”.

Nella lettera inviata alla Regione il sindaco ha anche spiegato che “le operazioni di accensione del Pallone (le uniche in cui vi è presenza di fiamma libera, comunque vigilata) avvengono nel rispetto dei limiti di sicurezza e con il controllo di personale dei Vigili del Fuoco, ai quali viene garantita anche la presenza di un’ulteriore riserva d’acqua, oltre a quella in dotazione, da parte dell’amministrazione comunale”.

Come ogni anno, inoltre, il Comitato ha ottenuto il nulla osta del comando del 36esimo Stormo dell’Aeronautica militare di Gioia del Colle. “Tutto ciò – e lo conferma la storia centenaria di questa tradizione, assolutamente priva di incendi significativi”, ha scritto Carlucci – “dimostra che il controllo della mongolfiera nella fase di ricaduta viene garantito in maniera efficace”. In nessun modo, insomma, questa amministrazione avrebbe vietato “una manifestazione religiosa e civile molto sentita dalla popolazione cittadina e da tanti devoti”.

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