Giovedì 15 Novembre 2018
   
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WWF: "Hanno staccato il n. verde per i reati ambientali"

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Riceviamo e pubblichiamo, informando che ad oggi, un operatore di Infostrada risponde, in un messaggio registrato, che: "il numero digitato non è esatto", senza indicare quello giusto.

 

 

Numero Verde contro i reati ambientali sul demanio marittimo.

Unico esempio in Italia, dopo otto anni di successi il telefono è muto.

Senza nessuna spiegazione.

 

È il 18 giugno 2013. La Giunta regionale con la Delibera n. 1154 annuncia l’intenzione di riproporre nell’estate 2013 il Numero Verde per la segnalazione dei reati ambientali sul demanio marittimo. Essa stessa afferma: “Il cospicuo numero di segnalazioni ha dimostrato una fattiva collaborazione della cittadinanza nel prevenire e combattere i reati del mare e quelli ambientali. Il progetto numero verde ha dimostrato, nel corso degli anni, di essere un utile strumento di difesa del territorio, capace di convogliare le forze delle Amministrazioni, delle Forze dell’Ordine e dei cittadini. La continuità del servizio del numero verde costituisce, senza dubbio, un punto di forza per la registrazione sistematica degli illeciti perpetrati ai danni dell’ambiente e per il consequenziale intervento degli Organi di Controllo”. Subito dopo sul suo sito ufficiale la Regione Puglia proclama che “anche per il 2013 l'iniziativa di attivazione del Numero Verde, 800-085898, per le segnalazioni di reati del mare e reati ambientali sul demanio marittimo. Il periodo di attività del servizio va orientativamente dal 1 luglio 2013 al 15 settembre 2013. Il servizio è assicurato dalle 9,30 alle 18,30 dal lunedì alla domenica in varie modalità e con la collaborazione di altre forze attive sul territorio”.

Fin qui sembrerebbe che vi abbiamo raccontato la storiella che oramai si ripete da otto anni questa parte. Ma ecco la sorpresa: il numero verde non funziona, non è attivo!

Era consuetudine avviare l’oramai consolidato servizio il 15 giugno per poi terminarlo il 15 settembre. Ma dopo otto anni di attività continua a difesa della costa pugliese, il Numero Verde quest’anno non è ancora operativo e gli sforzi del WWF per riconfermare questo importante strumento di mediazione virtuosa fra le istituzioni e i cittadini per la difesa del territorio, unico esempio in Italia, si sono purtroppo dimostrati vani.

E giù decine di mail di protesta da parte dei cittadini indignati, la stampa che ci chiama per chiederci cosa stia accadendo, sui social network si scatenano discussioni e intanto in Puglia, crocevia delle ecomafie e dei reati contro l’ambiente, si registrano i sequestri operati dalle Forze dell’Ordine nel Salento riguardanti abusi edilizi e distruzione delle dune costiere …..

Dopo tutto questo clamore mediatico, quindi, non possiamo esimerci dall’esprime tutte le nostre perplessità. Cosa rispondere ai cittadini che ci segnalano le violazioni dell’Ordinanza Balneare emanata proprio dalla Regione Puglia nel 2013?

Le migliaia di segnalazioni telefoniche pervenute nel corso dell’estate 2012 al centralino del WWF, di cui oltre 400 girate alle autorità competenti (comuni, Forze dell’Ordine, enti, istituzioni) e seguite dalle verifiche dei volontari e dall’intervento degli organi di polizia giudiziaria, sono soltanto un esempio di quanto, nel corso degli anni, questo servizio abbia riscosso un notevole successo sia sul terreno del coinvolgimento e della sensibilizzazione dei cittadini sia nel rafforzamento degli strumenti di controllo e salvaguardia del territorio. Un patrimonio di conoscenze che ha travalicato i confini regionali, tant’è che ogni anno ci sono arrivate richieste dalle regioni limitrofe.

Che fine hanno fatto i buoni propositi enunciati dalla Giunta regionale nelle conferenze stampa della scorsa estate? Non chiediamo altro che dar seguito a tutte le dichiarazioni pubbliche rese dagli amministratori regionali che, diversamente, saranno derubricate a mere promesse non mantenute. A chi ha la memoria corta ricordiamo che il Numero Verde nacque come uno strumento operativo che aveva lo scopo di creare un tramite tra cittadino e istituzioni, nell’ambito di quella importantissima Legge regionale per la difesa delle coste, che fu voluta dagli stessi operatori economici e alla stesura della quale contribuirono tutte le maggiori associazioni ambientaliste. Una Legge che ha consentito alla Puglia di essere un modello di riferimento per le altre regioni, impedendo la cementificazione costiera e consentendo lo sviluppo della migliore imprenditoria balneare.

Per questo la costa pugliese, dal Gargano al Salento, non può perdere il Numero Verde, un alleato importante per la difesa delle sue straordinarie peculiarità ambientali.

Il WWF invita comunque i cittadini a non abbassare la guardia e a segnalare tutti gli abusi direttamente all’Assessorato al Demanio della Regione Puglia Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e alle Forze dell'Ordine.

 

 

*Ufficio stampa WWF Puglia

 

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