Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Crisi Miulli, domani aggionamento del tavolo tecnico

Lettera

 

 

Sarà aggiornato domani, giovedì 11 luglio il tavolo tecnico “triangolare” insediato sabato pomeriggio nella sede della Presidenza della Regione Puglia per individuare soluzioni condivise per superare il difficile momento che l’Ente Ecclesiastico Miulli sta attraversando.

Pubblichiamo di seguito la Nota Promemoria inviata oggi dall’ Associazione e dal Comitato Cittadino in difesa dellOspedale Miulli alla Presidenza della Regione Puglia, all’Ass. Sanità Regione Puglia, all’Ente Ecclesiastico che gestisce l’Ospedale Miulli, ai Rappresentanti Sindacali dell’Ospedale Miulli e al Sindaco di Acquaviva.

 

“In occasione dell’incontro dell’11 luglio, nella qualità di portatori diritti sull’Ospedale Miulli, in quanto Cittadini di Acquaviva e della Puglia, ci permettiamo di richiamare la Vostra attenzione al doveroso rispetto delle Tavole di Fondazione e delle leggi, formulando fin d’ora la riserva di costituirci altrimenti parte civile in quanto parte lesa. E pertanto richiamiamo i seguenti punti.

1. La Regione Puglia sta meritoriamente cercando di risolvere la situazione debitoria dell’Ospedale Miulli (o dell’attuale governance ecclesiastica?) con la collaborazione dei Sindacati e del Sindaco di Acquaviva, tramite il varo di un’intesa preliminare per un concordato preventivo per continuità aziendale, presentato dall’Ente Ecclesiastico al Tribunale di Bari. Esperite in via preliminare tutte le procedure, il caso ha due vie: il fallimento dell’Ospedale (che va escluso, ma non quello dell’Ente Ecclesiastico) o l’accordo tra i creditori. Ci preme ricordare, tuttavia al riguardo, che la Regione Puglia ha omesso per l’Ospedale Miulli il doveroso riconoscimento di Ente Ospedaliero, ai sensi dell’art. 3 e 4 della legge n.132/1968, in quanto l’Ospedale Miulli è per Decreto Reale del 1896 una IPAB.

2. L’Ospedale è un lascito testamentario ai poveri infermi di Acquaviva. L’art. 630 del c.c. afferma che nel caso di donazione generica il lascito va alla Città (prima all’ECA). Il Miulli è dunque un bene della Città, confermato dal Decreto Reale, unico ed insuperabile suo riconoscimento civile, mai abrogato. Regione e Comune devono attenersi pertanto alla sentenza della Cassazione, n. 601 del 27 gennaio 1981, che afferma che la pubblica funzione per agire non ha bisogno dell’autorizzazione preventiva del giudice, ma deve essere responsabilmente esercitata.

3. L’Attestato del 1.10.1987, che è a fondamento amministrativo dell’Ecclesiasticità, è stato formulato occultando intenzionalmente sia il Testamento dell’avv. Miulli e sia il Decreto di Umberto I del 27.12.1896, operazione questa sanzionata come reato dall’art. 85 della legge Crispi, n. 6972/1890. L’occultamento dei due fondamentali documenti giuridici della pubblicità dell’Ente come Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza/IPAB, fa di fatto cadere nel nulla il suddetto Attestato,e la conseguente iscrizione dell’Ospedale Miulli come Ente Ecclesiastico nel Registro delle Persone Giuridiche presso il Tribunale di Bari, ora Prefettura, perché conseguente ad un atto illegale e nullo, sollecitato e richiesto con millantata natura giuridica dal sedicente Ente Ecclesiastico. Tutto ciò ha comportato l’usurpazione di un istituzione pubblica, con conseguente gestione padronale e autocratica dell’Ospedale Miulli e la pretesa di risanamento da parte della Regione della conseguente situazione debitoria (virtuale o reale?).

4. In questa fase invece che individuare i responsabili della ‘mala gestio’, si ricorre all’espediente di scaricare il dramma, se vero, soprattutto sul personale dell’Ospedale, che non può essere né collocato in cassa integrazione né depositario e responsabile dell’ammortamento del ventilato debito (e mai dimostrato) da parte dell’Ente Ecclesiastico, anche perché allo stesso personale è stato negato, nonostante incessanti richieste, di conoscere la situazione economico-finanziaria dell’Ospedale. Dov’erano, invece, il responsabile amministrativo, i revisori dei conti e la Tesoreria? C’era un bilancio ufficiale? E sono stati controllati gli ammortamenti, unitamente all’inventario dei beni mobili ed immobili, le forniture , l’attività delle imprese partecipate vincolate per 99 anni dal Vescovo-Governatore tra il privato e il sedicente Ente Ecclesiastico e l’incidenza delle consulenze?

Ci auguriamo chiarezza assoluta, rispetto delle Tavole di Fondazione e delle leggi dello Stato, e che sia risparmiata all’Ospedale Miulli la sorte del S. Raffaele di Milano e dell’IDI di Roma. Noi vigileremo con la responsabilità dovuta ed opportuna della cittadinanza attiva. Abbiamo fiducia nell’Assessore alla Salute e nel dr. Pellegrino”.

 

Acquaviva d. F., 10.7.2013 -    

 

*Associazione e Comitato Cittadino in difesa dell’Ospedale Miulli

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