Martedì 13 Novembre 2018
   
Text Size

Nasce il Presidio Slow Food del “Cece Nero della Murgia Carsica”

part. locandina_cece_nero_slowfood

 Cece Nero_della_Murgia_Carsica 

Recuperare la coltivazione del cece nero facendolo conoscere anche al di fuori della provincia di Bari.

È questo l’obiettivo del neonato Presidio Slow Food del “Cece Nero della Murgia Carsica” che sarà presentato giovedì prossimo 30 maggio nel corso di una iniziativa che si svolgerà a partire dalle ore 10 presso la sala convegni della Camera di Commercio di Bari (Corso Cavour 2), e che è organizzata oltre che dall’Ente Camerale barese anche dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori).

Oltre alla presentazione del Presidio Slow Food si darà ampio spazio alla degustazione di ricette che esaltano il gusto del Cece nero con un laboratorio. Il tutto sarà realizzato in collaborazione con la Comunità dei contadini del presidio, con il Gruppo Folkloristico del “Centro Polivalente Anziani” di Acquaviva delle Fonti e con il secondo Circolo didattico “Collodi” di Acquaviva delle Fonti.

Alla presentazione interverranno: Anna Maria Bosco (dirigente del 2° circolo didattico Collodi di Acquaviva delle Fonti), Marcello Longo (consigliere nazionale Fondazione Slow Food per la

Biodiversità Onlus), Antonio Barile (presidente Cia Puglia), Franco Caruso (direttore Cia provincia di Bari), Alessandro Ambruosi (presidente Camera di Commercio di Bari) e Vito

Abrusci (responsabile produttori del Presidio).

Numerosi gli eventi che saranno realizzati a corollario della presentazione con un laboratorio del gusto e la degustazione di piatti preparati a base di cece nero dalla comunità dei produttori in collaborazione con lo chef Vito Pastore del ristorante “Unico”, accompagnati da vini primitivi Doc Gioia del Colle della Cantina “Tenute Chiaromonte”.

I piatti tipici preparati a base di cece nero saranno, inoltre, somministrati in stoviglie biodegradabili e compostabili, quindi ecosostenibili, della linea Ecozema.

Inoltre ci sarà la esibizione di balli a cura del Centro polivalente anziani e degli alunni del 2°

circolo Collodi di Acquaviva delle Fonti.

Il cece nero si coltiva da sempre nella Murgia carsica - l’area meridionale delle Murge baresi che comprende i comuni di Acquaviva delle Fonti, Cassano e Santeramo in Colle (in provincia di Bari) - caratterizzata da una presenza particolare di grotte e ipogei, dove i terreni sabbiosi sono particolarmente vocati per la coltivazione di cipolle e legumi.

Già dall’Ottocento era consumato in particolare nelle famiglie contadine, dove costituiva un’ottima integrazione a una dieta povera di proteine, tanto da essere consigliato particolarmente alle partorienti. Il cece nero si coltivava insieme a fagioli, fave, lupini, lenticchie, in rotazione con frumento o pomodori, e ancora oggi si avvicenda utilmente a grano e cipolle.

Fino agli anni Cinquanta il cece nero era ancora presente sulle tavole murgesi, poi la coltivazione si è ridotta per l’introduzione di colture specializzate più redditizie, quali olivo e vigneto; molte aree agricole sono state edificate e sul mercato sono arrivati legumi che richiedono meno tempo per la cottura. Il cece nero richiede infatti 12 ore di ammollo e circa 2 ore di cottura, ma vale la pena: croccante, sapido, con uno straordinario contenuto in fibra (2,5 volte in più dei ceci comuni) ma con il 40% in meno di amidi e zuccheri.

Il Presidio coinvolge numerosi produttori che conservano il seme autoctono e che si propongono di recuperarne la coltivazione facendo conoscere questo cece tradizionale anche al di fuori della provincia di Bari.

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI