Martedì 13 Novembre 2018
   
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Aperto ad Acquaviva lo Sportello Info Alzheimer

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Info Alzheimer è questo il nome dello sportello informativo per le demenze destinato a diventare un importante punto di riferimento per le famiglie del nostro territorio.

Lo Sportelo, ospitato presso il Centro di Ascolto per le Famiglie dell’Opera Mariana del Samaritano (in via Sant’Agostino 4 ad Acquaviva) è aperto al pubblico ogni venerdì dalle 16 alle 18, di mattina su appuntamento (cell. 320 0517932 e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ).

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“L’Info Alzheimer- è stato precisato durante l’incontro di presentazione promosso dall’Associazione Alzheimer Italia Bari, dalla Caritas Diocesana e dal Centro di Ascolto per le Famiglie l’Info Alzheimer- offrirà non solo informazioni ma anche sostegno emotivo, aiuto pratico e su richiesta servizi di valutazione neuropsicologica, consulenze specialistiche, assistenza domiciliare, riabilitazione cognitiva e assistenza legale rispondendo ai bisogni e necessità del paziente e dei familiari”.

Insomma dal “to cure al to care”, questo in sintesi il ruolo dello Sportello Alzheimer di Acquaviva delle Fonti, l’assistenza al malato di Alzheimer e il sostegno alle famiglie. L’Alzheimer – ha detto la psicologa Giovanna Capozzo- produce due vittime il paziente e il familiare”.

 

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Che cos’è l’Alzheimer?

“E’ una malattia neurologica degenerativa che distrugge progressivamente le cellule del cervello, rendendo a poco a poco l’individuo incapace di svolgere da solo una vita normale”. Il dott. Pietro Schino, presidente dell’Associazione Alzheimer Italia Bari, nel suo intervento l’ha paragonata ad “uno tsunami che inabissa ogni esistenza, sconvolge gli equilibri familiari, altera lo stato cognitivo, cessa la memoria, colpisce il linguaggio e sottrae l’identità di chi ne è colpito gettandolo in una dimensione dove lo spazio, il tempo e a volte anche gli affetti perdono significato. Tutti possono ammalarsi di Alzheimer, non c’è alcun modo di evitare che si spengano le luci, il cervello diventa meno trofico tanto che viene chiamata ‘la malattia della prugna secca’. Colpisce materialmente una persona ma ne ferisce molte altre: innanzitutto la famiglia su cui ricadono tutte le problematiche.

La malattia è stata scoperta nel 1907 dal neurologo tedesco Alois Perusini che con l’italiano G. Perusini ne descrisse i sintomi e gli aspetti neuropatologici. Possiamo parlare di ‘epidemia’ se consideriamo che a distanza di cento anni con l’aumento dell’aspettativa di vita viene diagnosticato un caso ogni 7 secondi, nel mondo ci sono 7 milioni di casi di Alzheimer, 26 milioni in Europa, centinaia di migliaia di pazienti in Italia, 6300 persone nella sola Bari. C’è moltissimo da fare per le famiglie di questi pazienti, il nostro sogno è realizzare una casa Alzheimer per aiutare e proteggere. Chi come me ha vissuto questa esperienza ne rimane segnato, mi ha fatto crescere dal punto di vista umano”.

L’Associazione Alzheimer Bari (Viale Unità d’Italia 67) nasce nel 2002 per opera di un gruppo di familiari desiderosi di aiutare coloro che si trovano a dover affrontare la dura realtà della malattia sollecitazione di Ignazio Schino, giornalista e scrittore pugliese, colpito dall’Alzheimer. Lavora attivamente su tutto il territorio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche relative alla malattia di Alzheimer sia da un punto di vista clinico che sociologico. Ha al suo attivo numerosi convegni e manifestazioni finalizzati alla diffusione di informazioni sulla malattia e sulla gestione del malato. Da gennaio 2012 l’associazione ha inaugurato il primo Caffè Alzheimer aperto tre giorni a settimana: l’Amaryllis Café in cui i familiari seguiti da operatori qualificati potranno trascorrere una pausa confrontandosi e informandosi grazie al supporto di psicologi. (info e prenotazioni: 329 1630860 e 334 7857197).

Materiale informativo_e_libri_sul_tema_AlzheimerSecondo quanto riferito dal geriatra Francesco Mastroianni “l’Alzheimer colpisce il 5% dei soggetti che hanno più di 65 anni di età con una incidenza maggiore per le donne. Tra i fattori di rischio anche la familiarità, allele ε4 dell’Apoe, trauma cranico, bassa scolarità, trisomia 21, esposizione ad alluminio”. Si tratta di una malattia lunga (10-12 anni circa). Il paziente come primi sintomi manifesta nella fase iniziale: anedonia, minimo disorientamento temporale, difficoltà a ricordare eventi recenti, deficit di prassia costruttiva; nella fase intermedia: disturbi del linguaggio, aprassia dell’abbigliamento, alterazioni comportamentali.; e nella fase terminale mutismo, crisi epilettiche, perdita dell’autosufficienza, incontinenza degli sfinteri”.

Decisamente più tecnico è stato l’intervento del neurologo Filippo Tamma, i neuroni sono distrutti con la diminuzione di acetilcolina e con l’ accumulo di amiloide nel tempo. Attualmente non esiste una cura capace di invertire il decorso della malattia. Le terapie farmacologiche possono solo rallentare il declino cognitivo e alleviare i sintomi della malattia.

“La forza di non essere soli, questo il motto dell’Associazione Alzheimer Bari e del nostro Sportello informativo ha detto al termine dei lavori la dott. ssa Capozzo”.

 

 

 

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