Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Writer, legalità, cultura: soluzioni e conclusioni

writer conclusioni

 

 

Capita in molte occasioni che AcquavivaNet approfondisca alcune, fra le piccole o grandi, questioni sociali acquavivesi. Attenzione: non sempre questo potrebbe essere avvertito come “utile”, o “interessante”, dai nostri amici lettori. Vuoi perché ci sveliamo un po’ troppo seri.

Lungi dal voler annoiare, ci troviamo, oggi, innanzi a una questione locale fra tante: “Allora… Che facciamo?” – Diamo così la notizia, la buttiamo là, due cenni di moralismo e il giorno dopo scompare?… Oppure, magari assieme ai nostri lettori, proponiamo le prime soluzioni, alla cortese attenzione, più in là, di uno o più soggetti? Ci possiamo provare?…

Dunque… Abbiamo da poco parlato di Writer, legalità e cultura. http://www.acquavivanet.it/attualita/3917-writer-qsiate-voi-esempio-di-legalita-e-culturaq.html

Ora, AcquavivaNet, “matura” le sue prime soluzioni poste dal basso: in primo luogo, chi imbratterà i muri non destinati ad Aerosol Art commetterà reato. E, pertanto, servirà installare telecamere presso i punti più nevralgici della città: cominciando da un piano per la tutela dei monumenti cittadini; in secondo luogo, invitiamo gli stessi giovani writer nostrani a promuovere l’idea di iscriversi a tutte quelle associazioni locali che guarderebbero all’arte promuovendo ogni forma di socializzazione, integrazione e promozione del sociale: così da poter poi liberamente sindacare con le Istituzioni qualsiasi iniziativa, progetto, evento – albo writer compreso; in terzo, resterebbe l’iniziativa fondamentale delle scuole, per una campagna di prevenzione al fenomeno vandalico e di collaborazione per percorsi costruttivi extra-scolastici, contrari alla dispersione dagli studi, coi network di associazioni locali e le Istituzioni comunali.

Conclusioni: l'atto vandalico resta un reato, ma che meriterebbe di essere oggetto di una campagna di prevenzione. L'Aerosol Art, se riconosciuta localmente, deve prevedere spazi individuati “e” un laboratorio promosso direttamente da un network di associazionismo. Gli spazi, da soli, non basteranno: soprattutto per i minori, bisognerà “tutelarli dalla strada”, da ogni eventuale tentazione da sette in condotta.

Il problema del rimanere per strada significherebbe giustificare una spirale auto-distruttiva, nata anche dall'illusione di poter emulare personaggi hip-hop: figli di una concezione consumistica multinazionale; che esorta spesso a “non pensare” (con la propria nuca), “emulare” (ologrammi, nichilisti, solo mediatici) e ad “accontentarsi nel vivere confinati in un ghetto” – prima sognato e immaginario, poi reale.

Rivalutiamo, dunque, i possibili talenti di questa forma d’arte: fare della loro arte un servizio di auto-soddisfacimento nella stima, come per i privati, o per la rivalutazione politica, auto-cosciente, del proprio territorio o per quelle iniziative di promozione dell’identità culturale, storica, civica, della comunità cittadina.

“Pane al pane, vino al vino”. E qualora il lettore sia interessato ad esporre la propria, non la neghi.

 


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