Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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La “Questione Antenna”: a fine 2012, restano solo domande

antenna di_piazza_della_torre

 

 

Il 2012 volge al termine. Resteranno solo domande; alla fine. Sulla “Questione Antenna”, come testata, abbiamo lasciato alle spalle un lungo percorso di articoli e di interessanti episodi: abbiamo cercato di fare, in merito, informazione sin dai giorni di marzo. I primi: quelli dell'installazione in Piazza Della Torre (da quel giorno 8 in poi). E ove sarà possibile, lo faremo ancora.

Siamo, però, arrivati a un punto dove, in tutta onestà, si è pubblicato tutto ciò che era possibile pubblicare. E notiamo che, più si va avanti, più si infittisce una nebbia in fondo al tunnel (andando oltre i confini acquavivesi): abbiamo “anche” conosciuto la recentissima Legge Regionale (Puglia) 14 dicembre 2012 n.44.

http://www.acquavivanet.it/politica/3874-la-qquestione-antennaq-e-la-nuova-legge-regionale-vas.html

Vogliamo ribadire, facendo opportuna chiarezza a quanto detto nel precedente articolo, che la disciplina V.A.S. (Valutazione ambientale strategica) trova distinzioni di adozione di regione in regione: e, come tutte le leggi regionali, può essere soggetta a continui aggiornamenti. Ciò spiega la non diretta interpretazione di una disciplina VAS come generale e omologante; fatta eccezione per quelle attribuzioni che ogni legge regionale “rinvia” normalmente al “nazionale” D.Lgs. n. 152/2006. (In Puglia: art. 21 comma 5 Legge Regionale 14 dicembre 2012 n.44 – Disposizioni transitorie e finali)

Ormai questo 2012 volge al termine. Ricordiamo, ora, un passaggio, una particolare dichiarazione di un consigliere comunale acquavivese, a pochi giorni dall'inizio dei lavori di installazione a Piazza Della Torre (11 marzo 2012): “Io ricordo la battaglia dell’ex-assessore, fatta dalla Compagnia delle Arti, Alberto Della Corte: battaglia che valutava negativamente l’installazione di quell’antenna, e di comune accordo c’erano stati tutti i presupposti per dirottarla in altra location. Questo ripetitore non sa da fare, lo si smonti e subito. A tutti i cittadini: dire no all’antenna!”

Ecco un'ex-consigliere, in un’intervista del 22 aprile 2012: “Il regolamento è in vigore ed è valido a tutti gli effetti, però il regolamento stesso prevede un aggiornamento annuale del piano di installazione comunale delle antenne. Attenzione: aggiornamento che l’ingegner Didonna ha dimenticato di fare. E sarebbe interessante verificare il perché. La sala dove sono contenute le apparecchiature tecniche per il funzionamento della stazione radio base sarebbe la soffitta: tuttora non è solo abusiva, ma, a quanto pare, è cambiata anche la destinazione d’uso. E fino a prova contraria le soffitte sono solo pertinenze dell’abitazione del proprietario. Pertanto, l’abuso edilizio non va mai in prescrizione: c’è solo l’obbligo da parte dell’Ufficio Tecnico di intervenire con gli strumenti repressivi. Nel 2009, la Wind aveva già ottenuto da fare ben due implementazioni per potenziare il servizio UMTS. Ripeto: avevano già goduto di due autorizzazioni. Nello stesso anno, la Wind aveva già incominciato ad interessarsi al proprio progetto antenna in Piazza Felice Della Torre: in questo caso, l’ingegnere dell’Ufficio Tecnico non avrebbe dovuto dire di no? Qualcuno mi sa spiegare cosa serve un sito antenna nel pieno centro storico della città?

Già qualcuno non è in possesso della mappatura Wind: perché già non applica il regolamento e la mappatura, notare bene, la si presenta dal momento in cui si vuol porre in essere quell’impianto e fornendo tutte le informazioni all’Amministrazione comunale.”

L’ingegner Didonna doveva frenare il progetto: “Già dai tempi del Commissario prefettizio.”

L'ex-consigliere (durante l’intervista) presenta, e consegna, alla nostra attenzione un lungo comunicato di 7 punti, cui il primo recita testualmente: “È stomachevole che la compagnia telefonica Wind in 8 marzo abbia iniziato i lavori di installazione della stazione radio sul lastrico solare dell’abitazione sita in Piazza F. Della Torre civico 12 senza che l’Amministrazione Comunale fosse al corrente di una sentenza ad essa sfavorevole emessa dal TAR Puglia nell’udienza tenutasi sin dal 16 novembre 2011 facendosi trovare del tutto impreparata a cercare di fronteggiare la situazione.” E segue anche altro.

http://www.acquavivanet.it/cronaca/3839-qnoq-di-acquavivesi-a-fra-diavolo-e-qquestione-p-zza-della-torreq.html

La “Questione” la si può ricollocare sin ai tempi della Giunta Pistilli, quando, però, la stessa rispose con un regolamento in linea coi contenuti della legge regionale n.5 del 2002. Legge che, secondo l’ing. Didonna, durante il Consiglio Comunale del 30 marzo 2012, la Corte Costituzionale aveva poi dichiarato incostituzionale.

E nel 2006, sempre secondo Didonna, la Regione Puglia non aveva più introdotto alcuna una norma di peso legislativo al pari di quella ormai considerata bocciata.

Dal discorso di Didonna emergerà il caso dell’assenza di un opportuno provvedimento locale: “Se questa amministrazione comunale non adotta una programmazione, non adotta uno strumento normativo, l’ufficio deve fare esclusivamente riferimento alle norme regionali. E queste non prevedono un divieto nelle zone A (come il Centro Storico).” Anche se lo stesso tecnico aggiunge, e ammette, l’assenza di una mappa di copertura Wind.

E Squicciarini, poi, affermerà in sede del medesimo Consiglio: “davanti al vuoto, l’amministrazione doveva uscire con una proposta per bloccare i lavori dell’antenna.”

I casi di Acquaviva delle Fonti e Cassano delle Murge (Contrada Fra Diavolo) sono antecedenti all'entrata in vigore della Legge Regionale 14 dicembre 2012 n. 44; ovvero al 18 dicembre.

“Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.): che sarebbe un’analisi volta a riassumere informazioni sull’impatto ambientale a livello precauzionale; nel rispetto di programmi e piani (previsti dal D.Lgs. nazionale n. 152 del 2006, entrato in vigore il 31 luglio 2007), prima della loro approvazione (ex-ante), poi durante la fase di messa a punto (in-itinere), e, finanche, in un periodo postumo alla messa a punto e che completerebbe la verifica. È proprio quest’ultima fase “post” che servirebbe a completare la valutazione: “attraverso” l’informazione al pubblico e alla promozione della partecipazione pubblica alla fase di programmazione e di pianificazione.”

L’ultimo concetto andrebbe ribadito: “l’informazione al pubblico interessato”; “ex-ante”, “in-itinere” e “post”. Cui, in questo caso, si vuole sottolineare “almeno” la fase “post”.

Di conseguenza, la legge non può essere retroattiva: come ci ricorda, ad esempio, l'art. 21 (primo comma) della medesima legge regionale; nelle Disposizioni transitorie e finali.

Dello stesso articolo, restano poi significativi i commi 3, 4 e 5 (che citeremo per importanza delle novità): comma 3, “Gli articoli 23 e 24 della l. r. 11/2001 sono abrogati”; comma 4, “Sono inoltre revocate: a) la deliberazione della Giunta regionale 13 giugno 2008, n. 981 (Circolare n. 1/2008 – Norme esplicative sulla procedura di Valutazione Ambientale Strategica – VAS – dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 correttivo della Parte Seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152), pubblicata sul BURP 22 luglio 2008, n. 117; b) limitatamente alle parti inerenti alla VAS, la deliberazione della Giunta regionale 28 dicembre 2009, n. 2614, (Circolare esplicativa delle procedure di VIA e VAS ai fini dell’attuazione della Parte Seconda del d.lgs. 152/2006, come modificato dal d.lgs. 4/2008), pubblicata sul BURP 25 gennaio 2010, n. 15”; comma 5, “Per quanto non espressamente previsto nella presente legge, si rinvia al d.lgs. 152/2006”.

Detto questo, la domanda opportuna, a fine anno, è la seguente: “Quale procedura di VAS hanno conosciuto Cassano e Acquaviva dal 31 luglio 2007 al 17 dicembre 2012?” - Pertanto: “In quel lasso di periodo, c'è stato anche il coinvolgimento del pubblico interessato?”

“E sono stati previsti regolamenti comunali ad hoc?” – Domande astratte, ma che meriterebbero risposta…

Perché se questa oggi non c'è, è, forse, la Giunta Regionale pugliese che dovrebbe incominciare ad incanalare ipotesi, regolamentate, di “delocalizzazione” delle antenne preesistenti e di cui non si può, oggi, “accertare da subito” una situazione di trasparenza giuridica. (E ci fermiamo qui. Al momento. E meditando.)

 

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