Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Attacco alla Scuola? La scuola risponde "Flash mob"

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Dopo Bari anche Acquaviva scopre il “flash mob”. Docenti, personale ATA e studenti di Acquaviva si sono dati appuntamento questa mattina alle undici davanti la Cassarmonica in Piazza Vittorio Emanuele II per partecipare alla mobilitazione di protesta nei confronti delle norme contenute nel Disegno di “Legge di Stabilità” promosso dal Governo Monti.

“E’ ora di dire basta ai tagli dei fondi destinati all’Istruzione pubblica, al personale, al contratto non ancora rinnovato, alla precarietà e agli insopportabili luoghi comuni che da tempo opprimono il mondo della scuola”.

Il flash mob ha visto la partecipazione di oltre cento persone, tanti i volantini distribuiti in poco più di un’oretta in piazza tra i passanti incuriositi da questa insolita manifestazione, presenti anche le istituzioni (il sindaco Squicciarini e l’assessore all’Istruzione Pietroforte). Nessuna sigla sindacale per la mobilitazione pacifica voluta fortemente dai docenti organizzatori per far conoscere ai cittadini che ciò che sta accadendo a livello nazionale riguarda tutte le famiglie.

Se continuano a tagliare su Scuola, Sanità e Sociale su che cosa costruiamo la nostra Nazione? -Ci ha detto la prof.ssa Daniela Foresio, docente dell’IISS R. Luxemburg. “Ci vogliono toccare l’incentivazione a tutti quei ruoli che gli insegnanti svolgono fuori dalle ore di lezione. Alla Scuola pubblica vengono attribuite una serie di Educazioni (stradale, sessuale e all’affettività, alimentare, ambientale, alla salute, alla sicurezza) ma queste non vengono svolte nelle ore curricolari perché c’è un programma da portare avanti.
Tutti questi progetti educativi vengono svolti con l’impegno delle varie figure nelle ore pomeridiane. Se riducono il fondo per l’offerta formativa tutto questo non lo si farà più. Se ci danno lo stipendio solo per le ore della mattina ci limiteremo a fare solo quelle. Così facendo la scuola ritornerà indietro nel tempo al 1950. Il lavoro dell’insegnante è come la punta di un Iceberg 18 ore settimanali per le lezioni in classe (c’è poi una infinita serie di ore nascoste sotto il livello del mare per la correzione dei compiti, preparazione delle lezioni e compiti in classe, programmazione didattica, analisi dei singoli casi, adempimenti burocratici, rapporti con le famiglie, aggiornamento personale a proprie spese)”.

Tagliare sulla scuola per la prof.ssa Elia De Bellis – significa tagliare il futuro del nostro Paese!”.

Ecco il meccanismo proposto per il flash mob acquavivese. I partecipanti passeggiavano liberamente sulla piazza, o stavano fermi in piccoli gruppi confrontandosi sul tema e dando chiarimenti ai molti passanti curiosi. Ogni quindici minuti il suono di un fischietto indicava di disporsi in cerchio con le spalle alla Cassarmonica, di uscire i cartelloni realizzati mettendoli bene in vista per due minuti, un secondo fischio rompeva poi le righe.

Il prof. Cosma Cafueri, docente dell’IISS R. Luxemburg ci dice: “la categoria degli insegnanti sbaglia nel comunicare poco con l’esterno, questa mancanza comporta che ci si faccia idee fortemente distorte sul nostro lavoro. I nostri colleghi europei hanno uno stipendio che è doppio o triplo rispetto al nostro a parità di ore di lavoro, sono stimati, rispettati per il loro ruolo sociale e hanno anche più vacanze di noi (facciamo solo un mese). Paradossalmente il positivo del governo Monti di farci fare un terzo di orario in più (da 18 a 24 ore) è stato un’occasione per ripensare alla nostra funzione sociale, farci vedere. Ha creato molta mobilitazione, questa è una iniziativa fatta in amicizia e solidarietà, stiamo tornando all’orgoglio di essere la classe che prepara il futuro del paese. Vogliamo dire alla società che iniziamo una rivendicazione: hanno bloccato il nostro contratto per tre anni e per un altro anno ancora, il nostro potere di acquisto è sceso rispetto all’andamento dei prezzi e al costo della vita. Siamo completamente tartassati vogliamo che finisca questa storia e che i paesi che stanno vivendo la Crisi non si permettono di toccare la scuola. In Italia si punta sulla scuola per fare dei tagli, in Germania e Francia stanno investendo, investono perfino in Spagna che c’è la crisi. Cosa vogliamo fare del futuro del nostro paese? Stanno cercando di togliere 150 milioni di euro alla scuola pubblica e ne danno 226 alla scuola privata, questo è assurdo...per non parlare poi delle pensioni. La società deve saperle la scuola è un tesoro da tutelare, la scuola è la scatola in cui si fabbrica il futuro di una nazione, ogni ragazzo è il Futuro e se non si investe sul futuro che futuro ha una Nazione? in Europa si investe tanto in scuola, formazione e ricerca, in Italia invece si taglia proprio sull’Istruzione, che futuro potrà mai avere il nostro Paese?

Siamo soddisfatti della risposta avuta questa mattina, l’obiettivo è stato sicuramente raggiunto, mobilitazione è andata oltre le aspettative, cominciamo a sentirci di nuovo classe insegnante, la gente ci ha chiesto informazioni, non ci ha solo guardati, intendiamo far parlare di più di noi all’esterno con progetti costruttivi di comunicazione verso le famiglie e i media”.

FOTOGALLERY

 

 Pubblichiamo di seguito il volantino distribuito ai passanti.

ATTACCO ALLA SCUOLA?

La scuola risponde

“FLASH MOB”

E’ ora di dire basta: che la crisi sia pagata da chi l’ha

provocata e che continua ad arricchirsi!

Oggi tutto il personale della scuola di Acquaviva è in piazza per manifestare autorganizzati e gridare la propria indignazione per il brutale attacco che la gente comune sta subendo per opera di un potere prepotente che, mascherato da tecnico, sta proseguendo il lavoro sporco di far pagare la crisi alla gente comune, a chi da sempre ha pagato.

Noi pensiamo che la scuola debba essere innanzitutto di chi la frequenta e di chi vi lavora perciò è necessaria l’unità e il protagonismo diretto d’insegnanti, precari, studenti personale di servizio e genitori per difenderla e migliorarla dando vita ad ambiti sociali e unitari che non solo si impegnino nelle lotte contro gli attacchi, ma fin da subito si provino anche nel migliorare la vivibilità della scuola.

Per raggiungere quest’obiettivo crediamo nell’impegno in prima persona basato su una fiducia reciproca crescente che si poggia su un principio di solidarietà.

Per queste ragioni la scuola che siamo impegnati a costruire potrebbe essere solo un luogo dove imparare, ma anche in cui crescere come persone, ritrovarsi per costruire insieme momenti lucidi e culturali.

Una scuola sempre aperta e accogliente per tutte e tutti, anche per la gente dei quartieri e dei paesi in cui opera. Una scuola più sicura con edifici adeguati e dignitosi.

Questa per noi è la via per uscire dalla crisi. Non quella imboccata dal governo Monti che porta alla distruzione di scuola, sanità, servizi sociali, a licenziamenti e cancellazione di diritti sia nel lavoro sia sociali.

 

*IL PERSONALE DELLE SCUOLE

DI ACQUAVIVA DELEL FONTI E DEL TERRITORI  

Commenti  

 
#10 Preside 2012-11-23 11:09
Prof incavolato , potresti gentilmente farti identificare? Nome e Cognome, cominciamo da qui, piuttosto che stare a guardare i politici, dovresti dare tu l'esempio, non trovi?
 
 
#9 Walter 2012-11-22 09:25
I PD di noialtri hanno seguito l'insegnamento di Veltroni: "MA ANCHE"! Solo che Veltroni, da sindaco ha cambiato la sua citta in meglio, qui Squicciarini in peggio!!
 
 
#8 Prof incavolato 2012-11-22 08:37
Michele Natale a che titolo parli in nome della piazza? A te personalmente può non aver dato fastidio quella presenza. Per il resto si può essere d'accordo con il tuo ragionamento, ma la presenza di 100 persone (?) a fronte di 8 scuole presenti sul territorio dovrebbe far riflettere sulla scarsa sensibilità di noi insegnanti e soprattutto delle famiglie alla situazione "scuola". È evidente che certe presenze avranno potuto allontanare qualcuno dalla iniziativa e certamente se i "nostri politici locali" se convinti della protesta potevano e possono farsi sentire con iniziative istituzionali e di partito!
 
 
#7 MICHELE NATALE 2012-11-22 00:52
Non mi è chiaro com'è possibile commentare con tanta veemenza due presenze al fashmob degli insegnanti ad Acquaviva, e tacere completamente sul significato di quella manifestazione e su oltre cento presenze.
Forse è la stupidità di una lettura politica dell’avveniment o che annebbia la vista e spinge tanta gente a schizzare per la tangente, fino a ignorare la presenza di oltre cento persone. Non riuscire ad afferrare la complessità e la ricchezza di quella piazza è a mio avviso un errore enorme.
Possibile che le differenze e le diversità presenti in piazza siano sfuggite? Possibile che non si è notata l’assenza dello spirito d’appartenenza e la presenza dei rapporti di amicizia e solidarietà fra i manifestanti, valori questi che univano la piazza, nel tentativo di creare uno sbarramento all’attacco che l’intera società sta subendo.
Certo la presenza del sindaco Squicciarini e dell’assessore Pietroforte, dal punto di vista dell’appartenen za politica pone degli interrogativi al mondo politico, ma a quella piazza certamente non ha sollevato nessun problema! L’obiettivo dei flashmob è di aprire canali di comunicazione con l’opinione pubblica, nel suo insieme e nessuno escluso, raccogliere l’appoggio e la solidarietà di chiunque, superando le barriere dell’appartenen za e puntare a costruire un processo che punti a unire nella trasparenza e fuori dall'opportunis mo politico.
Il flashmob è un tentativo di uscire dalle forme istituzionalizz ate della protesta: cortei, scioperi debitamente preavvisati, persino scontri a conferma della necessità di una forza istituzionalizz ata a difesa del “disordine” pubblico. Quello che non si è capito e che la logica politica non ha futuro. Quello che anche ad Acquaviva si è avviato è un nuovo modo d’intendere la costruzione del futuro, una costruzione possibile fuori dalle gabbie istituzionali e dalla politica. Percorso possibile proprio attraverso la sperimentazione delle forme d’impegno politico e la costituzione di “gruppi d’impegno in amicizia”. Gruppi di diversi, uniti da un rapporto libero e franco, in amicizia.
 
 
#6 Emma 2012-11-21 17:36
Il sindaco e l'assessora al posto di protestare contro il loro governo (chissà che ne penserebbe Bersani della loro presenza) non si occupano di risolvere il problema della mensa scolastica ad Acquaviva!!! Quando aggiudicheranno definitivamente la gara? Pagherà qualcuno degli errori fatti?
 
 
#5 Prof incavolato 2012-11-21 11:13
Il PD con la sua parlamentare del Rubinato, ha presentato la proposta in deroga al patto di stabilità di ben 223 milioni per le scuole private italiane.
Questa è la politca del PD per le SCUOLE STATALI. Gli amministratori locali si informino prima di unirsi (con leggerezza e superficialità) a demagociche (per loro) proteste di piazza. Del resto che si può attendere da chi amministra Acquaviva in così superficiale
 
 
#4 tonio 2012-11-20 21:29
squicciarini e pietroforte ma che ci fate liii?????? quella è una manifestazione contro il governo monti che il vostro partito sostieeene!!!!! allo sbando ormai...siete irrecuperabili! !!! non capite più dove inizia la maggioranza e dove l opposizione. siete unici!!
 
 
#3 Sandra 2012-11-20 20:41
Hanno proprio un bel coraggio i nostri politici a presentarsi a queste manifestazioni.
 
 
#2 Uncle Rock 2012-11-20 19:08
@PD X tutti non è questione di coerenza ma pur di apparire il sindaco e l'assessore PD non si accorgono di essere inopportuni.
 
 
#1 Pd X tutti 2012-11-19 14:48
Ma il PD non sostiene il governo Monti? Il sindaco Squicciarini e l'assessore Pietroforte non sono iscritti al PD? Coerenza zero!
 

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