Martedì 13 Novembre 2018
   
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Leoncini: "Riconosciuto l'indennizzo ai talidomitici"

luca leoncini

AcquavivaNet intervista il Responsabile Legale, Avv. Luca Leoncini, dell’Associazione Consumatori Puglia. Ricordiamo, pertanto, il suo appello alla fine dello scorso febbraio: “risarcire i disabili per Talidomide”.

http://www.acquavivanet.it/attualita/2844-leoncini-qrisarcire-i-disabili-per-talidomideq.html

Dal blog “GenLocal”: “Riconosciuta, per la prima volta in Italia, la rivalutazione dell’indennizzo per i talidomidici: cioè i cittadini affetti da gravi malformazioni congenite a causa di un farmaco somministrato alle gestanti e contenente il talidomide.

I Tribunali di Torino e Bari, con una condanna senza precedenti in giurisprudenza, hanno condannato il Ministero della Salute al pagamento degli arretrati spettanti a titolo di rivalutazione dell’indennizzo a decorrere dall’anno 2008 fino ad oggi per una somma complessiva dicirca 50.000,00 euro. I giudici hanno quindi confermato la tesi degli avvocati Luca Leoncini e Andrea Azzone, i quali rivendicavano per i loro assistiti la giusta rivalutazione dell’indennità integrativa speciale che, a ben vedere, il Ministero non applicava correttamente alla luce di una consulenza tecnica che ha evidenziato l’esatto ammontare delle differenze dovute. Si prospetta in tal modo la possibilità, per tutti i beneficiari dell’indennizzo ex L.244/07, di rivendicare ora la giusta rivalutazione dell’indennità secondo il tasso d’inflazione programmata.”

http://genlocal.wordpress.com/2012/11/13/44/

Avvocato Leoncini, come ha vissuto questi giorni di grande novità?

 

“Ho partecipato ad un’assemblea nazionale dei talidomitici, a Padova: siamo stati invitati come tessuto legale, in cui abbiamo illustrato, con cura, i diritti e le rivendicazioni in ambito giuridico che possono essere poste direttamente dai soggetti talidomitici. In particolare, la rivalutazione monetaria e gli interessi legali attribuibili all’indennizzo. La cosa importante sono due sentenze, ovvero due provvedimenti, con i quali lo Stato è stato condannato: e non ha precedenti in Italia. Nonostante ciò, il Ministero della Salute ancora non ottempera a quanto deciso dai due tribunali. Per cui, è necessario procedere anche a una seconda fase esecutiva per poter procedere alla liquidazione delle somme spettanti. Questo provvedimento giudiziario si basa su una consulenza tecnica che abbiamo fatto fare al nostro consulente di fiducia, la quale ha evidenziato un errore da parte del Ministero: non sappiamo se volontario. Però, nessuno si è mai accorto che a partire dal gennaio 2008, cioè: da quando è entrata in vigore una particolare legge, il Ministero calcolava in maniera errata un certo indennizzo… Per cui, oggi, dal 2008 al 2012 sono maturati degli arretrati e che ammontano mediamente alla somma di 50.000 euro per ogni danneggiato... Abbiamo già la sentenza del Tribunale di Torino e di Bari, sono in corso altri ricorsi presso i tribunali del Piemonte, della Lombardia, della Puglia, della Sicilia e del Lazio. Sono pendenti dei ricorsi che avranno, penso, verosimilmente dei verdetti positivi. Se il Ministero della Salute, come è stato per il discorso sul risarcimento per la vicenda “sangue infetto”, potrebbe, dunque, non ottemperare queste sentenze: l’unica strada sarebbe poi il giudizio al TAR e facendo ricorso. In seguito al quale, il TAR nominerà, credo, un commissario ad acta che provvederà poi alla liquidazione delle somme. TAR in base al tribunale competente per territorio.”

Segue i casi, dunque, pugliesi e meridionali?

“Seguo diversi casi in Italia: ho ricevuto richieste di tutela da parte di alcuni talidomitici che sono sparsi in tutta Italia e che inizialmente erano scettici… Non credevano a quello che noi, come avvocati, io insieme al collega Andrea Azzone, sostenevamo già da alcuni mesi.”

 


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