Lunedì 19 Novembre 2018
   
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Rivoluzione "Verde" ad Acquaviva. Nasce il Comitato "Rifiuti Zero"

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La cultura del “Zero Waste” propone l’utilizzo delle migliori pratiche possibili finalizzate alla riduzione, al riuso, al riciclo dei rifiuti, estendendo responsabilità e vantaggi economici ai produttori e puntando ad una “economia di comunità” basata sulla riparazione-riuso dei beni e sul recupero di materiali. Il primo comune italiano ad aderire alla strategia Rifiuti Zero è stato Capannori (LU) in Toscana. Al 27 marzo 2012 sono 72 i comuni italiani aderenti alla Strategia Rifiuti Zero, per un bacino complessivo di 2.230.560 abitanti. In Puglia, la strategia del Professore statunitense Paul Connect si diffonde come un onda. In Primis Modugno, che dopo aver combattuto contro la realizzazione di un inceneritore nel proprio territorio, ha intrapreso il percorso di “Rifiuti Zero”. Assieme a Modugno, i Comuni di Bitetto, Binetto, Bitritto, Sannicandro, Giovinazzo, Palo del Colle (in totale circa 115.000 residenti) hanno deciso di intraprendere un percorso unitario, dopo la soppressione dell’ATO BA 2, che li porterà a coordinare insieme la gestione dei rifiuti secondo il modello delle best practice di Zero Waste. Anche Acquaviva delle Fonti vuole intraprendere un cammino di Cittadinanza Attiva in grado di proporre e realizzare la “Rivoluzione Verde” delle best practice dei Comuni Ricicloni d'Italia. È nato a tal fine il Comitato di Cittadinanza Attiva “Rifiuti Zero x Acquaviva” (gruppo Facebook Acquaviva verso Rifiuti Zero), un gruppo di alcuni cittadini che concretamente vogliono educarsi ed educare al rispetto dell'ambiente in cui vivono, affinché quello che oggi si presenta come un problema ingombrante, possa rivelarsi una risorsa. La Voce del Paese in esclusiva ha intervistato questo ‘rivoluzionario’ “Comitato Verde”.

 

Per qualcuno è solo uno slogan, per altri pura utopia. Ma in concreto cosa è Rifiuti Zero?

 

“Ne uno slogan, ne un’utopia! Rifiuti Zero potrebbe avere tanti nomi diversi come “Viva l’immondizia” o “Ricicla che ti passa”. La sostanza non sta nel nome poiché è un modo di essere e non si possono considerare utopia le iniziative innovative che in numerosi comuni italiani si stanno applicando con successo, a partire da Capannori (in provincia di Lucca), dove è nata la strategia di Rifiuti Zero per giungere alle nostre realtà locali quali Bitetto, Modugno, Bitritto e Sannicandro e tanti altri comuni pugliesi.

Rifiuti Zero vuol dire capire come gestire i rifiuti, prevenirli e farli diventare una risorsa attraverso dieci buone prassi che sono i pilastri della strategia:

  1. 1.separazione alla fonte;
  2. 2.raccolta porta a porta;
  3. 3.compostaggio;
  4. 4.riciclaggio;
  5. 5.riduzione dei rifiuti;
  6. 6.riuso e riparazione;
  7. 7.tariffazione puntuale;
  8. 8.recupero dei rifiuti;
  9. 9.centro di ricerca e riprogettazione;

10. azzeramento rifiuti.

Tali obiettivi si pongono in controtendenza alle attuali metodologie di raccolta indifferenziata, che portano all’insostenibilità sia ambientale sia economica del sistema vigente. La tabella di marcia proposta da Rifiuti Zero porta alla razionalizzazione di tutto il processo, che parte dalla scelta di ognuno di creare o meno un rifiuto e arriva al beneficio collettivo che una corretta applicazione comporta”.

 

Come può una società di massa iper consumista arrivare a produrre o almeno a tendere alla produzione di zero rifiuti?

 

“Intanto è necessario coinvolgere direttamente le aziende e le industrie che dovrebbero produrre quello che acquistiamo, facendo rientrare nella fase di progettazione del prodotto la possibilità di riciclare ogni sua componente al termine del suo utilizzo, ed indicando per esempio con precisione i tipi di materiali utilizzati e dove essi vanno conferiti. Tali indicazioni, tuttavia sono adottate ancora da poche aziende e catene, ma potrebbero essere incentivate da un meccanismo di premialità.

Molto dipende poi dalle amministrazioni locali che devono promuovere sempre più creativi processi di riciclo dei rifiuti e riutilizzo, in particolare la raccolta porta a porta puntuale, con un calendario preciso e delle indicazioni minuziose da fornire ai cittadini, in modo che la raccolta di ciò che viene separato alla fonte, possa essere risorsa da reinserire in una filiera produttiva, si auspica locale, così da poter creare lavoro, risorse e benessere per il paese.

Tutto il processo non può infine prescindere dal senso di responsabilità del singolo cittadino il quale è il principale attore nell’esercizio di queste prassi virtuose, nonché beneficiario e benefattore verso la comunità presente e futura.

L’adesione e l’attuazione di Rifiuti Zero può rappresentare il successo di una intera comunità che si interessa al proprio bene e al futuro delle proprie generazioni. Citando una frase di John Buchan, cara al movimento Rifiuti Zero: “possiamo pagare il nostro debito verso il passato solo ponendo il nostro futuro in debito verso di noi”.

 

Anche perché non tutti i prodotti di massa sono riciclabili, riutilizzabili…

 

“Nella loro interezza no, ma ogni apparecchio all’apparenza non riciclabile o riutilizzabile contiene tante parti differenziabili più piccole che lo compongono ed esistono aziende che si occupano proprio di questi processi. L’obiettivo comunque è quello di ridurre al minimo la produzione di rifiuti che non abbiano altra strada se non quella della discarica (utilizzo di detersivi alla spina, sacchetti della spesa compostabili, pannolini lavabili ecc). Se nella cittadinanza crescesse la sensibilità all’argomento, col tempo diventerebbe anche capace di creare trend di mercato capaci di influenzare la filiera produttiva nella scelta dei materiali”.

 

In molti paesi i progetti pilota di porta a porta sono tristemente falliti per mancanza di partecipazione della cittadinanza. Quali saranno le prime iniziative per coinvolgere democraticamente le persone in questa Rivoluzione Verde?

 

“Il fallimento di alcune esperienze è spesso imputabile più ad una cattiva amministrazione da parte degli enti preposti al servizio o ad una carente campagna informativa nei confronti della cittadinanza piuttosto che ad una improbabile incapacità di differenziare i rifiuti da parte dei singoli! È necessario che il cittadino venga reso consapevole di quanto il sistema attuale di gestione dei rifiuti sia controproducente per le sue stesse tasche e per l’ambiente e di come siano cambiate le normative in fatto di rifiuti.

Qui ad Acquaviva stiamo costituendo un gruppo spontaneo che nasce dall'iniziativa popolare, aperto a tutti coloro che si vogliano appassionare a questo percorso, studiando e informandosi, mantenendo alta l’attenzione per rendere la cittadinanza partecipe. Già diverse persone si sono messe volontariamente al servizio di quest’idea che sta decisamente prendendo piede, ma occorre il contributo di più gente possibile.

Proprio per cercare di sensibilizzare una fetta più vasta di popolazione e per creare un’occasione di incontro prevediamo di organizzare una importante conferenza di presentazione della strategia Rifiuti Zero, nella prima decade di dicembre.

L’auspicio è che si affermi una sintonia d’intenti con i nostri amministratori affinché al più presto il Consiglio Comunale approvi la delibera con la quale Acquaviva aderisce ufficialmente alla strategia Rifiuti Zero, che significa il primo passo verso la raccolta differenziata porta a porta spinta, e l’innesco di tutte le altre tappe e obiettivi già illustrati.

Già a diverso titolo vari rappresentanti, i più sensibili, della compagine politica locale in modo del tutto spontaneo e trasversale, si stanno mobilitando per lavorare, nel rispetto delle proprie competenze, al fianco della comunità acquavivese per raggiungere questo traguardo di civiltà ma anche di sostenibilità ambientale ed economica.

Basti pensare che nel 2013, oltre all’aumento del costo del conferimento dei rifiuti in discarica, tutti quei comuni che non hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata dovranno pagare una forte ecotassa (attualmente Acquaviva è ferma appena al 13%!). Siamo quindi davanti al bivio di creare e scegliere il nostro percorso nel migliore dei modi oppure lasciare che altri decidano per il nostro futuro.

Portandosi avanti con la strategia Rifiuti Zero Acquaviva potrebbe anche svolgere un ruolo davvero rilevante nell’elaborazione del bando all’interno dell’ARO5 (Casamassima, Turi, Sammichele, Gioia del Colle e Adelfia) facendo da apripista e coinvolgendo anche gli altri paesi in queste prassi virtuose”.

 

Come si può educare alle best practice il cittadino acquavivese secondo voi?

 

“Intraprendere un cambiamento nel modo di pensare, di vivere e di agire è un percorso molto complesso per una comunità come la nostra, radicata com’è nelle sue abitudini e in numerose convinzioni.

L’adesione alla strategia Rifiuti Zero è una sfida che si può vincere, non solo con il coinvolgimento dell’amministrazione comunale e della città, ma anche con un intenso sforzo educativo volto a cambiare mentalità e abitudini radicate. Pertanto il cittadino non va abbandonato a se stesso. ma accompagnato in questo percorso, ad esempio con una corretta, chiara e puntuale informazione. A Modugno è partito ad esempio un corso di “Ispettori Ambientali” volontari, formato principalmente da ragazzi, proprio con uno scopo educativo, di sensibilizzazione e accompagnamento. Le idee possono essere tante: compostiere domestiche per coloro che possiedono delle coltivazioni; l’eliminazione dei cassonetti; iniziative di incentivazione con gare a premi, distributori automatici di sacche per la raccolta e anche sanzioni educative...tante iniziative per incentivare e vivere bene questo processo educativo.

Ora è il momento però di far corrispondere all’impegno dei singoli cittadini un servizio efficiente, attento capace e moderno che renda la comunità un attore consapevole ed attivo nel raggiungimento degli obiettivi previsti. Come gruppo informale nascente ci proponiamo un traguardo di medio termine ambizioso ma possibile: far entrare Acquaviva nei comuni Ricicloni 2013!


 

Commenti  

 
#1 Franco GIRARDI 2012-11-11 17:49
Era ora! :-)
 

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