Lunedì 19 Novembre 2018
   
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WWF: "Nessuna conferma della presenza di lupi a Gioia"

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 Da alcune settimane leggiamo sulla stampa locale articoli allarmistici su presunti attacchi di lupi alle aziende zootecniche del circondario, per questo motivo abbiamo deciso di fare chiarezza sulle vicende segnalate. Dalle dinamiche degli attacchi descritti, dalle foto e dai sopralluoghi effettuati dagli organi competenti, ad oggi non è mai stata accertata la responsabilità dei lupi negli episodi denunciati.

È sufficiente analizzare con attenzione gli eventi per comprendere come le dinamiche degli attacchi si discostano da quello che è il comportamento di questo straordinario animale selvatico!

Il primo episodio segnalato dalla stampa si riferisce ad una giovenca sbranata a Montursi. Dalla foto si vede l'animale completamente smembrato ed appare improbabile che un branco di lupi abbia fatto tale scempio dell'animale in una sola notte. Se si fosse trattato di un animale predato da lupi, questi lo avrebbero ucciso con un solo morso al collo e poi avrebbero proceduto divorando prima le interiora (segni tipici che differenziano l’attacco di lupo da quello di cane rinselvatichito).

Il secondo episodio si riferisce a ben 11 tra pecore ed agnelli uccisi in un allevamento tra Gioia ed Acquaviva delle Fonti. In numero di “prede” abbattute è notevolmente alto rispetto alle tipiche abitudini di caccia del lupo, il quale si sarebbe limitato ad uccidere un solo animale per la sua sopravvivenza ed a utilizzarlo per alimentarsene, evidentemente in mancanza di selvaggina in zona, con una differente modalità (consumo delle interiora/morso al collo).

Anche se i lupi sono animali attivi soprattutto di notte, è comunque incomprensibile come nessuno li abbia visti muoversi fino al confine di Acquaviva delle Fonti, anche perché questi animali si spostano in branco di 4-7 individui e difficilmente passerebbero inosservati dovendo attraversare diverse strade provinciali e zone molto antropizzate.

Infine il terzo episodio risale al 30 ottobre, sempre in località Montursi. Anche in questo caso, come nei precedenti, escludiamo si tratti di attacco da parte di lupi in quanto, dalle foto che abbiamo potuto analizzare, la giovenca ritrovata morta in un bosco è priva della testa e presenta delle ferite nella parte posteriore del corpo, mentre le interiora non sono state consumate. Riguardo gli avvistamenti segnalati in zona Montursi in seguito all’ultimo episodio, occorre essere cauti. Un occhio non esperto potrebbe facilmente confondere un cane (ad esempio un meticcio frutto dell'incrocio di un husky o di un pastore tedesco) con un lupo.

La nostra associazione sarebbe la prima a dare risalto ad un eventuale presenza del lupo sul territorio sud-est delle Murgie, per l'importanza che avrebbe dal punto di vista ecologico. Saremmo anche i primi a premere sulle istituzioni per risarcire le aziende zootecniche vittime di attacchi e se in futuro ci saranno episodi confermati non esiteremo a fare richieste in tal senso, ma gridare “al lupo al lupo” senza riscontri o prove certe, non può che essere deleterio per l’animale, già di per sé minacciatio, e gli stessi allevatori.

Vorremmo ricordare che il lupo è un animale protetto e che, come qualsiasi selvatico, caccia per procacciarsi il cibo e non per puro divertimento; generalmente attacca altri selvatici (cinghiali, cervi, caprioli, lepri, etc.) e, solo in caso di scarsità di prede, si arrischia ad attaccare animali domestici, di cui non fa strage, ma preda solo un singolo capo alla volta (anche quando è in branco!) per nutrirsene.

È per questo motivo, che le Regioni o gli Enti parco vengono incontro agli allevatori, risarcendo il danno subito, in modo tale da consentire la convivenza tra le attività pastorizie e la salvaguardia della specie.

Per proteggere le proprie greggi da un eventuale attacco, da secoli l'uomo utilizza i cani da pastore, che sono l'unico e più efficace rimedio per tenere lontani i lupi dall'allevamento.

Consigliamo, quindi, agli allevatori che temono eventuali visite da parte di lupi, di non tenere i cani alla catena come semplici allarmi biologici, ma di usufruire del loro aiuto privi di costrizioni garantendo loro al contempo un'esistenza degna.

Il lupo non è un animale di cui avere paura, è uno dei tanti abitanti della nostra terra con cui dobbiamo imparare a convivere e le esperienze che hanno consentito di scongiurare l'estinzione del lupo appenninico dalla nostra penisola (come in Abruzzo e Molise) sono la dimostrazione che ciò è possibile. 

Lo status di conservazione del lupo italiano (o appenninico) è stato individuato come “vulnerabile”, perché col passare degli anni, e con l'espansione demografica e geografica umana, questo animale ha imparato a convivere con le attività antropiche.

Anche se escludiamo l'intervento di lupi negli episodi segnalati, il WWF si rende disponibile ad accogliere eventuali segnalazioni ed effettuare le verifiche del caso.

 

WWF Gioia del Colle

Acquaviva delle Fonti

Santeramo in Colle

  

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