Domenica 18 Novembre 2018
   
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"L'Ala Nord sarà intitolata al prof. Cesare Colafemmina"

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A un mese dalla morte del prof. Cesare Colafemmina

Pari alla “leggerezza di una foglia che cade”, così definisce la scomparsa del prof. Cesare Colafemmina sull’ultimo numero de “la Piazza” il nostro concittadino Pietro Colaninno, caro amico del biblista ed ebraista di fama internazionale che ci ha lasciati esattamente un mese fa. Prendo in prestito queste parole, che hanno il pregio di dipingere con la delicatezza affettuosa e la grazia poetica di un’amicizia di lungo corso la grande perdita che ha toccato la comunità acquavivese, per ricordare, insieme al Sindaco, all’amministrazione comunale e alla città tutta, il nostro cittadino benemerito. L’occasione è a me gradita per annunciare l’imminente intitolazione della Sala Conferenze, comunemente definita “Ala Nord”, di Palazzo de Mari al prof. Cesare Colafemmina.

Ieri, giovedì 11 ottobre, la prima commissione consiliare presieduta dal consigliere Colangiulo, all’unanimità, ha accolto favorevolmente la proposta. Si tratta di un piccolo ma simbolico riconoscimento che la comunità acquavivese intende rivolgere a chi le ha reso onore con la sua profonda e straordinaria attività, affinché la dipartita, leggera e silenziosa, lasci un segno indelebile nella città che ha dato i natali all’insigne studioso.

“Ama nesciri et pro nihilo reputari”, è con questa sentenza spirituale tardo medievale presa dal “De imitatione Christi” che ci ha salutati in occasione della manifestazione civica in suo onore, “ama essere ignorato e stimato per nulla”, una ulteriore attestazione di quella umiltà che ha contraddistinto la vita del prof. Colafemmina.

Commenti  

 
#2 giuseppe 2012-10-15 08:46
hai ragione Tonino...ma non ci vedo molta attinenza con l'ala nord, sede utilizzata per fare cultura....io proporrei di intitolare alla memoria del concittadino Campanella via Vittime di via Fani o piazza Moro.
 
 
#1 tonino santamaria 2012-10-12 18:07
La 1^ Commissione Consiliare avrebbe fatto bene a pensare anche al concittadino Campanella, "un lavoratore" che si è sacrificato, fino alla morte, per gli altri.
 

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