Sabato 17 Novembre 2018
   
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Giovani, non "crossate" il vostro talento ...

fare luce

Di recente, alcuni media locali hanno portato come notizia l’ultimo episodio riconducibile in forma di vandalismo, seppur lieve: un giovane buontempone che ha pensato bene di imbrattare con lo spray una facciata di manifesti funebri… Per dichiarare il proprio amore per la vita alla sua lei.

Romantico e di cattivo di gusto: non sappiamo, però, quanto il messaggio sia stato realmente apprezzato.

Bisogna ammettere che l’episidio può sembrare leggero: lo è, più o meno, ma sorprende la facilità con il quale vengono messe in commercio le bombolette... Sorprende anche l’illegalità del gesto. “Sorprende abbastanza.”

Con questo, non si vuole aprire una crociata contro cose o persone, ma resta pur sempre la disinvoltura di un gesto veramente mediocre. Sempre meno grave di imbrattare un monumento cittadino: per carità, ci mancherebbe… Anche se non per questo siamo tenuti a festeggiare.

Ma qualcuno, oggi, potrebbe lamentarsi del fatto che la città di Acquaviva non offrirebbe un bel nulla ai propri giovani: e ciò non lascerebbe spazio alla loro immaginazione.

È vero. Ma non per questo dobbiamo essere pronti a nuove terapie d’urto: altrimenti le tre camere che si vorrebbero poi sistemare “diventeranno trenta”... E ciò resta da evitare.

Certo che a furia di parlar troppo di telecamere o di muri imbrattati, rischiamo davvero il ridicolo… Ci ripetiamo un po’ troppo spesso. Ed in maniera poco sveglia.

Tuttavia, Acquaviva non è esattamente a misura di giovane: non ci sarebbe un teatro, un cinema, ecc… Detto ciò, cosa vogliamo continuare a fare? Quale sarebbe la soluzione?

Mancherebbe, a tal punto, anche una certa imprenditorialità: che possa studiare questi vuoti e trovarne anche il giusto spazio… Immaginiamo una pista da skate. Magari uno spazio per ospitare altre discipline da strada. Americanizziamo pure il divertimento degli adolescenti… Se vogliono americanizzarlo.

Ma rendiamo il tutto più sano. Tutto più interessante. Tutto più volto alla creazione di un nuovo profitto: ci scapperebbe pure la creazione di un posto di lavoro… O no?

Favole? Qualcuno l’avrà già pensata la pista, l’avrà pure sognata. Da solo. Anzi, no: “da soli”. Perché è questo il limite: il pensare soli, senza investire un po’ di tempo nell’associazionismo locale. Nel socializzare comuni intenti. Ovvero: socializzare in un mondo parallelo al mondo giovanile e che potrebbe aiutare tale mondo se i giovani fossero considerati nel numero.

A pensarci, è una cosa davvero elementare: “ma perché ci ritroviamo poi a polemizzare sempre sulle stesse cose?”… Perché facciamo i moralisti, fra writer e anti-writer?

Poco male se passava qualche critico d’arte e dichiarava la zona imbrattata sede di un’opera contemporanea... Per carità. Ma gli imbratta-muri ci sono o ci fanno?

“Rivalutiamo gli artisti e isoliamo i teppisti”: è da mesi che adottiamo questo slogan. Ma i writer “a stile” dove sono?… Quando ci si ritrova innanzi a certi fatti di attualità, perché chi vuole veramente un’Acquaviva creativa non s’indigna e non pretende qualcosa di diverso?

Qualcuno potrebbe pensare che questa domanda sia una mera frase fatta: ma è lecito sospettare che qualcunaltro ora sia stanco di vedere sprecato ogni giorno il proprio talento.

Però… Siano i giovani a tirare fuori le proprie istanze. Siano i giovani ad entrare nelle associazioni. Siano i giovani a suggerire agli assessori comunali come cambiare il volto della propria città... O a creare un nuovo tipo di piccola impresa e di bacino di utenza. È inutile pretendere il cambiamento a parole. Stare qui a fare i buonisti o i cattivisti. Darci alla morale. In un periodo di crisi, economica e sociale, i giovani, almeno quelli di Acquaviva, riscoprano altri valori, quali: "collettività", "solidarietà" e "sicurezza"... Politiche comuni e dal basso. Non perdano tempo in chiacchiere. I ragazzi devono tornare a politicizzarsi per dare un peso alla loro vita. Ai loro problemi. Alle loro capacità. Cercando anche di fare soldi e di far girare la moneta…

Troppo comodo rinchiudersi in sé stessi: vivendo solo la speranza di non essere subito “crossati”. (Diciamo bene o no?)

Commenti  

 
#2 Saverio F Iacobellis 2012-10-10 07:16
Focalizziamo il punto e NON aggiungiamo altro: bisogna distinguere l'atto vandalico dall’Aerosol Art. L'atto vandalico è un reato e merita di essere oggetto di una campagna di prevenzione che deve partire dalla scuola pubblica. L'Aerosol Art, se riconosciuta localmente, deve prevedere spazi individuati "e" un laboratorio artistico. (Magari promosso da un network di associazionismo ) Gli spazi individuati, da soli, ridicolizzano dei possibili "talenti": ecco perché bisogna toglierli dalla strada e dal sette in condotta. Il problema del rimanere per strada significherebbe giustificare, invece, un’ampia spirale auto-distruttiv a, nata dall'illusione di poter emulare personaggi hip-hop figli di una concezione del moderno mercato che esorta a "non pensare" e ad "accontentarsi di vivere confinati nel ghetto". Questa logica può andare bene in una società dove l'adolescente sa bene di poter andare a lavorare dopo il diploma. E tranquillamente . Oggi, i tempi sono cambiati e vivere senza pensare ai problemi della propria generazione significherà essere, in un futuro molto prossimo, padroni di nulla. A questo punto, si faccia dell'Aerosol Art una displina nel tempo libero, e un albo, non un mezzo per rovinare definitivamente la vita dei giovanissimi. O di una collettività. Stesso discorso, magari, per lo skate o altre attività agonistiche di origine metropolitana. Quanto ai veri creativi, si facciano "avanti" presso le associazioni culturali. Imbrattare illegalmente un muro ed essere persone creative sono due cose che non possono stare assieme.
 
 
#1 a.g.. 2012-10-09 14:30
non dici male ....per troppo tempo i giovani sono stati "usati" da una politica a dir poco opportunista e maldestra. i giovani di oggi sono i figli di quei politici delusi offesi e traditi dai predecessori. un invito per tutti si guardi l'età media dei politici!!!!!!! ma rialzarsi si DEVE
 

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