Domenica 18 Novembre 2018
   
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Generazione soluzioni: risposta a un nostro lettore

fare luce

 

 

 

Il presente messaggio è il recente commento di un nostro lettore, al nome di “claudioD”, con invito a rispondere.

http://www.acquavivanet.it/attualita/3577-dalla-citta-dei-vandali-alla-generazione-delle-soluzioni.html#comment-3753

 

claudioD (postato il 2-10-2012, ore 7:27): “Alcune domande semplici semplici. Da più parti ormai si sente proporre l'uso delle telecamere di video-sorveglianza in spazi pubblici per ridurre sensibilmente il numero di atti vandalici che sembrano attanagliare la nostra cittadina negli ultimi periodi. Dato che questa tecnologia è in uso già da molto tempo in altri luoghi, chi la propone si è quantomeno sincerato del fatto che sia, dati statistici alla mano, realmente efficace contro la tipologia di crimini emersa ad Acquaviva? O stiamo andando dietro un'idea sillogistica per cui, con tanti occhi elettronici puntati per le strade, gli aspiranti Drughi si sentiranno talmente intimoriti da non mettere in atto i loro propositi? Non vorrei che accadesse come nel film Nati Stanchi, dove un inquilino irritato dai reiterati scherzi in piena notte col suo citofono installa una telecamera puntata sul suo portone; Ficarra e Picone ne sanno comunque una più del Diavolo e continuano il loro gioco gogliardico ai danni del loro concittadino. Con i soldi per l'acquisto e la gestione di queste telecamere non sarebbe meglio tentare di recuperare quelle porzioni di tessuto urbano ormai in forte degrado e abbandonate dall'Amministrazione comunale? Perché quando una struttura viene abbandonata dal suo proprietario, il Comune con il Centro sportivo di Scappagrano in questo caso, il vandalismo tende ad aumentare. Lo insegna Striscia la Notizia con i suoi reportages condotti da Mingo, Fabio e altri inviati. Questo, a parer mio, dev'essere l'incipit di ogni discorso sulla legalità nel nostro paese. Ha torto il giornalista: secondo lui Acquaviva è un paese molto civile e i cittadini si aspettano sempre il meglio. Se fosse davvero così, la gente insorgerebbe di fronte ad un Centro sportivo mai e poi mai pienamente attivo e sfruttato sin dalla sua inaugurazione. In realtà la gente appare alquanto rassegnata agli eventi, tanto da voler adottare telecamere per sorvegliare (anche) luoghi ormai abbandonati. Luoghi, tra l'altro, dove i giovani possono praticare lo sport e divertirsi. Se un luogo è utile, i suoi frequentatori tendono ad amarlo. E se la gente tiene realmente a quelcosa non accetta in alcun modo il vandalismo. Questo sentimento vale più di mille ore di lezione sulla legalità o di dieci telecamere messe a sorvegliare un luogo pubblico.”

 

@claudioD: Risposta. "Meglio una telecamera in più, che non avere poi occhi per vedere o non avere orologi di riferimento per la comprensione cronologica dei fatti." E tale formula già consente di monitorare il fenomeno di ogni degrado. Che i Drughi esistano o non esistano ad Acquaviva è irrilevante: ma i Drughi, se esistono, possono, però, nella loro vita, essere socialmente influenzati in altra maniera. Partendo dai messaggi della scuola, partendo anche dal loro coinvolgimento in un contesto sociale quale quello delle associazioni e delle parrocchie... I Drughi potrebbero essere intesi come i figli di un'abbandono invisibile: quello di una società che cerca di tirare avanti, ma perdendo alcuni pezzi per strada. Domandiamoci se alcuni Drughi sono giovani adulti e già rimasti senza futuro. Domandiamoci se i Drughi molto più giovani, invece di essere abbandonati ad imbrattare i muri di una città e a prendere un due a scuola, possono invece essere incanalati in un possibile laboratorio artistico che li valorizzi. Acquaviva, per fortuna, resta ancora una realtà tranquilla e civile: ben lontana da un perenne stato di tensione e di paura. Per il resto, i cittadini acquavivesi dovranno, a limite, investire tempo maggiore sul sociale e sulla politica: e i giovani, in particolare, devono interessarsi di associazionismo locale... Per parlare di cultura, di questioni sociali, di lavoro e di impresa. Nessuno può certamente pretendere il cambiamento se non cerca di macchinarlo dal basso. Il primo passo per il cambiamento è la riflessione dei singoli: magari non volta a fare del semplice moralismo, ma volta alle soluzioni materiali. Non significa che il moralismo sia in sé un male: anzi, è il moralismo lo stesso preambolo delle soluzioni razionali... Ma bisognerà poi passare dal preambolo ai fatti. E mai come oggi abbiamo il bisogno di sentirci più coesi nel trovare delle soluzioni: seppur distinti, ogni giorno, in fratelli e sorelle di destra e in fratelli e sorelle di sinistra. Quest'ultimo passaggio non è utopico al suo definirsi. Nemmeno fondamentale: dato che ad Acquaviva (come in Italia) non si sente più il peso delle vecchie ideologie. (Poi, ognuno si senta libero di essere vicino ai grillini o meno.) E le prime telecamere, caro amico lettore, siano (magari) posizionate proprio all'interno della sala consiliare di Palazzo De Mari: per far "registrare ogni intervento" nell'interesse del cittadino. Cittadino che, per un prezzo molto basso, deve acquisire, "a sua discrezione" (se realmente interessato), l'opportuno materiale in formato CD, o DVD, o salvare su chiavetta.

 

La ringraziamo cortesemente per il suo intervento.


Commenti  

 
#2 Saverio F Iacobellis 2012-10-05 09:55
@claudioD: Aggiungo solo questo e spendo l'ultimo intervento. Rispetto il tuo punto di vista democraticament e, anche se non siamo dello stesso parere. Può succedere ed è cosa umana.
Ribadisco che Acquaviva non è una città incivile, ma è una realtà dove non è onnipresente una forte cultura del "collettivo", della "sicurezza", o del "sociale"... Ognuno ha, indubbiamente, la sua vita: i suoi innegabili problemi.
A me sembra (ma potrei essere in errore, attenzione...) che alcuni cittadini critichino puntualmente ciò che non funziona. Ma non pretendono, in fondo, di cambiare le cose...
Ma in tempo di "crisi", caro buon lettore, forse bisognerà ripartire dalle soluzioni... E dal territorio. Senza rivoluzioni o primavere, ma con mansueta e razionale progettualità. E proprio con maggiore trasparenza politico-amministrativa...
E i giovani, se forse consapevoli di vivere in una società imperfetta, dovranno comunque prendere coraggio e portare avanti le loro vere istanze.
Come anche gli anziani, i disabili... Vedi, quant'è importante, a tal punto, ripartire dal locale e dal sociale?... E vorrei conoscere "ancora" il tuo parere. O, se possibile, anche quello di altri lettori. Io, però, resto favorevole alle telecamere: non certo ovunque, ma almeno laddove ci sia un notevole bisogno. Anche presso l'aula di Consiglio Comunale. Attenzione: potrei anche essere in errore. Per carità. (Siamo in democrazia)
Comunque ti ringrazio. E ti rispetto (perché ti sei "espresso", hai "pensato": è una cosa che comunque ammiro nei lettori). NON AGGIUNGO ALTRO. I saluti più distinti.
 
 
#1 claudioD 2012-10-04 17:07
Noto con piacere che le mie domande hanno fatto fiorire un dibattito più profondo. Acquaviva non ha bisogno di telecamere; necessita di altro. Lei cita l'associazionis mo e le parrocchie. Che ben vengano. Loro, se va ad interpellarle, non le chiederanno telecamere di videosorveglian za. Le loro esigenze per sopravvivere e per perseguire i loro obiettivi sono altre. A chi crede che serva Scappagrano se non alle associazioni sportive? Ed adesso che il Centro sportivo è chiuso, le Associazioni come promuovono le loro attività senza una struttura dove praticare gli sport? Lei giustamente sostiene che i Drughi sono forse figli di un abbandono invisibile: "quello di una società che cerca di tirare avanti, ma perdendo alcuni pezzi per strada". E allora ripeto la domanda, adesso che si torna a parlare di loro, dei giovani: servono davvero le telecamere? O l'unico strumento con cui cerchiamo di renderci nuovamente presenti nella loro vita è una telecamera puntata su di loro? ...e non sto parlando di una possibile loro partecipazione al programma Grande Fratello. Per ipotesi, se io volessi insegnare il parkour agli adolescenti fondando un'associazione , avrei uno spazio al chiuso dove realizzare una palestra per praticarlo? E se volessi mettere su un'associazione teatrale per promuovere spettacoli e portare opere teatrali di altre associazioni qui ad Acquaviva, avrei un teatro a disposizione dove poterlo fare regolarmente? Potrei continuare con altri esempi legati alla politica, alla cultura e al lavoro. Non vedo come le telecamere possano servire all'avvio o alla vita dell'associazionis mo. Sarebbero soldi sprecati. Le telecamere servono solo a registrare i crimini, non ad offrire ai giovani l'alternativa che Lei vuole promuovere.

Riguardo le telecamere dentro l'aula consigliare del Palazzo comunale, non sono d'accordo con Lei. E' un esperimento già tentato ed i risultati sono stati diversi da quelli che si speravano. Cosa hanno creato? Hanno dato a Pistilli la visibilità che gli ha permesso di diventare Sindaco. Hanno creato discussioni interminabili tra consiglieri, perché davanti alle telecamere nessuno voleva sfigurare e s'arrogava il diritto di replica su una replica ad un'altra replica provocata da una interpellanza. In sostanza è diventato un Grande Fratello, ovvero una sedicente TV verità su uno spaccato della vita sociale di persone, i consiglieri, che ben sapevano di essere osservati ed agivano di conseguenza. Uno spettacolo che ha anche alimentato colorite chiacchiere di piazza. "Mo', hai visto come gliele ha cantate Pistilli ai consiglieri". "Lo vedi quel consigliere, ste semb citt e si alza per parlare solo quando deve fare i ca## suoi". Anni di telecamere nel Consiglio comunale hanno generato cosa? Non di certo il miglioramento che si sperava portassero. Solo bravi attori e spettatori contenti. In effetti le telecamere hanno sopperito per anni alla mancanza di un cinema e di un teatro nel nostro paese. Quello sì.
 

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