Martedì 13 Novembre 2018
   
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Parola ai lettori: Sicurezza: "Verso la città della paura?"

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Acquaviva, da una quarantina di giorni a questa parte, è diventata la cittadina che lo stesso acquavivese medio ormai non si aspetta: qualche auto incendiata (già cosa di per sé non buona da voler argomentare, in un Comune solitamente tranquillo e con poco più di ventimila anime…), aumenti di furti e scippi ai danni di soggetti deboli quali gli anziani (altro neo…), e gratuite, recenti, deturpazioni presso luoghi pubblici (…cui anche Scappagrano).

Una città tranquilla, vivibile, civile, come Acquaviva delle Fonti non esige le ronde: forse le merita.

Forse, sarebbe altrettanto opportuno vivere senza pensare alle ronde: perché, quando una società è particolarmente coinvolta da una crescente crisi socio-economica, internazionale-nazionale-locale, si giungerebbe anche alle nostre parti quasi a voler invidiare la discutibile abitudine di alcuni politici italiani, magari non esattamente residenti in Puglia, che hanno fatto della “paura sociale” un mero cavallo di battaglia prettamente politico (…seppur figlio di un’interpretazione della realtà non sempre lontana da quest’ultima).

Forse Acquaviva merita le ronde, ma potrebbe farne serenamente a meno: magari aumentando il numero delle telecamere. Quelle “pubbliche”. Quelle “private”.

Non dappertutto: è ovvio. “Non sia mai”...

Ma almeno in alcuni punti nevralgici, fuori e dentro il centro abitato.

Come supporto alle forze dell’ordine.

Ma andrebbe fatta anche un’altra analisi, importante (e facciamo qui dignitosa attenzione): su quello strano sentore che stia aumentando sempre più la povertà sociale.

Ecco: ad Acquaviva non c’è “paura sociale”. Ma è in crescendo la “povertà sociale”: male che andrebbe curato con la cultura della solidarietà e con nuovi dibattiti “locali” su come, in futuro, si possa creare un nuovo giro occupazionale (seppur precario – e magari no) e di iniziativa piccolo-imprenditoriale.

Ecco che torna nuovamente alla ribalta il “locale”, ancora una volta: sui i “grandi temi” e sulla quotidiana divisione nazionale fra “guelfi” e “ghibellini” (e l’intento di alcuni, fortunatamente pochi, di aggredire “direttamente e in forma anche infondata” alcune minoranze residenti… In risposta a molti altri che, però, valutano come inesistente ogni questione fondata sulla Sicurezza – distinta dalla Sicurezza sul lavoro, tema sempre attuale e che merita irremovibile e religioso rispetto)… Ecco che la parola, ora, passa volentieri (…“e per democrazia diretta”…) ai nostri cortesi lettori.

 

 

Commenti  

 
#2 pippo 2012-09-13 21:17
La nostra, di Acquaviva, è una società. Una società di circa 20.000 anime, amministrata come tutte le società. Stiamo raccogliendo quello che, negli ultimi 20-30 anni, gli amministratori hanno seminato... e, per certi versi, continuano a seminare.
 
 
#1 Saverio F Iacobellis 2012-09-12 21:24
Noi non possiamo optare per la "paura". Possiamo munirci di telecamere. Se le telecamere non bastano (e devono bastare), si arriverà alla "frutta": le ronde...
Chiediamoci, però, come possiamo affrontare il problema della nostra povertà sociale. O della mancanza occupazionale.
Che a far demagogia sulla "paura" o sulla "solidarietà con il puntuale prosciutto agli occhi" siam bravi oggi tutti.
DIETRO QUESTE TASTIERE CI SENTIAMO PERSONE MOLTO CAPACI: PER CARITA'.
Vogliamo affrontare il problema? Parliamo più tra noi cittadini, dal vivo, attraverso un poderoso network di associazioni, parrocchie, e le istituzioni... Sicurezza e solidarietà. La metafora di un pugno e una carezza.
Una telecamera in più e un lavoro in più.
 

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