Martedì 13 Novembre 2018
   
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Intervallo: "Piazza Zirioni, Acquaviva delle Fonti"

primo piano_piazza_zirioni

 

Passeggiando per le vie della città, non vi è forse capitato di fare anche due passi nei pressi della Cattedrale? Alcuni risponderanno di sì.

Bene. Avete notato qualcosa di interessante nei dintorni?

No. Ma noi sì: Piazza Zirioni.

È successo qualcosa a Piazza Zirioni? No, per fortuna.

E allora?

Allora notatela meglio: è troppo sola. O, forse, in cattiva compagnia: quella dei deturpatori, cui a loro basta una bomboletta per decorare in forma discutibile le sue mura, i suoi simboli. (Vi ricorda forse un altro articolo?…)

Eppure è una piazzetta carina. Peccato. Vedi piazza Zirioni e poi muori. Muori metaforicamente. Muori dentro.

Qualche mese fa, noi AcquavivaNet avevamo sollevato un particolare quesito: “Come tutelare i nostri monumenti, a partire dalla Cassarmonica? E serviranno anche qui telecamere?”…

http://www.acquavivanet.it/attualita/3005-come-tutelare-la-cassarmonica-e-larte-di-strada.html

Non è cambiato granché da allora. Non abbiamo ancora ottenuto delle risposte. Non le abbiamo certo pretese con la forza.

Eppure qualcuno potrà considerare anche questo nostro articolo come una non-notizia: avrà ragione. “Perché prima deve avvenire un danno ancora più significativo, poi dobbiamo tutti simulare di esserne colpiti.” Ormai è una prassi.

Poi seguiranno gli innocentisti: qualcuno ci ricorderà che vi è differenza fra chi imbratta illegalmente un muro e un vero artista da strada. E noi gli risponderemo nuovamente, come da copione: “Con le telecamere puniamo i vandali, con i concorsi premiamo i talenti”. E via di nuovo il nostro discorso sull’utilità di un albo per i writers. Gli innocentisti, sempre poi da copione, ci accuseranno di fiancheggiare uno Stato di polizia: perché il nostro intento sarebbe reprimere culture e libertà di pensiero. Tutte le culture meno quella legata all’identità e alla tradizione. Tutte le libertà di pensiero, meno che la nostra. Un film già visto.

Ma la nostra linea non cambia: informare, dunque, non basta. Ma, laddove è per noi possibile, rientra anche la politica nel saper lanciare messaggi nuovi e costruttivi: ovviamente finalizzati al civico progresso e al bene comune. Affinché la stessa libertà di pensiero, anche quella del graffitaro, possa divenire arte, ricchezza individuale e collettiva, vera ambizione. E non sia invece abbandono, puntuale degrado e nichilismo.

http://www.acquavivanet.it/attualita/3008-giovani-acquavivas-got-a-merchandising.html

Ripensiamo Piazza Zirioni. Lanciamo, dunque, questo nostro appello: alle scuole (che tra uno o due mesi riapriranno i battenti), alle associazioni culturali (tutte già aperte, più o meno), e a tutte le compagini giovanili dei partiti politici presenti nella città di Acquaviva delle Fonti.

Perché: prevenire è meglio che curare. Ma per prevenire sembrerebbe già tardi.

 

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