Mercoledì 21 Novembre 2018
   
Text Size

LA SOPRINTENDENZA NON SAPEVA

alberi_abbattuti

La vicenda del progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi, allo scopo di offrire nuova veste e nuova dignità ad un luogo così caro agli acquavivesi, si arricchisce di tanti piccoli dettagli. Come avevamo scritto nel precedente articolo, alcuni rappresentanti del Comitato cittadino per la tutela della piazza, si recarono dal Commissario prefettizio, Maria Filomena Dabbicco, per un colloquio in merito. Poco prima, furono colti dallo stupore.

Si era nel cuore della stagione estiva, nel mese di luglio. I lavori proseguivano. Stavano abbattendo alcuni alberi di tasso di una trentina di metri di altezza. Si tratta di una specie sempreverde a crescita molto lenta. Questo accadeva, per l'esattezza, in corrispondenza del luogo in cui è collocata la statua dedicata a don Cesare Franco. Del resto, il progetto appaltato prevede il taglio di altri alberi, a parte i pini di Aleppo già abbattuti perchè pericolosi a causa delle loro dimensioni ed eccessiva frondosità.

A quel punto, il Comitato immediatamente inviò una nota alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Bari, avvalendosi di una norma secondo la quale ogni piazza d'Italia che abbia superato il cinquantesimo anno di età diviene patrimonio collettivo. Anche per realizzare un progetto di riqualificazione, dunque, è necessario il parere della Soprintendenza che non era stata informata di nulla.

Il Comitato ha presentato formale denuncia alla procura della Repubblica di Bari per una evidente, a loro dire, illegittimità amministrativa. Il progetto in fase di realizzazione era difforme rispetto a quello appaltato ed approvato. A seguito della denuncia inviata anche alla Soprintendenza, il Comitato ha anche scoperto che l'appalto sarebbe stato affidato ad imprese OG1. Queste possono realizzare lavori di ristrutturazione ma non sono abilitate per lavori di restauro. Per questi, infatti, è previsto l'intervento di ditte specializzate di “secondo livello”, OG2, che realizzano restyling di monumenti o di aree qualche modo sotto tutela della Soprintendenza.

Il bando relativo alla gara d'appalto riguardava le imprese OG1. Per questo motivo, le OG2 erano state escluse dalla partecipazione alla gara d'appalto. In ogni caso, l'impresa che ha vinto la gara d'appalto è in possesso anche dell'abilitazione per le OG2. Dunque, nulla quaestio. Cosa chiese il Comitato cittadino al Commissario Dabbicco? Non la sospensione dei lavori, bensì la loro accelerazione. E' evidente l'importanza della piazza, la sua centralità in ambito urbano, con tutti i problemi che lavori così importanti provocano al già congestionato traffico veicolare.

La richiesta pressante era, semmai, un'altra. Occorreva rendere partecipe l'intera collettività in una scelta così dirimente. Non è concepibile che si decida di rifare una piazza ad un mese dall'appuntamento elettorale, portandola quasi in dote a mò di manifesto propagandistico. Non si può non ascoltare la voce della intera cittadinanza su un progetto di cui tutti usufruiranno. A Bari il sindaco Michele Emiliano qualche tempo fa presentò un progetto di riqualificazione del centro murattiano, in particolare di via Sparano, chiamando a raccolta l'intera città con un concorso di idee cui parteciparono circa 60 studi tecnici. Si trattava di porre mano alla risoluzione dei problemi di traffico, viabilità e vivibilità dell’intera città. Non è cosa da poco. Ma la vicenda non finisce qui. C'è un seguito ulteriore.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI