P.ZA GARIBALDI: RIQUALIFICAZIONE O SCEMPIO?

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In questa città esiste un problema, dal maggio 2009. Per la verità, non è l'unico. Solo che questa è una delle emergenze più avvertite dalla popolazione. Si chiama piazza Garibaldi. Approfondiamo la questione, visto che è sorto addirittura un Comitato cittadino a tutela di questa piazza. E' una vicenda complessa che certo non può esaurirsi in un singolo articolo.

Tutto ha inizio nell'imminenza delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, a maggio 2009. Siamo in piena campagna elettorale. Il sindaco di questa città, Franco Pistilli, è in corsa per un seggio al Consiglio provinciale per la quarta volta consecutiva. Nascono comitati elettorali dei diversi candidati.

Un mattino, gli acquavivesi si svegliano e notano che piazza Garibaldi è stata recintata. In città, sono in pochi ad essere informati. Viene affisso un cartello con il quale si annuncia l'avvio dei lavori di riqualificazione della piazza. L'Amministrazione comunale, motu proprio, ha deciso di rifare il look ad una storica piazza di Acquaviva senza coinvolgere la cittadinanza, partiti politici, associazioni, movimenti. Come sarà riqualificata la piazza? Nessuno è in grado di spiegarlo.

Facciamo un passo indietro. Nell'ottobre del 2008, il Consiglio comunale approva una variazione di bilancio con contestuale variazione del programma annuale delle opere pubbliche. In particolare, viene approvato un progetto preliminare di riqualificazione di piazza Garibaldi. Sono destinati 900 mila euro allo scopo, grazie all'esistenza di un avanzo di amministrazione. Il che equivale a dire che la Giunta dispone di entrate finanziarie in eccesso, non utilizzate per la spesa. A maggio 2009, guarda il caso a ridosso delle elezioni, si dà inizio ai lavori.

Immediatamente, si costituisce un Comitato cittadino per la tutela della piazza. In esso, figurano elementi di spicco della società civile, professionisti affermati come Alberto Della Corte, architetto ed altri tecnici, consiglieri comunali come Lino Romanelli (Sinistra e libertà), Leonardo Mastrorocco (IdV), cittadini comuni. Nessuno conosce il progetto definitivo. L'unico di cui si dispone è quel progetto preliminare approvato dal Consiglio comunale. Caso strano, circola voce che un progetto sia visibile in internet ma su canali alquanto riservati cui possono accedere pochi addetti ai lavori.

Pistilli fa esporre un progetto definitivo nella sede del proprio comitato elettorale. Occorre stupire con effetti speciali, prima del voto. Ecco la prima sorpresa. Tale progetto prevede una piazza più corta. In pratica, viene amputata una porzione. La piazza dovrebbe arretrare di circa 25 metri. Ciò serve a dare spazio ad una rotonda di 18 metri. Questo, nelle intenzioni, servirà a snellire il traffico caotico in una città nella quale non esiste un piano del traffico. Come un cavolo a merenda. Non basta. Lungo tutto il perimetro di piazza Garibaldi si progetta un “taglio” di circa tre metri. In compenso, sono inserite nel progetto delle insenature che corrispondono ad altrettanti parcheggi per auto.

La vera sorpresa è che il progetto è cosa diversa rispetto a quello approvato ed appaltato. Frattanto, la Giunta Pistilli è già caduta. A palazzo De' Mari giunge il Commissario prefettizio, Maria Filomena Dabbicco. Siamo ai primi di luglio 2009. Il Comitato chiede un colloquio. Nel momento in cui il Comitato si reca in Municipio, ci si rende conto che sta accadendo qualcosa che li mette in allarme. Vedremo nel successivo articolo di cosa si tratta.