Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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La Questione Antenna in P.zza Felice della Torre- II parte

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AcquavivaNet ripercorre la “Questione Antenna”: 8 marzo, iniziano i lavori di installazione della stazione radio sul lastrico solare dell’abitazione sita in Piazza Felice Della Torre, al civico 12.

Prima Parte:

 

http://www.acquavivanet.it/attualita/3259-la-questione-antenna.html

21 aprile, Giuseppe Luisi, Partito Democratico, pondera gli animi: “Sulla vicenda che riguarda l’istallazione dell’antenna Wind si sta lavorando a stretto contatto con la minoranza: vista l’importanza che questa problematica riveste. Infatti, insieme abbiamo incontrato l’avvocato che rappresenta il nostro Comune e stiamo cercando di risolvere il problema dell’istallazione già avvenuta nel centro storico e cercare di individuare siti alternativi che possano quanto meno ridurre l’impatto sul territorio: ben consci che comunque l’installazione dell’antenna rientra in quelli che vengono definiti servizi primari. Su questo punto faremo tutto quanto sarà possibile per tutelare oltre la salute dei nostri cittadini, il decoro del nostro paese.”

 

 

Luisi pondera, ma il giorno dopo tuonerà Lino Romanelli (SEL): “La questione dell’antenna Wind, all’interno del centro storico in Piazza Felice Della Torre, è un atto emesso dall’Ufficio Tecnico Comunale di per sé illegittimo: perché, secondo il Regolamento tuttora vigente nel Comune di Acquaviva delle Fonti, l’antenna in questione dista meno di trecento metri da una scuola elementare; come da ogni altro luogo sensibile. Essendo insediata questa distanza, il “Piano di installazione comunale” prevede che non si possa realizzare nessuna antenna entro questi limiti. Ovviamente, il Regolamento Comunale prevede che, di fronte a un diniego fatto alla compagnia telefonica, si deve proporre un sito alternativo per realizzare il servizio. Cioè: “non si può dire no e basta alla compagnia telefonica, ma bisogna dire no a questo punto perché ti consento di farlo in un altro”.

Questo passaggio amministrativo, che doveva essere fatto a carico dell’Ufficio Tecnico Comunale, non è stato fatto. Per cui, quando siamo andati davanti al giudice, come Comune di Acquaviva delle Fonti, non essendoci stato questo passaggio il giudice ha poi detto “guardate che voi avete fatto consolidare il silenzio assenso. E dal momento cui è stato consolidato tale silenzio, l’atto si è perfezionato”. E, adesso, ci troviamo nelle condizioni di dover rincorrere – e per vie giudiziarie – il provvedimento; per poter paradossalmente consentire alla Città di vedere applicato un suo regolamento. L’ingegner Didonna, ogni volta che trova innanzi queste questioni, si pone nelle condizioni di non voler applicare il regolamento comunale, poiché lo stesso Didonna avrebbe espresso un parere da giurista. Ma lui è un tecnico e il dirigente dell’Ufficio Tecnico deve verificare la corrispondenza tra le norme, i divieti e i regolamenti che ci sono: se tutto è in linea con la norma deve dare un suo assenso. Nel caso contrario, il sito è sottoposto a un divieto. E sottoposto ad un vincolo che deve esprimere il parere negativo, sulla base di un regolamento che è legge per il Comune di Acquaviva. Fino a quando questi regolamenti sono vigenti, nessuno può esimersi sulla base di una propria interpretazione personale. I regolamenti che questo Comune ha per sé creato devono essere rispettati.”

Poi, aggiunge: Didonna doveva negare il permesso alla compagnia telefonica: facendo forza sul regolamento e nel rispetto dei siti sensibili. Oltretutto, noi abbiamo il parere della Sovrintendenza ai beni architettonici e monumentali, che è un ente ministeriale che tutela i monumenti come i centri storici e regolamenta o esprime un parere vincolante per le pubbliche amministrazioni. E tale parere, annunciamo, come negativo: perché dobbiamo considerare anche un contesto di centro storico, l’impatto visivo molto forte, il tema della salute delle persone. La legge regionale 5 del 2002, che è stata sottoposta al particolare vaglio di revisione dalla Corte Costituzionale, ha solo conosciuto l’abrogazione di un comma, quale il secondo dell’articolo 10: ma la legge è in piedi e prevede la regolamentazione per impedire che spazi della città vengano facilmente colpite dalle radiazioni. Per distribuire in maniera omogenea l’impatto che questi servizi telefonici hanno è stata fatta questa legge regionale. Oltre a una legge quadro nazionale. Anche le norme del nostro piano di fabbricazione prevedono per le antenne un particolare contesto architettonico: per cui nulla può essere improvvisato e mancare di rispetto al restante contesto architettonico magari risalente ad un’epoca che identifica lo stesso come patrimonio principale del centro storico. Lo leggiamo adesso. L’articolo 15 del Piano di Fabbricazione dice che le costruzioni accessorie negli usi particolari concessi per legge vincolino destinazioni di zona che debbono uniformarsi architettonicamente all’aspetto dell’edificio a cui sono state aggregate. Per cui, ci deve spiegare Didonna come la Torre dell’Orologio, il Palazzo di Piazza Felice Della Torre, possono essere uniformati architettonicamente a una mostruosità. Non è che noi pretendiamo che l’ingegner Didonna debba per forza far valere le ragioni del sito del Regolamento Comunale sull’inquinamento elettromagnetico: bastava applicare il Piano di Fabbricazione per ottenere un diniego nei confronti della Wind.”

Conclude: “La soluzione è produrre un nuovo atto amministrativo che va ad annullare l’atto che si è andato poi a perfezionare in autotutela e che consente alla società Wind di realizzare quell’impianto. Il comune lo deve annullare in autotutela e proporre, nel contempo, alla stessa Wind la realizzazione dell’impianto in un’altra sede: possibilmente presso lo Stadio comunale o presso il Cimitero comunale. Cioè: dove ci sono una serie di proprietà del Comune e che sono già individuate nel regolamento stesso. Penso di essermi spiegato.”

La maggioranza: “Ha le sue responsabilità politiche, perché non ha avuto la capacità di imporre al dirigente dell’Ufficio Tecnico le decisioni più opportune. Oltretutto il palazzo in Piazza Felice Della Torre presenta un’ulteriore anomalia: il solaio su cui poggia l’antenna non è presente nel Permesso rilasciato del 1959 (ma che il proprietario dichiara il solaio come costruito già nel 1952…). Didonna dice “guardate che c’è una richiesta di ristrutturazione del 1989 in cui quel solaio è riportato”. Ma se non c’è il titolo iniziale abilitativo significa che è abusivo sotto il profilo urbanistico. Solo per questo motivo l’Ufficio Tecnico poteva negare il permesso alla Wind. Le sentenze di Cassazione prevedono che nel caso in cui c’è una falsa rappresentazione del proprietario, questo non comporta automaticamente il sanare diretto dell’abuso. E faccio io una domanda all’ingegner Didonna: si può consentire su una soffitta abusiva la concessione di costruire un’antenna?”

Un regolamento 2005 ancora vigente: “Il regolamento è in vigore ed è valido a tutti gli effetti, però il regolamento stesso prevede un aggiornamento annuale del piano di installazione comunale delle antenne. Attenzione: aggiornamento che l’ingegner Didonna ha dimenticato di fare. E sarebbe interessante verificare il perché. La sala dove sono contenute le apparecchiature tecniche per il funzionamento della stazione radio base sarebbe la soffitta: tuttora non è solo abusiva, ma, a quanto pare, è cambiata anche la destinazione d’uso. E fino a prova contraria le soffitte sono solo pertinenze dell’abitazione del proprietario. Pertanto, l’abuso edilizio non va mai in prescrizione: c’è solo l’obbligo da parte dell’Ufficio Tecnico di intervenire con gli strumenti repressivi. Nel 2009, la Wind aveva già ottenuto da fare ben due implementazioni per potenziare il servizio UMTS. Ripeto: avevano già goduto di due autorizzazioni. Nello stesso anno, la Wind aveva già incominciato ad interessarsi al proprio progetto antenna in Piazza Felice Della Torre: in questo caso, l’ingegnere dell’Ufficio Tecnico non avrebbe dovuto dire di no? Qualcuno mi sa spiegare cosa serve un sito antenna nel pieno centro storico della città?

Già qualcuno non è in possesso della mappatura Wind: perché già non applica il regolamento e la mappatura, notare bene, la si presenta dal momento in cui si vuol porre in essere quell’impianto e fornendo tutte le informazioni all’Amministrazione comunale.”

In quale periodo storico l’ingegner Didonna doveva frenare il progetto: “Già dai tempi del Commissario prefettizio.”

Lino Romanelli presenta, e consegna, alla nostra attenzione un lungo comunicato di 7 punti, cui il primo recita testualmente: “È stomachevole che la compagnia telefonica Wind in 8 marzo abbia iniziato i lavori di installazione della stazione radio sul lastrico solare dell’abitazione sita in Piazza F. Della Torre civico 12 senza che l’Amministrazione Comunale fosse al corrente di una sentenza ad essa sfavorevole emessa dal TAR Puglia nell’udienza tenutasi sin dal 16 novembre 2011 facendosi trovare del tutto impreparata a cercare di fronteggiare la situazione. Assurdo sarebbe anche il comportamento dell’avv. Difensore del Comune avv. Baccellieri, ben pagato dal nostro Comune e che delega nell’udienza decisiva al TAR l’avv. Ariela Lushi, senza avvertire la necessità e l’opportunità di informare immediatamente l’Ente dell’esito infausto del contenzioso con la Wind. Sarebbe ora che il Comune di Acquaviva sia conseguenziale nella scelta di certi avvocati che difendono gli interessi della nostra comunità.”

 

A ragion del vero, resta pur sempre un comunicato di parte. Ma la storia prosegue.

 

Commenti  

 
#1 cittadinolibero 2012-06-11 22:15
Ma che volete acquavivesi ? volete mettervi a confronto con i cittadini di Gioia del Colle, di Noicattaro o di Casamassima ? Lo sanno tutti che siete inferiori a quelle città e d'altra parte vi siete sempre sottomessi come pecore ai rappresentanti di quelle 3 città che qui ad Acquaviva hanno fatto e continuano a fare il bello e il brutto tempo !!! Ubbidite e tacete...come sempre da almeno 30 anni.
 

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