Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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La Questione Antenna in P.zza Felice della Torre

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AcquavivaNet ripercorre la “Questione Antenna”: 8 marzo, iniziano i lavori di installazione della stazione radio sul lastrico solare dell’abitazione sita in Piazza Felice Della Torre, al civico 12.

11 marzo, dichiara il consigliere Roberto Tisci: “Apprendiamo e constatiamo che in queste ultime ore nel centro storico di Acquaviva delle Fonti, centro nevralgico e baricentro dello stesso paese, si sta montando l’antenna della discordia: come già hanno detto in parecchi. L’antenna della Wind. E per appagare forse pochi, si otterranno danni notevoli: perché le radiazioni coinvolgeranno l’intera comunità e soprattutto il rione che ospita questo non gradito intruso. Una sentenza, fra l’altro, aveva già dato ragione alla comunità. Non dico al Comune: alla comunità. Che tale antenna non si montasse in quella location. Però, c’era l’impegno che il Comune provvedesse a trovare, a concordare, per un’altra location. Pare che in tutto questo non accerta ancora il diritto: ovvero non sappiamo la Wind quale concessione edilizia abbia avuto. Non so con quale documento cartaceo. Noi come FLI saremo fortemente contrastanti: e contrasteremmo con ogni mezzo, al pari della mozione presentata dal Consigliere collega Prof. Marcello Carucci di SEL. Non è una questione politica, o di solidarietà diretta al professor Carucci: l’antenna, in quella posizione, non giova proprio a nessuno. E forse nemmeno alla Wind in termini di efficienza. Sono solidale con i cittadini acquavivesi, ma soprattutto con gli abitanti del centro storico. Questo Polifemo della tecnologia, l’antenna stessa, emanerà radiazioni e creerà inquinamento: che si ripercuoterà non solo sulla zona, ma anche sulle scuole limitrofe e circostanti al rione.”

Per Tisci, l’Ufficio Tecnico se ne assume ogni responsabilità: “Io ricordo la battaglia dell’ex-assessore, fatta dalla Compagnia delle Arti, Alberto Della Corte: battaglia che valutava negativamente l’installazione di quell’antenna, e di comune accordo c’erano stati tutti i presupposti per dirottarla in altra location. Questo ripetitore non sa da fare, lo si smonti e subito. A tutti i cittadini: dire no all’antenna!”

21 marzo, il punto di Sinistra Ecologia Libertà.

Il segretario Beppe Di Vietri: “In merito alla questione dell’antenna, va detto che la gestione dell’affare è stata pessima: intanto, bisognerebbe far maggiore chiarezza. La nostra posizione, nonostante non vi siano oggi nostri comunicati stampa, era già molto chiara diverso tempo fa: la nostra proposta era stata già rivolta al Sindaco. Perché noi, a differenza di tutti gli altri movimenti o partiti, siamo una realtà presente e che interagisce davvero con la società civile. Ci eravamo mossi con la società civile attraverso un comitato per la difesa degli interessi del Centro storico: comitato portato avanti con perizia, portando avanti le istanze per cercare di risolvere la questione nella maniera migliore e per tutelare la salute pubblica e l’interesse della collettività. In merito, va detto che la soluzione che oggi si apprende come ufficiale, al quindicesimo punto all’ordine del giorno di un Consiglio comunale straordinario, ci sembra una soluzione che è peggio del male: poiché danneggia il paesaggio del Centro storico, l’immagine del palazzo più prestigioso del nostro paese. E poi: viene meno la tutela della salute pubblica. Questo è un appello che faccio direttamente al Sindaco: ci avviciniamo addirittura agli istituti scolastici, non prendendo in considerazione il fatto che noi abbiamo un regolamento comunale che parla chiaro e di mantenere delle distanze dalle scuole o dagli edifici pubblici. La soluzione noi la proporremo all’interno del prossimo Consiglio comunale: volevo ricordare che ci sono dei siti in cui sono già state installate delle antenne di ripetitori di telefonia mobile, cosa che noi abbiamo fatto già presente al Sindaco qualche settimana fa. Bisognerebbe pensare di spostare l’antenna verso quei siti. Non comprendiamo perché l’antenna Wind non venga installata all’altezza di quei siti preesistenti. Non comprendiamo questa mancanza di ascolto da parte del nostro sindaco. Fermo restando gli errori e i ritardi della Pubblica Amministrazione nella gestione di questo affare. Ci sono stati ben 90 giorni di tempo per indicare una sede alternativa: ma che sia un errore più di un apparato burocratico che politico, questo non certo emancipa del tutto le responsabilità dell’apparato politico che ci amministra.”

Interviene il Prof. Carucci: “Noi questa soluzione l’avevamo già discussa un anno fa.” Interviene nuovamente il Prof. Carucci: “Più di un anno fa. Era ancora in carica l’Assessore Della Corte, quando ebbi dall’Assessore all’Urbanistica garanzie assolute per la contrarietà della volontà politica dell’amministrazione comunale all’installazione di un’antenna nel Centro storico. Come proprio diceva il compagno Di Vietri, abbiamo a che fare con una soluzione che, in questo momento, è peggiore del male stesso.”

Consiglio Comunale 30 marzo.

http://www.acquavivanet.it/politica/2974-consiglio-comunale-antenna-wind-problemi-seri-non-ancora-affrontati.html

Il Presidente del Consiglio aveva dunque proposto una sospensione di dieci minuti per un momento di confronto coi cittadini in sala e i presenti all’adunanza consiliare. L’ing. Didonna rispondeva tecnicamente a tutti i consiglieri: concedendosi anche un ampio volo di carattere cronologico e con passaggi molto curati. Interessante è stato l’aspetto giuridico: la questione antenna la si può ricollocare ai tempi a cavallo fra il 2004 e il 2005. Quando la vecchia giunta rispose con un regolamento in linea coi contenuti della legge regionale n.5 del 2002. Legge che, secondo l’ing. Didonna, la Corte Costituzionale aveva poi dichiarato incostituzionale. E nel 2006, sempre secondo Didonna, la Regione Puglia non aveva più introdotto alcuna una norma di peso legislativo al pari di quella ormai considerata bocciata. Dal discorso emergerà il caso dell’assenza di un opportuno provvedimento locale. Didonna: “se questa amministrazione comunale non adotta una programmazione, non adotta uno strumento normativo, l’ufficio deve fare esclusivamente riferimento alle norme regionali. E queste non prevedono un divieto nelle zone A (come il Centro Storico).” Anche se lo stesso tecnico aggiunge, e ammette, l’assenza di una mappa di copertura Wind. Si proporrà la sospensione dei lavori in Consiglio per gli interventi dal pubblico: e il pubblico non mostrerà entusiasmo per la presenza dell’antenna. L’Assessore all’Urbanistica (oggi non riconfermato) interverrà sostenendo che la presenza dell’antenna in pieno Centro storico forse non dovrebbe essere oggetto di tante fobie, ma sta di fatto che la questione antenna meriterebbe l’intervento di un perito o di un soggetto autorevole. E tale perito e soggetto terzo autorevole “proviene da” o “è” l’Università di Bari, o il Politecnico. Ma tra gli interventi dal pubblico spiccherà quello di Lino Romanelli, il quale afferma che il primo comma articolo 10 della legge regionale n.5 del 2002 non ha mai invalidato il regolamento comunale del 2005. “E senza mappa di copertura, la Wind non va da nessuna parte.” Non è vero, tanto per cambiare, che nessuno aveva partecipato alla Conferenza dei Servizi: lui era presente. Reciterà così il primo comma dell’articolo 10: “E' vietata l'installazione di sistemi radianti relativi agli impianti di emittenza radio televisiva e di stazioni radio base per telefonia mobile sulle aree, sulle strutture e sugli edifici destinati all'infanzia e a utenti in età pediatrica e sulle attrezzature sanitarie e assistenziali come ospedali, case di cura e di riposo, scuole e asili nido, istituti per l'infanzia e parrocchie.” L’ing. Didonna non resterà convinto. E non lo sarà appieno nemmeno il Consigliere PDL F. Montenegro: perché, ed è anche vero, quella di Acquaviva resterà una situazione giuridica ancora tutta da chiarire (F. Montenegro). Ripresi i lavori consiliari, il Sindaco affermerà: “davanti al vuoto, l’amministrazione doveva uscire con una proposta per bloccare i lavori dell’antenna.” Approva la soluzione dell’Assessore (oggi ex) Vendola. E concorderà una formula di atto di indirizzo basato su tre punti: il primo, la formulazione di un O.d.G. dove si invita l’Ufficio Tecnico ad adottare l’istituto dell’autotutela; il secondo, il progetto di deliberato atto a porre in essere il divieto di installare antenne telefonia nel centro abitato; il terzo, in linea con la proposta dell’Assessore Vendola: l’Ente Comune potrà avvalersi dell’operato peritale di un soggetto terzo autorevole, quale l’Università di Bari o il Politecnico. Il Sindaco sospenderà, poi, i lavori in Consiglio per altri dieci minuti. Ripresi i lavori, altri sviluppi: Squicciarini sarà motivato a portare avanti il discorso dell’atto di indirizzo, “ma” riscontrando la necessità di nuove comprensioni di applicabilità del medesimo: il problema è, dunque, l’esercizio dell’istituto dell’autotutela, il quale richiederebbe un serio approfondimento giuridico. E si rimanderà ogni approfondimento per il prossimo 12 aprile, mentre l’ordine del giorno sarà così ritirato all’unanimità. Ad oggi, le cose sono ancora tutte da definire.

Commenti  

 
#2 tina 2012-06-11 14:49
ma telemajg perchè non ne parla del problema antenna?
 
 
#1 tina 2012-06-11 14:14
prego codesta testata di interessarsi anche dei ripetitori delle emittenti televisive locali visto che sono decisamente più potenti. grazie
 

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