Giovedì 15 Novembre 2018
   
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D’Ippolito, WWF: Bisogna smuovere la coscienza dal basso

Dino DIppolito

 

Quanto, nella vita di tutti i giorni, diamo importanza al tema dell’ambiente e della sostenibilità?

L’esempio viene da Dino D’Ippolito, Presidente del Circolo WWF Gioia Acquaviva Santeramo. Recentemente intervistato, la quale si ringrazia per la sua cortese attenzione, D’Ippolito esprime un giudizio critico su come la gioventù acquavivese non ancora risponde come dovrebbe.

Cosa l’ha spinta a essere Presidente del Circolo WWF Gioia Acquaviva Santeramo? Cosa l’ha spinta a far parte del WWF?

“L’amore per la natura, la necessità che ha la natura di essere tutelata: quindi occorre non solo guardare dall’esterno, o lamentarsi, ma in prima persona mettersi in gioco.”

Da quanti anni questo vostro Circolo è attivo? E in quale città è più concentrata questa forma di attivismo?

“Noi siamo attivi su Gioia del Colle da almeno dieci anni. Acquaviva da meno tempo: ultimamente non abbiamo molte possibilità di effettuare iniziative proprio per la mancanza di attivisti sul territorio. Stiamo cercando con questa iniziativa di smuovere un po’ le acque ad Acquaviva e far attirare anche un po’ di gente. Perché è molto importante la partecipazione dei cittadini, per un’associazione come il WWF.”

Quanto il vostro Circolo può influenzare, attraverso i suoi messaggi costruttivi, la vita politica delle città di Gioia, Acquaviva, e Santeramo? Che rapporto avete con il mondo della politica locale?

“Per quanto riguarda la politica, secondo me l’ambiente non deve avere schieramenti: non deve avere un colore politico. Quella che è la nostra intenzione, però, è indirizzare le politiche ambientali: far comprendere agli amministratori che determinate scelte non sono di destra o di sinistra, ma sono solo scelte di buon senso. Scelte per il futuro dei nostri figli: questo è il nostro modo di fare politica. Il passaggio da una amministrazione all’altra non sia un taglio sulle politiche ambientali.”

Nello specifico, che tipo di politica fondata sulla Sostenibilità possiamo attuare in territori come quelli di Gioia, Acquaviva, e Santeramo? Qual’è il futuro politico della Sostenibilità?

“Non vorrei essere limitato sulle nostre zone, piuttosto vorrei parlare della Puglia: negli ultimi anni c’è stato uno sviluppo positivo delle energie rinnovabili, d’altro canto c’è stato un boom improvviso di scelte non perfettamente corrette, intese come vaste distese di pannelli fotovoltaici; un po’ troppo sparsi nella nostra Regione. Il fotovoltaico è una soluzione: non a caso noi abbiamo partecipato alla nota campagna per il referendum contro le centrali nucleari. Ovviamente l’energia ci serve, l’importante è il risparmio energetico: quello è il primo punto di partenza. Bisogna produrre elettricità da fonte rinnovabile: il pannello fotovoltaico è una soluzione, ma va installato non sparso nelle nostre campagne ma sui tetti delle case, sui capannoni. Questa soluzione è eco-compatibile: è una vera soluzione di autonomia energetica. Anche di produzione: nel caso di un capannone in una zona industriale totalmente coperto di pannelli, potrebbe anche avere un flusso di energia in eccesso… E collegato in rete con altri edifici o case resterebbe un’ottima soluzione… Perché non dobbiamo sottrarre suolo e territorio da quelle che sono le attività agricole: e quindi “dobbiamo magari importare i prodotti agricoli da lontano”. In quel caso: “consumo di combustibile, e scelte non eco-compatibili”. Altra soluzione è l’eolico: però l’eolico va installato in determinati ambiti, su dove è possibile, e con impianti preferibilmente piccoli. Piccoli impianti, piccole produzioni eco-compatibili. Esistono invece impianti costruiti in zone non idonee e quindi hanno provocato danni: per non parlare anche dell’impatto sulle pale di volatili di specie protette. Essendo WWF, ci esprimiamo anche in questi termini.”

Sappiamo di recente che ad Acquaviva si è parlato di eolico: voi come la vedete la situazione?

“Noi abbiamo inviato le nostre osservazioni alla Provincia: la situazione la vediamo da un punto di vista di “non dire no sempre”. È possibile installare degli impianti, però ci sono ad esempio alcuni che sono stati proposti troppo vicini al SIC di Acquaviva: in quel caso non eravamo d’accordo. Su altre pale: potrebbero essere più eco-compatibili.”

Noto qui alcuni dei bellissimi scatti fotografici presenti anche nel vostro libro, il libro che recentemente voi WWF avete lanciato e che parla del nostro territorio: cosa può dirci a riguardo?

“Il libro è stato curato da Roberto Cazzolla Gatti, un nostro noto attivista. Nasce da un progetto iniziato quando Roberto Cazzolla Gatti era lo stesso Presidente del Circolo WWF Gioia Acquaviva Santeramo. È un bio-monitoraggio dell’ambiente e della fauna del nostro territorio. Partendo da questo progetto, noi, tutti i finesettimana, abbiamo fatto un giro nei luoghi che abbiamo individuato per raccogliere dati. Non mancano certo le sorprese: abbiamo localizzato a Gioia e a Castellaneta l’Occhione, un uccello che non avremmo mai pensato di trovare da queste parti. Principalmente nidifica sul greto dei fiumi in aree molto più a nord. Abbiamo fotografato molte specie di Orchidee presenti sulle nostre Murge e, addirittura, abbiamo trovato una specie che non era stata ancora classificata a Monte Rotondo, tra Gioia e Putignano. Abbiamo conosciuto anche delle collaborazioni interessanti: come quella del gruppo speleologico di Bari, dell’Università, che ci ha coadiuvato in attività di ricerca all’interno delle cavità carsiche. Il libro, edito dalla barese Adda, nasce con l’obiettivo di far conoscere i temi che ho già accennato e di essere poi un valido strumento per studiosi e appassionati.”

 

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