Martedì 13 Novembre 2018
   
Text Size

Risposta ad un nostro lettore: telecamere nei luoghi sensibili

LETTERA.JPG

 capitan harlock_da_wallpaper.it

Di recente, abbiamo sollevato la campagna “Giovani, Acquaviva’s got a merchandising”.

http://www.acquavivanet.it/attualita/3008-giovani-acquavivas-got-a-merchandising.html

Lieti di rispondere, nuovamente, a un nostro celebre lettore:

http://www.acquavivanet.it/attualita/3005-come-tutelare-la-cassarmonica-e-larte-di-strada.html#comment-2989

 

 

Per prima cosa, noi, AcquavivaNet, abbiamo sollevato la questione della sicurezza nei luoghi sensibili quali il Cimitero Comunale, recente vittima di un discutibile stupro al suo decoro, e i monumenti della città, in particolare abbiamo fatto leva sulla vulnerabilità della nostra Cassarmonica. Riteniamo legittimo argomento di discussione la possibilità di introdurre telecamere come forma di tutela degli stessi luoghi sensibili.

Quanto al binomio “individuare eguale punire”, noi riteniamo ingiuste le azioni finalizzate all’offesa del pubblico decoro.

A quanto pare, le telecamere forse non basteranno: sarebbe importante anche il contributo dei cittadini. Affinché, con i moderni mezzi della tecnica, si possano fornire foto o riproduzioni audiovisive. Ma è anche vero che questo tipo di società risulterebbe a tratti invivibile: anche se tali comportamenti restano comunque necessari.

Quanto alla punibilità: la deturpazione e i furti avvenuti nel Cimitero non fanno testo, quanto invece i casi dei murali illegali sarebbe opportuno promuovere una campagna giusta ma non puntualmente cruenta.

Eccola: “Hai sporcato, ridipingi a tue spese.” Il tutto, possibilmente, senza fare tanto rumore (mantenendo possibilmente la privacy) e senza andare girando con un cappio al collo.

L’articolo terminerebbe con un appello alle scuole, alle associazioni culturali, a tutte le componenti giovanili dei partiti politici. E noi, fieramente, lo ribadiamo.

Anche perché, per sollevare una campagna di sensibilizzazione, serviranno i giusti interlocutori: affinché non si ponga in essere una banale campagna di parte, ma si faciliti un futuro forum. Da tale forum, otteniamo già un primo esempio di “democrazia partecipata”. E una volta trovata una soluzione comune, la si porta, a una o più voci, in sede di Consiglio Comunale.

Per quanto ci riguarda, la politica, sia come governo che come amministrazione, rappresenta l’insieme delle nostre istituzioni democraticamente elette. E rispettiamo democraticamente la sua opinione, anche se non siamo perfettamente fedeli alla sua linea.

Perché ragioniamo in maniera differente: perché, a modo nostro, cerchiamo solo di lanciare messaggi costruttivi. E non nascondiamo che il mondo della politica non sia immune da difetti. (Attenzione…)

Ciò nonostante, diceva un grande Kennedy: “senza istituzioni e regole, la legge della giungla trionferebbe”…

A meno che, caro buon lettore, la invitiamo a farci un esempio, ben collaudato, di “perfetta” democrazia partecipata.

Dal canto nostro, sappiamo che una “perfetta” democrazia partecipata sarebbe, oggi, rappresentata dalla “democrazia elettronica” (e-democracy): tuttavia, non è ancora chiara la sua potenziale struttura…

E all’interno del suo ambito, chi farà le leggi? Chi farà i programmi? Chi non farà demagogia? Chi controllerà i nostri pensieri? E chi, di punto in bianco, potrebbe poi monopolizzare tale controllo, decidere chi ha torto e chi ha ragione, e avviare un nuovo stato dittatoriale?…

A tal punto, noi crediamo in una forma più autentica di democrazia, di matrice liberale e semi-partecipata: dove ci teniamo i partiti.

Ma, “forse”, andrebbe rivisto il “noto” divieto di mandato imperativo (anche se è legge costituzionale), e ogni base militante, come già avviene ora nella Lega Nord (attenzione: è sotto i riflettori anche SEL…), ha il diritto di fare pressione sulla propria classe dirigente.

Ci teniamo, dunque, i partiti: il loro esercizio democratico di diversità, la loro possibilità di essere ripensati e rifondati (e per iniziativa dalla stessa base), e proponiamo più pulizia al loro interno.

Ribadiamo, infine, serenamente un concetto: “Caro Michele, lei resta un nostro buon amico, un fedele lettore, e continui pure a scriverci. Anche perché le concederemo sempre il pieno, e democratico e puntuale, diritto di replica.” È sempre il benvenuto.

 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI