Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Ritorna il "Fuoco di Prometeo" di Michele Natale

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Come Prometeo ha sottratto agli dei il fuoco, metafora della scienza e del sapere – e premessa di ogni progresso antropologico, ecco che Michele Natale, Presidente del Centro Studi Antonio Lucarelli, oggi solleva una fiaccola e la sottrae al focolare all’ordinaria informazione quotidiana: ecco che nasce una nuova piazza virtuale. Che parte dal basso.

Mai come oggi – anzi: da sempre – abbiamo bisogno di essere informati: noi già lo facciamo, ma riconosciamo che l’iniziativa del Centro Studi è l’ennesimo dono di quel particolare esercizio di libertà al diretto servizio della comunità acquavivese.

Un dono in eventuale risposta a chi potrebbe sostenere che l’informazione debba essere di univoca interpretazione: ma l’informazione, se è vera, non può che fare riferimento ad un evento realmente accaduto e alla perenne certezza delle sue fonti. E, una volta pubblicata la notizia, si dovrà dare anche la possibilità di replica ai diretti interessati. Per quanto poi concerne le interpretazioni, non escludiamo che le possibilità siano infinite.

Il diritto di replica, che non dovrà mai mancare, poi potrà amplificare la qualità della stessa notizia.

Il “Fuoco di Prometeo”, cui auguriamo “sportivamente” i nostri migliori auspici, è un altro esempio di come, nella nostra società, la parola democrazia etimologicamente funziona e la libertà di esprimere una propria informazione abbia ancora un suo significato.

AcquavivaNet è dunque onorata di venire a conoscenza di questa nuova realtà: e sarà molto interessante confrontarsi e arricchire il panorama comune dell’informazione locale.

Oggi la nostra comunità non è preda di un chiassoso coro polifonico – “poiché qualcuno avrebbe osato aprire un sito per esortare i cittadini a dire la loro”, ma si è, invece, notevolmente arricchita. E più siamo a informare, oggi, meglio è.

Secondo il Natale, assistiamo, in realtà, al ritorno di un omonimo periodico in una veste nuova: non più cartaceo ma on line (http://fuocodiprometeo.altervista.org), e con un nuovo e più definito scopo; quale progetto editoriale e linea editoriale.

M.N.: “L’idea di riprendere questa esperienza nasce dalla considerazione circa quelli che furono gli obiettivi di partenza e la necessità attuale di munirsi di uno strumento di comunicazione e di confronto fra i vari gruppi che iniziano a unirsi in un progetto di cambiamento complessivo.

Quel gruppo di amici che si riunì intorno a “Il fuoco di Prometeo”, partì dalla constatazione che stavamo assistendo al tramonto di un modo di fare cultura, al crepuscolo di un’epoca nuova. Avvertì, ancor prima di capirne pienamente i motivi e le possibili conseguenze, che stavamo vivendo anni di transizione in cui la società civile, che conoscevamo non c’era più, stava mutando e occorreva capire questo processo, farne parte e impedire che la conservazione politica soffocasse il bisogno e la spinta verso il nuovo che nasceva dal basso. La breve durata di quel primo periodico – formato cartaceo – non fu conseguenza di errori d’analisi o smentite della validità di quell’iniziativa. La fine della prima esperienza è parte integrante di un percorso di crescita stratificata e d’inevitabili differenze fra i soggetti coinvolti nella sua realizzazione.”

Le stratificazioni e differenze dei singoli scriventi, secondo Michele Natale, vanno viste come positive esperienze di crescita: infatti, alcuni partecipanti a quel gruppo di amici si sono riuniti nel Centro Studi “Antonio Lucarelli” e hanno continuato il loro percorso in varie direzioni, fedeli a un solo principio metodologico: “Dire quel che si pensa e fare quel che si dice”. Parole sante. E aggiungiamo qui ben due cose: la prima, “buon lavoro”; la seconda, “la diversità delle chiavi di lettura è ricchezza”.

 

 

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