Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Aperto il Centro di Ascolto Caritas per le Famiglie

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Intervista ai responsabili dell’Opera Mariana del Samaritano Onlus 

Dai primi di Marzo, presso i locali adiacenti la chiesa di Sant’Agostino, si è avviato il Centro di Ascolto Caritas per le famiglie, curato dalle Missionarie dell’Opera Mariana del Samaritano presenti in Altamura.

Un’opportunità per il nostro paese, un aiuto maggiore, un sostegno più corposo alle parrocchie di Acquaviva che molte volte si trovano dinanzi a difficoltà di gestione di determinate situazioni.

Saper ascoltare è un arte, è un dono che non tutti hanno e le Samaritane dedicano la loro vita ad ascoltare, aiutare, sostenere quanti sono nel bisogno non solo economico ma anche sociale e morale. Un ulteriore servizio per la nostra città, una ricchezza da condividere e saper adoperare.

  

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Abbiamo incontrato i responsabili del Centro di Ascolto Caritas per le Famiglie: Silvana Spano (Missionaria dell’Opera Mariana del Samaritano) e Rino Tarantino (Economo della Caritas Diocesana) e proprio per saperne qualcosa di più abbiamo rivolto loro alcune domande.

 

Che cos’è un Centro di Ascolto?

“Il Centro di Ascolto è una realtà attraverso cui alcuni membri della comunità cercano di ascoltare le storie, accogliere, orientare ed informare quanti si rivolgono a noi. Orientare significa direzionarli verso servizi già presenti sul territorio (Comune, Csm), inviarsi alle parrocchie di appartenenza per inserirli in percorsi di spiritualità. Informare significa aiutare in pratiche di carattere burocratico”.

L’Opera Mariana del Samaritano ha nel suo carisma sostenere particolari situazioni. Ci dica qualcosa in più riguardo a questo ente.

“L’Opera Mariana del Samaritano si fonda sulla parabola del Buon Samaritano ed ha in se il carisma di “Farsi Prossimi”. Farsi prossimi significa andare verso l’umanità sofferente, muoversi, andare incontro a famiglie, persone… Un elemento concreto è la visita alle famiglie, agli ammalati, ai disabili, ai minori in difficoltà, quasi come un Missione Popolare. Nelle parrocchie spesso veniamo chiamate per vivere questa missione popolare sul territorio e dare il quadro della situazione al parroco. L’ultima missione popolare è stata nel centro storico di Gravina nel 1999. Attualmente in diocesi, proponiamo un servizio di accoglienza residenziale e di centro di ascolto”.

Viviamo in un tempo in cui tutto si sente e nulla mai si ascolta veramente. Cosa significa esattamente ascoltare?

“Abbiamo due orecchie che servono solo per sentire. Per ascoltare oltre alle orecchie servono tutti gli altri sensi perché ascoltare significa farsi toccare il cuore dalle situazioni tanto da farmene carico condividendo e provare a fare tutto il possibile per risolvere quella situazione. Ascoltare significa mettere insieme relazioni ed emotività per cercare di immedesimarsi nell’altro”.

Parlare di povertà è facilmente riconducibile solo ad un pensiero economico, è realmente così? Quali solo le povertà e come si riconoscono?

“Assolutamente falso che la povertà deve essere intesa come soltanto economica. Le prime vere povertà sono di valori, di senso della propria vita e soprattutto di spiritualità. Il processo di secolarizzazione ci ha portato a riempirci dal punto di vista consumistico e ci ha svuotami interiormente. Abbiamo curato l’aspetto estetico tralasciando il cuore e i veri principi. Anche il Sud Italia è stato investito dalle separazioni e questo ha causato per la maggior parte povertà morale, spirituale ed anche economica. La separazione, in generale, è una grande povertà in sé: anche un gruppo che viene meno è una povertà enorme”.

E’ da quasi un mese che Acquaviva gode dell’infinita ricchezza di questo Centro di Ascolto per famiglie. Quale l’impressione avuta? E’ un servizio accolto da tutti?

“La prima impressione avuta è di una grande povertà di solitudine: una sofferenza della persona non condivisa, lasciata da sola da tutto e da tutti, dalla società agli enti che dovrebbero occuparsene. Si dice spesso che gli uomini non piangono che sono forti, vi posso garantire che ho visto degli uomini piangere e questa cosa mi ha colpito molto e mi ha fatto riflettere. Sulla povertà economica Acquaviva purtroppo ha poche risorse e di conseguenza sono poche le opportunità di occupazione. Abbiamo già effettuato degli interventi, soprattutto sul pagamento di affitti e utenze grazie al Fondo Per famiglie Caritas che il nostro Vescovo S. Ecc. Mons Mario Paciello mette a disposizione per i centri di ascolto Caritas”.

 

Una testimonianza reale di quello che Acquaviva vive e soprattutto della grande e infinita ricchezza che ha nell’avere la possibilità di godere di questo Centro di Ascolto. Un ringraziamento particolare al Vescovo S. Ecc. Mons. Mario Paciello che attraverso il Fondo per le famiglie Caritas offre la possibilità di poter intervenire tempestivamente su situazioni di elevato disagio.

Un grande augurio ai Responsabili del Centro di Ascolto Caritas di Acquaviva, Rino e Silvana e a tutti i referenti parrocchiali che affiancano i responsabili e si confrontano, affinché questo spazio possa essere per tutti un’opportunità da gestire al meglio.


 

 

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