Mercoledì 21 Novembre 2018
   
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Restauro teatro comunale: Una meravigliosa impresa possibile

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 Riceviamo e pubblichiamo:

 

Il recupero e la riapertura del teatro di Acquaviva delle Fonti sono un’impresa, certo oggi non facile, ma, tanto attesa e utile per la comunità acquavivese. Al vecchio “Teatro Comunale” è legato il volto e il cuore di una parte della storia di Acquaviva delle Fonti: fra la nostra città e il suo teatro, o “cinema Cosmo”, esiste una forte correlazione identitaria che non si è interrotta neppure quando la struttura è stata chiusa definitivamente. Convinti che con il passato bisogna misurarsi e farci i conti, in un rapporto fra antico e moderno, consideriamo il teatro del nostro paese, un importante strumento di crescita civile, economica e culturale non solo della comunità locale. Infatti, se sceglierà di candidarsi a punto di riferimento e saprà conquistarsi un ruolo centrale in un vasto comprensorio, l’ambizioso progetto diventerà possibile. Questo soprattutto se gestito in una visione ampia che non si limiti all’ambito tranquillizzante e apparentemente “sicuro” di un solo campanile.

  1. 1.Acquaviva delle Fonti ha bisogno di avviare un’altra stagione che può essere uno strumento efficace non solo per la promozione culturale, ma anche per l’integrazione sociale e la ripresa economica di tutti quei settori che intorno ad esso ruoteranno;
  2. 2.Per rendere concreto quest’ambizioso obiettivo è necessario conquistarsi il pubblico e i clienti. Per raggiungere questo primo stadio bisognerebbe diversificarne la mission, partendo da un’analisi accurata delle specifiche esigenze di una platea ampia, e guardando oltre il confine comunale;
  3. 3.Una volta definite le diverse attività e mansioni, si dovrebbe fare rete. Alla concorrenza fra teatri si dovrebbe sostituire un concetto più sostenibile di utilità reciproca, secondo le funzioni e scelte dei singoli teatri. Collaborare, quindi, per diversificare l’offerta e la clientela.

E’ ovvio, il restauro di un teatro è costoso e rischioso, per superare i timori e scommettere sull’impresa, ci piacerebbe avviare un dialogo con le istituzioni e gli altri teatri del circondario, finalizzato alla definizione congiunta di una nuova geografia teatrale nella provincia di Bari. Per quest’avvio di dialogo non bisogna partire dai soldi, quanto dalle idee. Ristrutturare un teatro significa restituire alla collettività, non solo un bene culturale di prestigio e insieme uno spazio naturalmente deputato alla promozione delle attività dello spettacolo. Esso deve saper essere anche il tassello fondamentale di un progetto di recupero più vasto e ambizioso; un progetto di valorizzazione complessiva del patrimonio storico culturale di un territorio.

Un teatro è fatto di molti elementi: la natura e la storia dei gruppi di artisti che lo dirigono o entrano in rapporto con esso, i luoghi fisici in cui è inserito e tutto ciò che questo comporta, le caratteristiche architettoniche e strutturali di un tipo di sala rispetto a un altro (che ancora non si conoscono), la vitalità del tessuto sociale del territorio. Il pubblico delle stagioni teatrali è comunemente lo stesso, con incrementi molto lenti. Un pubblico che gira di sala in sala a secondo degli interessi. Questa clientela ci fa capire che una logica di competizione dell’offerta – sul piano della qualità, utile e indispensabile – è economicamente destinata a fallire. Bisogna valorizzare le differenze, anche in termini d’investimento economico e promozionale, occorre coordinare l’offerta. Questo metodo potrebbe rivelarsi utile a tutti. Per questo è fondamentale saper essere anche un tassello di un progetto di recupero più vasto e ambizioso; un progetto di valorizzazione complessiva del patrimonio storico-culturale non solo di Acquaviva delle Fonti ma allargato almeno al territorio circostante. Su questo progetto occorre concentrare le risorse economiche disponibili e la capacita di tessere rapporti di collaborazione e coordinamento più vasti e, una volta ridefiniti gli spazi e le strutture essenziali, attivare le necessarie sinergie di idee e competenze, dei soggetti e/o gruppi interessati. Quello che si propone non è un teatro inteso solo come spazio di consumo, più o meno tradizionale, ma come luogo dinamico, aperto alle diversità delle arti e alle culture del mondo. Il teatro può diventare strumento di promozione di un progetto forte e ambizioso di una comunità, come quella acquavivese, che ha bisogno di trovare un punto di forza per recuperare quella vitalità perduta. Terminare il restauro del Teatro di Acquaviva delle Fonti significa che, mentre fa crescere la qualità della vita, può anche migliorare le condizioni materiali ed economiche di una parte dei suoi abitanti.

Recuperare un teatro anche nelle più piccole località significa ritrovare un elemento decisivo di socialità e identità, ritrovare la consapevolezza delle proprie radici, poter custodire la memoria di quel che siamo stati, come singoli e come comunità, prima che questa memoria sia perduta per sempre, e allo stesso tempo scoprire che altri approdi appena intravisti sono possibili.

Noi crediamo che il recupero di un teatro, anche per una piccola comunità, significhi un preciso, forte e decisivo segnale di voglia di rinascita, un’iniezione di fiducia in un futuro migliore possibile. Per questo come Centro Studi “Antonio Lucarelli”, Associazione Culturale “L’Incontro” Onlus e Teatro Egò, abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica tramite una raccolta di firme e ci proponiamo di incontrare le istituzioni preposte all’argomento per proporre il progetto complessivo su cui stiamo ancora lavorando. Non è utile, né opportuno, accelerare i tempi, puntando solo ad ultimare la struttura, è necessario confrontarsi ed elaborare un progetto complessivo serio ed efficace. Per questo ci proponiamo di seguire con interesse e attenzione i lavori del imminente Coordinamento cittadino per la cultura e l’ambiente, del prossimo 3 marzo. Cui andremo con le indicazioni e le proposte su esposte.

p. il Centro Studi                         p. l’Associazione Culturale                   p. Teatro Egò

   “A. Lucarelli”                                 “L’Incontro” Onlus                     Giorgio Poggioli

                     Michele Natale                                              Roberto Tritto

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