Mercoledì 14 Novembre 2018
   
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Lions Club: "Più sangue, più cellule staminali, più Vita"

22 marzo_2012_intermeeting_lions_club_sangue_cordonale

  

Una goccia di sangue in un mare di vita” è questo il titolo dell’Intermeeting organizzato dai Lions Club del Distretto 108 AB giovedì scorso nella sala conferenze di Palazzo De Mari.

La campagna di sensibilizzazione ed informazione sulla donazione del sangue cordonale è stata promossa dai Club “Pura Defluit” di Acquaviva delle Fonti, “Monte Johe” di Gioia del Colle, Santeramo in Colle, ”Universitario di Altamura-Casamassima e “Murex” di Altamura nell’ambito delle attività annuali e in linea con gli scopi del Lionismo.

“Più sangue, più cellule, più Vita” possiamo sintetizzare con queste parole l’interessante convegno dei Lions, un momento formativo di elevato spessore che ha visto la partecipazione di importanti relatori tra i quali ricordiamo Lazzaro Di Mauro (Direttore della Banca Cordonale della Regione Puglia a San Giovanni Rotondo), Gennaro Volpe (Presidente ADISCO Bari dell’Ospedale Di Venere) e l’ostetrica Caterina Casalino referente per l’Ospedale “F. Miulli” di Acquaviva della raccolta di sangue cordonale.

Triplicare le donazioni di sangue cordonale per dare speranza ai tanti malati di leucemie e curare le patologie oncoematologiche di pazienti in età pediatrica (ogni anno ci sono infatti 10-12 nuovi casi su ogni 100 mila abitanti). Il Centro Nazionale Sangue comunica che ci sono 19 Banche del Sangue Cordonale, assistiamo ad un incremento annuale delle donazioni segno evidente del nostro costante impegno a favore della sensibilizzazione a questo atto di solidarietà. Speriamo che questo incontro possa avere presa su di noi affinché possiamo trasmetterlo agli altri“ ha detto Giuseppe Di Masi, referente distrettuale Lions per il tema di studio nazionale “Donazione del sangue del cordone ombelicale: informazione e sensibilizzazione”.

Dott. Di_Mauro 

Il Dott. Di Mauro prendendo poi la parola è entrato nello specifico del tema parlando della sua esperienza, dopo un breve e doveroso excursus sulla scoperta di ‘cellule staminali’ nel cordone ombelicale (1974), dell’antigene CD34 marcatore di staminalità (Curt Civin nel 1984), ai primi trapianti (1988) e alla nascita delle Banche del Sangue Cordonale (1992) il cui obiettivo è quello della “raccolta, conservazione e distribuzione di SC al fine di trapianti”.

“Un grande SI alla Vita umana”, insomma “Da una vita ad un’altra Vita”, l’utilizzo del sangue cordonale che fino a pochi anni fa era “semplicemente” cestinato nei tanti Reparti di Ostetricia, oggi è una risorsa preziosa.

“Solo il 25% dei pazienti trova un donatore compatibile in ambito familiare, 1/3 nel Registro Internazionale dei Donatori di Midollo osseo, il 35 % non può sottoporsi a trapianto per mancanza di donatori”. Questi in sintesi i dati offerti. Di Mauro ha poi parlato della Banca Cordonale della Regione Puglia nata il 3 agosto 2007 a San Giovanni Rotondo (FG) e dei 14 Centri presenti nella nostra Regione individuati in base al numero di nascite. “Siamo passati da 411 unità del 2007 al 2367 unità nel 2009 classificandoci come la 1° Banca di Sangue Cordonale in Italia”. Ha raccontato alcune toccanti casi di pazienti e trapianti resi possibili con sacche di sangue provenienti e dirette in Paesi entra-europei ricordando inoltre i provvedimenti dell’Antitrust nei confronti di 6 BSC sanzionate per pubblicità ingannevole. La donazione di sangue cordonale ha precisato è gratuita, non ha fini di lucro.

 Dott. Gennaro_Volpe

Il Dott. Volpe ha invece posto l’accento sugli aspetti tecnici “la donazione del sangue cordonale passa dalla sala parto”. Non viene donato il Cordone ombelicale ma il sangue contenuto in esso”. Con parole semplici ha reso concetti scientifici a portata di tutti.

Ha ripercorso l’iter che la coppia deve percorrere dal colloquio informativo al consenso alla donazione, ai criteri di esclusione (gestazione meno di 37 settimane, rottura della membrana da più di 12 ore, liquido amniotico verde), al bancaggio (si attesterebbe al momento attorno al 21%).

Apprendiamo dal suo intervento che ogni sacca deve avere un peso di 80 g contenere 1 miliardo e 200 mila cellule staminali, il nascituro deve pesare sui 3, 200 kg, 700 g di placenta, travaglio di parto lungo. Ha poi presentato i dati ADISCO Bari “tra ottobre 2008 e settembre 2010 sono state raccolte 713 unità di sangue cordonale (di cui 529 eliminate, 184 bancate) diversi rispetto ai dati delle Banche di Sangue Cordonale Private (i cui dati sono completamente contrari e prevedono costi che partono dalle 2 mila e 600 euro)”.

L’ostetrica Casalino partendo dalla broucure informativa realizzata ha portato invece l’esperienza del nostro Ospedale Miulli. Ha ripercorso l’iter da compiere rivolgendosi innanzitutto al Consultorio (080 305 4634) per fissare un primo colloquio informativo con il medico che prevede la compilazione dell’Anamnesi sulle patologie presenti e assenti nella storia personale e familiare della coppia donatrice.

“Al colloquio – ha precisato- bisogna portare gli esami eseguiti di routine durante la gravidanza. E’ preferibile prenotare il colloquio dopo la 37a settimana. All’idoneità segue il consenso all’atto di donazione da parte della donna.

E’ importante che al momento del ricovero la coppia ricordi al personale ospedaliero di aver aderito al progetto per la raccolta del sangue cordonale. In reparto sarà richiesto un ulteriore consenso. L’ostetrica valuterà durante il travaglio se persistano le condizioni di idoneità. Dopo il parto verranno effettuati sia il prelievo dal cordone ombelicale sia i prelievi alla madre donatrice, da inviare insieme alla Banca Pubblica di S. Giovanni Rotondo.

L’esito degli esami effettuati sulla sacca e sui prelievi materni confermeranno o meno il buon esito della raccolta che la Banca Pubblica notificherà alla coppia. Dopo sei mesi la donatrice sarà ricontattata dal Centro di San Giovannni Rotondo per un controllo successivo. Il controllo a sei mesi viene effettuato nel nostro centro e la donatrice dovrà portare un certificato del pediatra attestante il buono stato di salute del bambino, inoltre eseguirà un prelievo e sarà compilata una sceda da parte del medico”.

Paola Girardi concludendo l’intermeeting si è rivolta alle giovani coppie invitandole a prendere in considerazione questo importante gesto di solidarietà, una speranza di Vita per i tanti bambini affetti da leucemie, talessemie e malattie oncoematologiche.

“Una serata piena di emozioni e intensità” che così come ha riferito il Governatore Rocco Saltino ha raggiunto il suo fine di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza.

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