Martedì 20 Novembre 2018
   
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LA FANOVE UNA TRADIZIONE DI IERI, DI OGGI E DI SEMPRE!

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Si sono conclusi, Martedì 13 marzo, i festeggiamenti in onore di Maria Ss. di Costantinopoli, patrona della nostra Città, con l’accensione del tradizionale falò, o meglio ancora “Fanòve”. Una tradizione che ci accompagna da anni e che puntualmente, ad otto giorno dal rito religioso di rinnovo del voto nei confronti della Vergine, si svolge nel nostro paese.

In vetta alla montagna di legna viene innalzata la “Cima Cima”, una struttura in legno decorata con ed arricchita dai doni che gli esercizi commerciali voglio fare. Quest’anno la “Cima Cima” è stata abbellita con i disegni realizzati dai bambini delle scuole elementari di Acquaviva, che Martedì mattina si sono recati presso il Comitato Feste Patronali per attaccare i loro capolavori. Provando a sentire un po’ con quale spirito i bambini hanno vissuto questo momento, un bambino diceva : “Abbiamo attaccato il nostro disegno che si brucerà e la nostra preghiera volerà dalla Madonna”. Che bel pensiero! E soprattutto quanta gioia negli occhi dei piccoli mentre si compiva questo gesto. Nel pomeriggio di Martedì c’è stato il tradizionale giro della “Cima Cima” nel paese; su di un traino e trainata da un imponente cavallo nero ha seguito un percorso nel paese per dare la possibilità ai commercianti di donare qualcosa. Ricchissima di decorazioni e doni alle 18.30, è giunta in Piazza dei Martiri e innalzata sul maestoso falò.

Nonostante il vento freddo un bagno di folla di ogni età, dai bambini agli anziani, dai giovani ai meno giovani, ha riempito totalmente la piazza che con gli occhi verso l’alto ha ammirato i fuochi pirotecnici che ci sono stati prima dell’accensione della “Fanòve”. Il vice presidente del Comitato Feste Patronali alle 19.50 con una torcia ad olio, ha dato fuoco al falò tra gli applausi della gente che aumentava e si stringeva sempre più attorno a questa antichissima tradizione. Generazioni diverse, con età diverse accomunate tutte dallo stesso obbiettivo : vedere la tanto attesa caduta della “Cima Cima”. Mentre le fiamme prendevano sempre più vigore, i bambini urlavano :”Brucia, brucia, svelto, svelto”! E ci voleva il vento che unito alla forza delle fiamme ha fatto staccare alcuni disegni che sono volati via; grande meraviglia negli occhi di tutti, quasi fosse la prima volta che vedevano il falò ed immenso stupore sui volti dei bambini che stavano per far arrivare in cielo le loro preghiere.

Ormai il fuoco aveva bruciato quasi interamente le decorazioni della “Cima Cima” che cominciava a dare segni di instabilità; tra applausi, conti alla rovescia, silenzio ed ammirazione il grande momento si è presentato quasi all’improvviso. La caduta della “Cima Cima” porta con se una tradizione: si dice che le campagne presenti in traiettoria dal lato, dove dolcemente di adagia, saranno caratterizzate da sostanziosi e buoni raccolti durante l’anno!

Quest’anno le campagne presenti verso contrada “Scappagrano”, si dice saranno ricche e numerose di frutti.

La tradizionale “Fanòve” è stata contornata dalla presenza di bancarelle e di enti che hanno voluto allestire uno stand con prodotti tipici locali. Il Centro Anziani, proprio in Piazza dei Martiri, affianco al falò ha preparato le caratteristiche frittelle accompagnate da un gustoso bicchiere di vino che visto la serata abbastanza fredda è stato molto gradito.

Ancora una volta tradizione e fede sono stati i pilastri che hanno dato vita ai Festeggiamenti in onore di Maria Ss. di Costantinopoli ed un ringraziamento particolare al Comitato Feste Patronali che ogni anno dà la possibilità di continuare ad alimentare la tradizione e la fede verso la Vergine.

 Di seguito la ricca Fotogallery realizzata da Isabella Giorgio:

Commenti  

 
#1 zia maria 2012-03-14 16:41
bello l'articolo, ma non dice il resto: la piazza era buia, spettrale,il fuoco non riusciva a prendere vigore, sono scappata subito insieme a moltissima gente per il forte fumo che bruciava gli occhi e l'intensa puzza di bruciato che ha impregnato gli abiti, mai visto un orrore così
 

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