Martedì 20 Novembre 2018
   
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VERSO UNA GENERAZIONE A KM ZERO-2° Parte

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Ma quanto, nella vita di tutti i giorni, diamo importanza al tema dell’ambiente e della sostenibilità?

La Voce del Paese – Edizione di Acquaviva delle Fonti, anno III n.7. 25 novembre 2011: in occasione di una particolare mostra all’Ala Nord di Palazzo De Mari, si era cortesemente concesso al nostro microfono Dino D’Ippolito, Presidente del Circolo WWF Gioia Acquaviva Santeramo.

“Secondo me, secondo il WWF in generale, la produzione a “chilometro zero” è essenziale: anche per una questione di eco-compatibilità, di risparmio energetico. Ad esempio noi abbiamo sul territorio determinate produzioni agricole che dovrebbero essere studiate e sapientemente sfruttate. È inutile, ad esempio, importare pomodori dalla Cina quando abbiamo le produzioni locali: su altre merci, se non sono prodotte da noi in loco, è possibile consumarle con moderazione. Se mangio una banana, ad esempio, non la mangio tutti i giorni, ma la mangio ogni tanto: perché è un prodotto che viene importato. Bisogna ragionare da un punto di vista prima intelligente che eco-compatibile: spesso così non avviene, perché importiamo molte merci per una particolare questione dei costi del lavoro, ma che hanno comunque un forte impatto sull’ambiente. In Cina, dove non ci sono delle leggi come da noi, e non ci sono anche i diritti umani, prima o poi ci si renderà conto dei danni; perché ormai ci sono zone in cui è impossibile bere l’acqua.”

Sala Convegni “Ala Nord” Palazzo De Mari, Acquaviva delle Fonti. 11 dicembre 2011.

Evento organizzato dalla Giovane Italia.

La Voce del Paese intervistava l’On. Avv. Raffaele Baldassarre, Popolo della Libertà, Vicepresidente della Commissione Giuridica Europea.

Versione On-line presente su AcquavivaNet. Versione La Voce del Paese: Edizione di Acquaviva delle Fonti, anno III n.12. 30 dicembre 2011.

Sull’interessamento dei giovani al tema della sostenibilità:

“Credo che il tema sia estremamente attuale: l’idea di una società dallo sviluppo sostenibile è un tema già presente nella fine degli anni ’80 e che ha sviluppato tutta una serie di misure da una parte e anche di un radicamento della coscienza sociale. L’idea, cioè, di svilupparsi, ma, nello stesso tempo, di avere grande rispetto per l’ambiente e di tutto quello che ci circonda. Di salvaguardare le risorse che abbiamo. Si tratta di soddisfare il bisogno delle generazioni presenti, ma senza compromettere quello delle generazioni future. In questo senso si è andata sempre più radicando una maggiore sensibilità. Affrontare questo tema con la comunicazione che il ciclo dei rifiuti non sia un’emergenza, ma debba essere un’opportunità: e quindi vadano utilizzati tutti gli strumenti perché il sistema dei rifiuti sia efficiente e soprattutto si applichino quelle politiche di riuso del materiale, il materiale riciclabile, con opportunità di crescita e di sviluppo che il settore del trattamento dei rifiuti prevede. Mi pare un tema di grande attualità. Il grande ecologista di questa regione non ha fatto altro che sviluppare di dimensioni insostenibili il sistema delle discariche: che è veramente la preistoria del trattamento dei rifiuti.

Sì, anche qui l’Italia faccia dei passi in avanti: noi abbiamo una percentuale del 25-30% di raccolta differenziata, dobbiamo raggiungere almeno il 70-75%. Dobbiamo puntare a una maggiore virtuosità del ciclo dei rifiuti e alla capacità di trarne vantaggi. Fralaltro, oltre alle misure legislative, ci sono anche finanziamenti importanti: il Progetto “Life+” ha messo a disposizione fino al 2013 oltre 2 miliardi di euro per progetti innovativi, per monitoraggio, per campagne di sensibilizzazione, per finanziamento a progetti, per politiche ambientali che portino a una economia sostenibile: si tratta davvero di alzare il livello di conoscenza e di sensibilità delle nostre amministrazioni e dei nostri cittadini.”

 Come possiamo fermare l'eco-abusivismo e le eco-mafie? 

“Con un controllo molto più stringente del territorio, con nessuna indulgenza, nessuna copertura di natura politica, e nessun compromesso. E con un sistema di repressione, anche penale e sanzionatorio, che è entrato in vigore in Italia nel 2011; con un po’ di ritardo. Quindi anche sintomo questo di una tempestività che sarebbe stato più opportuno fosse maggiore.”

 Mi perdoni, l’ultima domanda: da qui fino ai prossimi dieci anni potrebbe essere anche ipotizzabile fra i normali soggetti economici come le famiglie, di una figura di pannello solare popolare o di una diffusione a basso costo della tegola solare?

 

“Sì, credo che questo stia già avvenendo in alcune realtà. Credo che incentivare l’utilizzo dell’energia solare per l’auto-approvvigionamento anche per i privati sia assolutamente una strada da seguire: certo che se le pubbliche amministrazioni dessero l’esempio, iniziando a concedere la possibilità di aree di pannelli solari sulle proprietà pubbliche, sarebbe molto meglio, e questo sicuramente incentiverebbe anche l’utilizzo di questo tipo di energia da parte dei privati.”

 

Gennaio 2012.

AcquavivaNet intervista il Prof. Marcello Carucci, Consigliere Comunale di opposizione, Sinistra Ecologia Libertà. “Teatro”, “PRG”, “SIC”, “Ex-167”: era un piatto ricco, ma il Consigliere non si era negato e si era cortesemente concesso per una nostra intervista.

Qui, riportiamo una sola e profonda domanda…

Come Acquaviva può ripartire dal sociale?

“Acquaviva potrà ripartire dal sociale alla sola condizione che le forze sane presenti nel nostro territorio, “politiche, imprenditoriali, professionali, intellettuali e giovanili”, siano in grado di individuare, in sinergia, direttrici e occasioni di crescita da un lato, e aree e manifestazioni di disagio dall'altro. Individuazione sinergica di prospettive future e di realtà concrete presenti su cui operare è anche questione di buona volontà, di buon senso, e di umiltà: per fare emergere soluzioni condivise, e per non fare prevalere operazioni speculative di valenza oligarchica, fatte passare per occasioni di sviluppo del nostro territorio; sempre con la benedizione di determinate forze politiche…”

Come guardare al “bene comune”?… Proviamo, ora, tutti, a riflettere e a rispondere a tale quesito. 

http://www.acquavivanet.it/attualita/2633-invito-ai-lettori-qcome-guardare-al-bene-comuneq.html

Sappiamo bene che non è facile guardare al “bene comune”: visto che, come comuni cittadini, siamo tutti bravi a parlarne; come è altrettanto vero che se le cose non vanno bene, dal Comune fino ai palazzi più alti, è anche nostra la responsabilità.

Inutile dire che la nostra razionalità è la migliore cura ai nostri malanni sociali, e l’emozione della vecchia ideologia resta una malattia oggi da estirpare.

Cerchiamo, ora, di immaginare da dove si potrebbe ripartire: immaginiamo, nulla di più.

Una Polis Sostenibile, un laboratorio per la rivalorizzazione delle nostre risorse: un laboratorio che analizzi, attraverso un networking di volontari, quattro flussi quali i settori primario, secondario, terziario, e l’andamento del mercato locale del lavoro.

Un networking espressione di un costante forum cittadino costituito da associazioni, scuole, imprese, esercizi… Il tutto per far ripartire il concetto di produttività della Polis, come monito a un nuovo modo di fare politica partendo dal basso, a “chilometro zero”.

http://www.acquavivanet.it/attualita/2650-qbene-comuneq-la-risposta-a-un-nostro-lettore.html

 

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