Sabato 17 Novembre 2018
   
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"BENE COMUNE": ULTIME NOSTRE OSSERVAZIONI

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Giusto per chiudere una “nostra” recente parentesi. Giusto per poter comprendere come, in futuro, “aprirne un’altra”…

Di recente abbiamo cercato di creare – e solo in forma sperimentale – un sano dibattito fra i nostri lettori. Dibattito cui non possiamo negare che abbia avuto luogo: come ci dimostrano, in particolare, almeno un paio di nostri recenti articoli.

 

“Bene comune”: la risposta a un nostro lettore

http://www.acquavivanet.it/attualita/2650-qbene-comuneq-la-risposta-a-un-nostro-lettore.html

 

Teatro, PRG, SIC, Ex-167: la parola a Carucci (SEL)

http://www.acquavivanet.it/politica/2657-teatro-prg-sic-ex-167-la-parola-a-carucci-sel.html

 

Oggi è da noi emersa una nuova esigenza: capire come migliorare la qualità della nostra informazione. Difatti, il tema di oggi è: “Capire-come”.

 

Siamo sempre lieti di ribadire un concetto: non prendiamo delle posizioni, ma “laddove sarà per noi possibile, solleveremo nuovi temi e alimenteremo nuovi dibattiti”. Fatta questa coerente premessa, pensiamo che la nostra comunità di lettori, ora, non abbia più bisogno di temi di fantapolitica, ma di una nuova forma di comunicazione: condizione necessaria sia, però, il “dire No”all’accanimento terapeutico di idee troppo critiche, vetero-ideologiche, o fraintendibili.

Non neghiamo di poter dar voce a qualsiasi cittadino: non solo ai nostri politici locali, ma anche al mondo dell’associazionismo, dell’istruzione, degli esercenti, e degli imprenditori locali... Annoveriamo anche la figura del semplice cittadino: attraverso le sue segnalazioni e i suoi commenti. Ma la nostra comunicazione, oggi, può anche evolversi in meglio: estendendo i propri confini dalla quotidiana informazione alla comprensione più approfondita dei temi sociali (il “come-fare sostenibile”, il “come-fare impresa”, il “come-fare solidarietà”, il “come-fare cultura”, il “come-comprendere le quotidiane difficoltà dei nostri commercianti”, ecc.,…).

Il nostro target, in futuro, sarà favorire la maggiore “interazione” fra mondi sociali differenti: affinché l’informazione locale si rafforzi e la nostra comunità di lettori possa maggiormente esprimersi su questioni sociali condivise; arricchendo in forma “molto più approfondita” uno o più dibattiti, o “partendo direttamente da proposte in concreto”.

Di conseguenza, laddove sarà per noi possibile, presteremo ascolto anche alle proposte sollevate dai nostri lettori. (Anche se dobbiamo sempre – e onestamente - considerare quel “poco noto e rigido confine”… “Esistente” fra l’attività di un vero giornale on-line e quella di un comunissimo blog senza responsabilità editoriale…)

 

Al pari dell’importanza che conferiamo al tema di oggi, il “Capire-come”, è per noi molto importante ribadire quanto le diversità delle opinioni dei nostri lettori (“paese reale”) siano un’inestimabile fonte di ricchezza cognitiva e di estrema attualità.

 

 

 

Commenti  

 
#3 Michele Natale 2012-01-22 16:35
Si potrà operare in questo senso se saremo convinti delle nostre ragioni e di poterci sperimentare in una vicinanza differente, nel saper scegliere direttamente. In questo sforzo saremo ostacolati, esplicitamente o implicitamente. Sono innanzitutto le nostre medesime abitudini che ci rendono increduli nelle nostre capacità affermative e possibilità realizzative. Non esistono ricette miracolose per svincolarci dal peso delle consuetudini negative, possiamo però trovare dentro di noi la volontà e la forza di emergere di cui siamo dotati, coltivarla e applicarla comunemente.
Il principale ostacolo sulla strada della diretta ed esplicita volizione e deliberazione relazionale e comune riguarda la politica. Il suo meccanismo ci si para dinanzi continuamente e riguarda anche il nostro fare meccanico, contrapponendos i all’opera dell’organismo umano collettivo. La politica nasce da una rinuncia al proprio protagonismo pieno e indipendente, significa una delega generica e incontrollata ad altri del proprio potere decisionale che così si trasforma in potere negativo ed incondizionato che si rivolge contro le comunità e gli individui.
 
 
#2 Michele Natale 2012-01-22 16:34
L’importanza della prossimità più immediata e costante non può essere scissa dalle vicinanze iniziali o parziali che ci si presentano spesso occasionalmente . Entriamo costantemente in rapporto con le altre persone, le incontriamo, parliamo o svolgiamo qualche forma di attività con loro, senza veramente conoscerle o conoscendole superficialment e. La possibilità di fondare rapporti sinceri e cordiali dipende anche da noi. Rapporti basati su di una disponibilità rispettosa e prudente, sull’attenzione , sull’ascolto, sulla comprensione, puntando alla solidarietà e, laddove ne verifichiamo la potenzialità e l’utilità reciproca, sullo sviluppo del dialogo.
Possiamo infrangere attivamente e positivamente le gabbie di estraneità e separatezza che sono alimentate dalle culture dominanti e che implicano la chiusura egoistica individualistic a, o di piccoli gruppi. Se si riesce a vincere questa tendenza, potremmo tentare di sollecitare una logica dell’avviciname nto positivamente e sobriamente interessato, dello scambiarsi attivo e paziente proteso al riconoscimento dei comuni tratti umani, delle assonanze di tensioni e intenzioni, dell’apprendime nto scambievole.
 
 
#1 Michele Natale 2012-01-22 16:31
Diventano sempre più interessanti i dibattiti avviati da Acquaviva.net, anche se forse troppo rapidamente si passa ad “aprire un’altra” parentesi. Questo, però, non dipende solo dalle scelte redazionali, ma dalla scarsa partecipazione al dibattito avviato, infatti, i temi su cui si invita al confronto sono collegati fra loro quindi questo voltare pagina ho l’impressione che sia più uno stimolo alla discussione che il chiudere una parentesi per aprirne un’altra. Si è iniziato con l’invito a riflettere su “Bene comune”, ci si propone di “capire come”.
Ritengo importante cominciare con lo scegliere direttamente, infatti, una vita diversa può cominciare attraverso realizzazioni immediate che prendono forma e implicano scelte meditate e costanti verifiche. Provando a condividere la quotidianità con le persone che si scelgono, quindi tentare di creare, interpretare, condividere e convivere i luoghi comuni della nostra esistenza, è questo un esempio di un possibile inizio. Vivere nei medesimi luoghi comporta un pensiero degli stessi e innanzitutto di chi li frequenta, della reciprocità tra le persone e certamente anche un’organizzazio ne della vita pratica, in altre parole di tutto ciò che riguarda la convivenza.
 

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